Innovazione

Diego Piacentini (Amazon) sarà commissario per il digitale. Intervista ad Andrea Lisi

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Diego Piacentini
Diego Piacentini

Diego Piacentini, numero due di Amazon, congelerà il suo incarico all’interno della multinazionale per ricoprire il ruolo di commissario per il digitale e l’innovazione. Ma la notizia non piace a tutti: intervista ad Andrea Lisi

Sarà Diego Piacentini, attuale vice presidente di Amazon, il colosso mondiale del commercio elettronico che vede le sue azioni crollare a Wall Street, ad essere il commissario di governo per il digitale e l’innovazione. La notizia è stata diffusa in uno scambio di messaggi su Twitter tra il numero uno di Amazon, Jeff Bezos, e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. ‘Signor primo ministro, siamo così orgogliosi di Diego. Meraviglioso per l’Italia’, scrive Jeff Bezos nel suo tweet. ‘Grazie, sarà un piacere lavorare con lui. Venga in Italia così possiamo parlare di innovazione’, gli risponde Renzi. Ma a spiegare tutto è Filippo Sensi, portavoce del premier italiano: ‘Mentre voi mi state, sacrosantamente, su Sanremo 2016 qui si annuncia che il numero 2 di @amazon @diegopia verrà a lavorare per il governo’.

La nuova carica di Diego Piacentini

La nomina a Commissario avrà la durata di due anni (Piacentini congelerà la sua carica ad Amazon), senza alcuna retribuzione. Avrà il suo ufficio a Palazzo Chigi, dove spesso si è incontrato con Matteo Renzi alle sette del mattino con una bozza ben precisa delle cose che intende fare e non agirà sotto alcun ministero. La nomina di Piacentini non si sovrappone a quella del «Digital champion», ruolo di iniziativa europea attualmente ricoperto da Riccardo Luna e con uno scopo divulgativo. Entro l’estate, momento in cui il numero due di Amazon dovrà dare avvio ai lavori, ci sarà un decreto di nomina e nascerà una squadra dedicata al digitale.

digitale - Diego Piacentini

Il Commento di Andre Lisi

La decisione del Governo non piace proprio a tutti. ‘Ieri Ezio Bosso ha incantato Sanremo con il suo piano e giustamente ha detto che la musica, come la vita, si fa solo insieme. Vale anche per l’Italia digitale, ma ci vuole un vero pianista. Chi lo è oggi in mezzo a consiglieri, campioni digitali e commissari? Forse si dovrebbe cominciare a stabilire a chi attribuire poteri reali anche nella definizione delle strategie (che continuano incredibilmente a mancare)’, ha commentato a StartMag l’avvocato Andrea Lisipresidente dell’Associazione Nazionale per operatori e responsabili della Conservazione digitale (ANORC).

L’Italia merita di essere commissariata, quindi, da una multinazionale? E tutti ad applaudire?
Perdonatemi, ma non riesco proprio ad essere positivo e il (potenziale) conflitto di interessi dovrebbe essere una cosa seria… Non metto in dubbio la serietà e le capacità di Diego Piacentini dimostrate in Amazon, ma non posso non riflettere su ciò che lui è oggi, cosa rappresenta e continuerà ad essere anche da agosto in poi, quando si insedierà in Italia con questa strana, ennesima nomina di “Commissario per il Paese Digitale”!

Per due anni, quindi, – continua Andrea Lisi – Mr. Piacentini “si congela” da Amazon, ma rimane in Amazon (tanto che i primissimi complimenti per la nomina arrivano dal suo Capo – che sembra ben felice di perdere per due anni un valoroso collaboratore…strano, no? – Mr. Bezos) e infatti il suo incarico governativo è “pro bono”!

Quindi per l’Italia digitale c’è estremo bisogno di un altro volontario, senza macchia e senza paura (…ma da un passato pesantissimo che si porterà inevitabilmente dietro come un’ombra costante e onnipresente). Ne vogliamo parlare? Se si accettano incarichi così delicati, ha senso non essere retribuiti e non lasciare realmente il posto che si occupava prima (a maggior ragione se in costante, potenziale conflitto con ciò di cui ci si dovrà occupare poi)?

Vogliamo per una volta essere seri in questo Paese che ormai ci mortifica ogni giorno con queste scelte solo da raccontare? Ma cosa sarebbe questo Commissario per il Paese Digitale? Il sostituto di Riccardo Luna, ma con un “titolino” nuovo, ma sempre inutile? Servono all’Italia Digitale queste nomine, peraltro camuffate da volontariato istituzionale? Non sarebbe più semplice rafforzare davvero AgID e conferire poteri reali al suo attuale Direttore?’

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