Innovazione

Di Maio e Trenta bombardano F-35, Camm-Er Mbda, Leonardo-Finmeccanica e non solo? Il commento di Nones (Iai)

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Tutti i dettagli sulla confusionaria gestione governativa delle spese per la difesa. Il commento di Michele Nones, analista dell’Istituto affari internazionali

 

La gestione governativa delle spese per la difesa sembra essere ormai precipitata in uno stato confusionale. La brutta, ma limitata, abitudine italiana di non rispettare nessuna scadenza (e nessun impegno) si è estesa e radicata al punto dal non provocare quasi nessuna reazione, nemmeno fisiologica.

IL DECRETO MISSIONI CHE NON C’E’

Il “decreto missioni” con cui si definiscono gli interventi militari all’estero è scaduto a fine anno scorso e, quindi, tutte le attività si svolgono formalmente in regime di proroga senza copertura finanziaria.

DOSSIER AERONAUTICA

Il “decreto per l’industria aeronautica” che determina i finanziamenti per la ricerca tecnologica civile previsti dalla legge 808/85 è stato annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio il 19 febbraio, ma se ne sono perse le tracce. Così come di quello per i programmi militari, preannunciato nella stessa occasione come prossimo all’emanazione.

I RITARDI DI DI MAIO

Il “fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”, istituito dalla legge di bilancio 2017 e finanziato nel 2018 con 36 miliardi di euro in sedici anni, sembra finito nel “porto delle nebbie”, insieme agli altri finanziamenti del Ministero dello Sviluppo economico con i quali si stanno acquistando i principali sistemi d’arma delle Forze Armate (leggi 321/96, 266/97, 266/05, 147/13).

IL DOCUMENTO DELLA TRENTA

Il “Dpp – documento programmatico pluriennale 2018-2020” è stato presentato dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta a ottobre e ha rappresentato un vero e proprio ‘libro dei sogni’, visto che non ha tenuto conto dei tagli preannunciati dal Governo fin dal suo insediamento e poi precisati nella legge di bilancio 2019 presentata contemporaneamente e poi approvata a fine anno. Teoricamente il nuovo Dpp 2019-2021 dovrebbe essere presentato alla fine di questo mese di aprile e là, forse, si capirà qualcosa di più su cosa davvero vuole fare quest’anno il Governo.

CAPITOLO F35, CAMM-ER E LEONARDO-FINMECCANICA

I programmi in fase di avvio a livello europeo, grazie ai co-finanziamenti dell’Unione Europea, richiedono la messa a disposizione di nuovi fondi nazionali nel quadro di una chiara politica industriale nel campo della difesa. Se no, si resta inevitabilmente fuori. Quando poi non si rispettano nemmeno gli impegni già presi e si rimettono in discussione i programmi internazionali avviati (come continua ad avvenire per il velivolo F35 e per il sistema missilistico Camm-Er), la frittata è completa.

LO SCENARIO NEFASTO

E così si rischia di compromettere anche il futuro di migliaia di giovani ingegneri e tecnici che, invece, potrebbero contribuire a mantenere l’Italia fra i Paesi tecnologicamente e industrialmente avanzati.

LE CONTRADDIZIONI

Tutto questo, oltre tutto, in contrasto con l’apparente volontà del Governo di rilanciare gli investimenti per porre riparo all’evidente raffreddamento dello sviluppo, se non alla crisi. Non si vede come le imprese del settore possano realizzare nuovi investimenti ed assunzioni senza avere la minima certezza sui programmi della Difesa. Altro che legge sessennale per gli investimenti della Difesa: qui non abbiamo nemmeno una programmazione semestrale.

LA TRASPARENZA CHE NON C’E’

Un’ultima osservazione va fatta sulla sempre maggiore mancanza di trasparenza dei dati sulla spesa militare italiana e, in particolare, sugli investimenti. A quattro mesi dall’inizio dell’anno nessuno sembra sapere, o, nel caso peggiore, dire quanto spenderemo realmente nel 2019 e come saranno ripartite le spese.

(estratto di un’analisi più ampia pubblicata su Affari Internazionali; qui la versione integrale)

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