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Tutti gli scricchiolii di Foodora (che non trova acquirenti)

Si svelano i veri timori di Foodora in Italia. Non erano le intenzioni del governo Conte, e in primis del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a regolamentare il lavoro nel settore delle consegne a domicilio di cibo, ma le precarie condizioni societarie a far preoccupare i vertici di Foodora.

Foodora, nei giorni scorsi, aveva infatti minacciato di abbandonare l’Italia per le mire del ministro Di Maio. Criticando la bozza del decreto Dignità, il numero uno di Foodora Italia, Gianluca Cocco, aveva annunciato: «Saremo costretti ad abbandonare l’Italia».

Ora ha abbondato davvero l’Italia ma per volere della società controllante. Foodora, infatti, lascia il nostro Paese (ma anche l’Australia, l’Olanda e la Francia) per puntare su mercati che garantiscono condizioni di sviluppo più promettenti.

LA DECISIONE DI DELIVERY HERO CHE CONTROLLA FOODORA

E’ questa la decisione della società tedesca Delivery Hero, che adesso cercare nuovi acquirenti per il suo marchio. “La strategia di Delivery Hero”, ha scritto Emanuel Pallua, co-fondatore di Foodora, “è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera. In Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli”.

CHE COSA FARA’ FOODORA IN ITALIA

“Per quanto riguarda l’Italia”, aggiunge Pallua, “siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora per cui stiamo valutando possibili acquirenti. Questo annuncio non ha conseguenze sul servizio e sulle modalità con cui operiamo. La nostra piattaforma, il servizio dei ristoranti e i riders sono operativi come sempre. La nostra principale priorità è assicurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà”. Chi sono i possibili acquirenti? Secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine, nelle scorse settimane quasi tutte le aziende del comparto hanno valutato gli asset dell’impresa ma nessuno ha mostrato interesse, forse per il prezzo atteso dalla controparte.

LE TENSIONI TRA AZIENDE

La sortita pubblica di Foodora anti governo non aveva raccolto consensi nelle altre società del settore, che comunque erano preoccupate della bozza del decreto; bozza poi accantonata per un tavolo di concertazione fra esecutivo, aziende e lavoratori dai contorni e dagli esiti ancora incerti.

VERSO ASSODELIVERY SENZA FOODORA

L’isolamento di Foodora si è palesato anche nel progetto delle aziende del settore di costituire un’associazione di imprese attive nel comparto. Progetto messo a punto da Deliveroo, Glovo, Just Eat, Uber Eats e l’italiana Social Food. Obiettivo? Rappresentare in maniera unitaria le esigenze del comparto. Non solo: puntare a un’intesa con governo e sindacati sulle nuove regole in fieri. Secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine, l’associazione si chiamerà AssoDelivery.

LE DIVERGENZE TRA SOCIETA’ DEL SETTORE

Le divergenze tra la costituenda AssoDelivery e Foodora riguardano anche i rapporti contrattuali. Foodora, infatti, lavora con co.co.co. e punta su questa forma contrattuale al tavolo ministeriale. Mentre le altre aziende utilizzano anche forme di lavoro autonomo come partita Iva e ritenute d’acconto.

CHE COSA SUCCEDERA’ IN GERMANIA, AUSTRALIA E E PAESI BASSI

Ma quali sono i motivi della decisione del gruppo tedesco? Delivery Hero, che ha sede a Berlino, vuole concentrarsi su mercati più redditizi: uno degli obiettivi è il mercato tedesco, dove Foodora aumenterà gli investimenti per battere il rivale olandese Takeaway.com. In Australia il servizio di consegna a domicilio di cibo smetterà di funzionare il 20 agosto, ha scritto il Sole 24 Ore. Per i Paesi Bassi c’è già un potenziale acquirente: il portavoce di Takeaway.com, Joris Wilton, ha rivelato a Reuters che la sua compagnia «considererà certamente» l’acquisto di Foodora in Olanda.

LE PREVISIONI NON ECCELLENTI DI DELIVERY HERO

Ma è tutto il gruppo che controlla Foodora a soffrire. Infatti società Delivery Hero ha annunciato anche di non riuscire a raggiungere il break even a livello mensile entro il 2018 e quello annuale nel 2019. Il gruppo tedesco ha inoltre deciso di investire 80 milioni di euro (93 milioni di dollari) per stimolare la crescita. Il titolo ieri ha perso fino all’8% alla Borsa di Francoforte, ha sottolineato il Sole 24 Ore.

IL COMMENTO DEL PROF. CARNEVALE MAFFE’

Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia alla Sda Bocconi, al Corriere della Sera ha detto: “Il food delivery è un business in forte crescita ma solo in alcune aree metropolitane e ha bisogno di volumi di traffico elevati per giustificare i costi fissi. Evidentemente in questo caso non sono stati raggiunti”.

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