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Decolla il programma Tempest nel Regno Unito, tutti i dettagli

Tempest Leonardo

Il Team Tempest guidato dalla britannica Bae Systems si aggiudica un contratto da 250 milioni di sterline nel Regno Unito per il sistema di combattimento aereo di sesta generazione

Decolla il programma Tempest nel Regno Unito.

Il 29 luglio il governo britannico ha assegnato un nuovo finanziamento da 250 milioni di sterline (294 milioni di euro) per la nuova fase del Tempest, il programma per il sistema di combattimento aereo di sesta generazione.

Con il contratto firmato tra il governo e Bae Systems — azienda capofila del Team Tempest che include anche Leonardo Uk, Rolls-Royce e Mbda Uk — il progetto entra nella fase di concept and assesment.

Tutti i dettagli.

IL CONTRATTO ASSEGNATO DALLA DIFESA UK

Annunciando il contratto durante una visita al sito di Warton di Bae Systems, Ben Wallace, segretario alla Difesa del Regno Unito, ha affermato che questo segnerà un “passo epocale nella prossima fase del nostro futuro sistema aereo da combattimento”.

Il programma Tempest prevede lo sviluppo di un velivolo principale (caccia di sesta generazione) con altre tecnologie chiave, come velivoli senza equipaggio e sistemi avanzati di analisi di dati.

L’annuncio del governo britannico è relativo al contratto che prevede investimenti per lo sviluppo dell’infrastruttura digitale e fisica su cui si baserà il programma, basato sulla strategia “digital first” grazie alla quale progettazione e simulazioni possono ridurre significativamente costi, tempi ed emissioni.

L’IMPORTANZA DEL TEMPEST PER IL REGNO UNITO

Il capo del governo per le future capacità aeree di combattimento, Richard Berthon, ha definito il progetto “estremamente importante per garantire che il Regno Unito e i suoi partner dispongano delle competenze e della tecnologia di cui abbiamo bisogno per darci il vantaggio di vincere la battaglia per il futuro”.

Il ministero ha affermato che quest’ultimo contratto fa parte dell’investimento del governo di oltre 2 miliardi di sterline, che sarà distribuito nei prossimi quattro anni.

Il Regno Unito ha già impegnato 2 miliardi di sterline per il programma lanciato nel 2018, che punta a iniziare la produzione entro il 2025, con consegna del sistema aereo da combattimento entro il 2035. Il caccia stealth di sesta generazione dovrebbe sostituire l’Eurofighter Typhoon dal 2040.

A BORDO ANCHE ITALIA E SVEZIA

Anche l’Italia e la Svezia partecipano al programma del caccia da combattimento di sesta generazione.

Lo scorso 21 dicembre il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini (Pd), ha sottoscritto insieme ai suoi omologhi di Regno Unito e Svezia, un MoU (Memorandum of Understanding) che disciplina una collaborazione paritaria tra i tre Paesi nell’ambito del programma Tempest, con l’intenzione di condividere il carico di lavoro sullo sviluppo.

LE INDUSTRIE COINVOLTE

Ricordiamo che le tre industrie nazionali comprendono le principali società di difesa di Regno Unito (Bae Systems, Leonardo UK, Rolls Royce e Mbda UK), Italia (Leonardo Italia, Elettronica, Avio Aero e Mbda Italia) e Svezia (Saab e GKN Aerospace Sweden).

IL COMMENTO DI LEONARDO

L’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha dichiarato a margine della semestrale del gruppo che “questo passo avanti darà una spinta ulteriore all’iniziativa, che nei prossimi anni contribuirà fortemente all’innovazione tecnologica dei paesi che vi prenderanno parte”.

E LA DIFESA ITALIANA?

“Sul fronte italiano, dopo la firma del MoU trilaterale tra i Ministri della Difesa britannico, italiano e svedese dello scorso dicembre non si registrano invece novità” puntualizza il direttore di Rid, Pietro Batacchi. “Qualche indicazione potrebbe arrivare dal Dpp 2021 – atteso in Parlamento entro fine aprile, ma al solito in ritardo per le feroci lotte interne alle Forze Armate – dal quale  potremo capire se il programma Tempest è ancora prioritario, ma non finanziato, come nel Dpp 2020, o se c’è un primo finanziamento”.

“Si tratta di un aspetto non secondario – al di là dei fondi inseriti nell’aggiornamento del Typhoon, che coprono anche il derisking di alcune tecnologie che andranno poi nel Tempest, ma che non è chiaro quando partiranno, per 2 motivi” aggiunge Batacchi. “Il primo, di ordine politico, perché avere in un documento programmatico della Difesa (cioè del Governo) come il Dpp una scheda di programma dedicata, con un finanziamento anche minimo, vorrebbe dire dimostrare ai partner, in particolare a quello britannico, l’impegno dell’Italia verso il Tempest. Il secondo, di ordine operativo e industriale, perché più passa il tempo più gli Inglesi vanno avanti e più diminuiscono le probabilità di influenzare i requisiti operativi e industriali, in particolare della core platform, anche perché come abbiamo visto Londra ha già un programma consolidato con stanziamenti e un profilo finanziario fatti” conclude il direttore di Rid.

A CHE PUNTO È IL RIVALE FCAS

Nel frattempo, prosegue anche il Fcas, il progetto rivale franco-tedesco-spagnolo per il sistema di combattimento aereo del futuro. Per il Fcas è in corso al momento la Fase 1A ma in autunno dovrebbe avviarsi la fase 1B e 2.

Ma entrambi i programmi per il sistema di combattimento europeo del futuro sono ancora lontani da un aereo dimostrativo pronto per il volo. Nel frattempo, il capo di stato maggiore dell’aeronautica tedesca ha dichiarato in un’intervista a DefenseNews di aver parlato con le sue controparti italiane e britanniche circa la possibilità di unire gli sforzi.

CONVERGENZA IN FUTURO?

“Può essere che andiamo su binari diversi. Speriamo che alla fine ci uniremo”, ha sostenuto il generale tedesco Ingo Gerhartz riguardo i due progetti di caccia di sesta generazione.

Stesse considerazioni non sono mancate anche nel nostro paese. Nella nota diramata dal ministero della Difesa in occasione della firma del MoU del 21 dicembre si sottolineava che “L’Italia ritiene auspicabile l’opportunità di valutare nel tempo una possibile convergenza dei due programmi”.

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