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Butti Intelligenza Artificiale

Ia, Cie, ChatGpt italiana e non solo. Ecco le novità digitali del governo

Dalla decisione di affidare alle Agenzie Agid e Acn i poteri sull'intelligenza artificiale al rilancio della carta di identità elettronica, ecco le prossime iniziative del governo in fatto digitale delineate dal sottosegretario Butti

Il governo ha scelto: Agenzia per l’Italia digitale e Agenzia per la cybersicurezza nazionale saranno le “authority” responsabili sull’AI per l’Italia.

È quanto ha anticipato Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, in una intervista al Sole 24 Ore in cui ha illustrato i principali dossier su cui è al lavoro il governo in materia di digitale e innovazione.

Nel frattempo, un disegno di legge sull’Intelligenza Artificiale arriverà prima di Pasqua: ad annunciarlo è sempre Butti  all’apertura della 17/ma edizione della RomeCup all’Università di Tor Vergata. Nel suo intervento Butti ha anche sottolineato la necessità per l’Italia di dotarsi di propri modelli di IA generativa.

Tutti i dettagli.

BUTTI: AFFIDATA AD AGID E ACN IL RUOLO DI VIGILANZA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’AI Act, ovvero l’impianto di norme europee sull’intelligenza artificiale — approvato proprio la scorsa settimana dal Parlamento europeo — prevede che ogni Paese introduca un’autorità di vigilanza sull’AI. Dunque gli Stati membri dovranno scegliere se istituire un’authority per l’IA ad hoc o se affidare il ruolo a un’autorità (o agenzia) già esistente.

Da tempo il sottosegretario all’Innovazione tecnologica Butti aveva manifestato l’idea di affidare il ruolo di vigilanza sull’intelligenza artificiale all’Agid, l’ufficio-agenzia nato per coordinare la digitalizzazione della pubblica amministrazione. E non quindi l’Autorità garante per i dati personali, come auspicato invece anche dal Comitato europeo per la protezione dei dati e il Garante europeo della protezione dei dati già nel 2021.

E oggi ne abbiamo conferma. “La scelta — ha spiegato Butti al Sole 24 Ore — è di affidare ad Agenzia per l’Italia digitale e Agenzia per la cybersicurezza nazionale i compiti di vigilanza e controllo sull’intelligenza artificiale: rispecchia una visione strategica incentrata sull’efficacia e l’efficienza nella governance dell’Ia. Queste agenzie, con il loro focus specifico sul digitale e sulla cybersicurezza, offrono competenze tecniche e operazionali complementari e altamente specializzate, essenziali per affrontare le sfide poste dalla AI in ambito di cittadinanza, industria, sicurezza, protezione dei dati e su tutto la difesa e l’interesse nazionale”.

IL GOVERNO PUNTA A AUTORITÀ POLITICA PIUTTOSTO CHE UN’AUTHORITY INDIPENDENTE

Dunque il governo ha optato per un’Agenzia governativa (anzi due) rispetto alla scelta di un’autorità indipendente (quale per l’appunto, ad esempio, il Garante della privacy).

“La sicurezza, e la strategia della sicurezza, deve essere in capo alla massima autorità politica, sono convinto che la riusciremo a rappresentare” ha spiegato il sottosegretario Butti al RomeCup24, sulla scelta di affidare all’Agenzia per l’Italia digitale e all’Agenzia nazionale per la cybersecurity la vigilanza e il controllo sull’intelligenza artificiale.

Nell’intervista odierna al quotidiano confindustriale, il sottosegretario ha motivato l’orientamento di non affidare queste funzioni sull’AI a una authority indipendente: “Un’Authority indipendente potrebbe mancare della competenza tecnica specifica e dell’integrazione con il sistema digitale nazionale che Agid e Acn già possiedono ed esercitano.Ambedue gli organismi, grazie alla loro esperienza e all’integrazione di cui godono nel contesto nazionale, offrono un controllo coordinato e a tutto tondo sull’IA, con un bilanciamento ottimale tra innovazione e tutela dei diritti”.

Dunque per l’intelligenza artificiale l’Italia avrà non una, bensì due authority competenti nella stessa materia. Anche se alcuni esperti avevano già espresso il timore che, con la responsabilità in capo a più soggetti, “si rischierebbe la sovrapposizione delle competenze tra le varie authority nazionali“.

SECONDO BUTTI IN ARRIVO IL DISEGNO DI LEGGE SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PRIMA DI PASQUA

Sempre in fatto di intelligenza artificiale, Butti ha dichiarato al quotidiano confindustriale che “Il disegno di legge sulla IA che potrebbe arrivare in consiglio dei ministri la prossima settimana si colloca nel contesti della Strategia e riflette l’ambizioso impegno dell’Italia, con l’intento di porre il Paese in una posizione avanzata nel confronto internazionale sul tema”.

“Vogliamo adottare la Strategia – ha aggiunto il sottosegretario – e far crescere le applicazioni indirizzate alle Pa ed alle imprese ma, come emerso al G7 di Trento, guardando ad una crescita responsabile, con al centro l’uomo e con un approccio etico che non trascuri nessuno dei gruppi sociali sottorappresentati”. “Con questa iniziativa legislativa puntiamo a creare e sostenere un percorso innovativo per imprese, università e centri di ricerca, per le Pubbliche amministrazioni, guardando alla crescita, ma fissando meccanismi di controllo che assicurino uno sviluppo sicuro e vantaggioso dell’IA”.

Dopodiché, all’evento di Tor Vergata Butti ha ricordato l’importante investimento di 1 miliardo per l’intellifenza artificiale annunciato pochi giorni fa dalla premier Giorgia Meloni aggiungendo che esiste anche un ulteriore fondo di circa 800milioni per investimenti in start up innovative.

IL RUOLO DELLE PARTECIPATE STATALI

Secondo il sottosegretario all’Innovazione, sull’IA è importante coinvolgere le partecipate di Stato: “Le partecipate di Stato rappresentano un ponte tra l’innovazione tecnologica e l’interesse nazionale e il loro coinvolgimento è fondamentale per diversi motivi. Trattandosi di grandi aziende, possono agire come catalizzatori per pilotare e implementare soluzioni innovative di IA che possono poi essere estese a livello nazionale. In secondo luogo, avendo accesso diretto a vasti set di dati, le partecipate di Stato sono in una posizione privilegiata per alimentare sistemi di IA con informazioni preziose”.

NECESSARIA UNA CHATGPT ITALIANA

Aprendo l’evento organizzato da Fondazione Mondo Digitale, oggi il sottosegretario Butti ha anche evidenziato che “l’Italia ha bisogno di un Large Language Model italiano, un nostro modello di IA generativa, un esigenza sentita da moltissime imprese e abbiamo molti progetti, almeno 5 universitari e tanti altri da privati, in via di sviluppo”. Secondo Butti una delle necessità a cui potrà rispondere la creazione di una ChatGpt italiana è la sicurezza dei dati perché i modelli attuali di aziende americane o asiatiche sono processati seguendo standard differenti, incorporano pregiudizi linguistici e culturali differenti dai nostri e hanno differenti attenzioni sulla privacy.

SU POSTE E PAGOPA…

Passando a un altro dossier “caldo” del governo, sul Sole 24 Ore, Butti è tornato anche sulla cessione senza gara di PagoPa a Poligrafico e Poste (che ha ricevuto la bocciatura dell’Antitrust): “Al momento, l’Antitrust ha sottolineato le problematiche relative a questo passaggio. Le sue osservazioni sono ora al vaglio del Mef, che fornirà le risposte necessarie. La logica dietro questa scelta strategica si inserisce in un quadro più ampio di riforme volte a potenziare l’efficienza e l’accessibilità dei servizi di pagamento digitale per i cittadini e le imprese italiane, cercando di sfruttare al meglio le sinergie tra le competenze tecniche e l’ampia rete territoriale di Poligrafico e Poste Italiane”, ha puntualizzato il sottosegretario.

IL GOVERNO RILANCIA CIE

Infine, il governo ha deciso di rilanciare la carta d’identità elettronica (CIE), che non è solo un documento di identità, ma uno strumento a disposizione dei cittadini che consente l’accesso a numerosi servizi digitali.

“La digitalizzazione? C’è già, anzi CIE già”, è questo lo slogan della campagna di comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri partita proprio ieri per promuovere l’utilizzo della Carta d’Identità Elettronica (CIE), abilitata dall’app CieID, come strumento per accedere in maniera semplice e sicura ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

“La Carta d’Identità Elettronica è stata rilasciata a oltre 43 milioni di italiani, con più di 14 mila amministrazioni che offrono la possibilità di accedere con la CIE ai propri servizi digitali. Con questa campagna vogliamo, quindi, promuovere l’utilizzo della CIE, l’identità digitale garantita dallo Stato che, attraverso l’app CieID, offre il massimo livello di sicurezza (livello 3) nell’accesso ai servizi online, in linea con quanto richiesto dai Regolamenti europei e con quanto prevede lo sviluppo dell’IT Wallet, il Sistema di portafoglio digitale italiano”, ha spiegato il Sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti.

La campagna è realizzata dal Dipartimento per la trasformazione digitale, in collaborazione con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria e con il Ministero dell’Interno.

“Dobbiamo incentivare l’utilizzo della Cie – ha insistito il sottosegretario Alessio Butti -, c’è bisogno di uno scatto di reni dei cittadini”. Per il momento, comunque, ricorda il Sole 24 Ore, la carta d’identità elettronica non sostituirà lo Spid, ma sarà un ulteriore strumento per agevolare le pratiche burocratiche.

 

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