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Dall-e

Dall-E rottamerà fotografi, creativi e artisti?

Dall-E, il generatore di immagini di intelligenza artificiale di OpenAI, è semplice, economico e alla portata di tutti, ma come si mette per chi della creatività ha fatto il proprio lavoro? Fatti, commenti e approfondimenti

 

Se puoi sognarlo Dall-E (forse) può farlo. Il generatore di immagini di intelligenza artificiale (IA) di OpenAI, che prende il nome dalla fusione di Salvador Dalì (l’artista) e Wall-E (il robottino della Pixar), permette infatti con soli 15 dollari di creare centinaia di “opere”. Basta inserire un input testuale e Dall-E fornisce una serie di immagini prodotte sul momento.

Ma che implicazioni avrà?

L’EVOLUZIONE DEI GENERATORI DI IMMAGINI DI IA

L’arte generata dall’intelligenza artificiale non è una novità ma gli strumenti rilasciati l’anno scorso – Dall-E, Midjourney, Stable Diffusion – hanno permesso anche ai dilettanti di creare opere complesse, astratte o fotorealistiche semplicemente digitando alcune parole in una casella di testo.

Tuttavia, stando al New York Times, per alcuni critici “ciò che rende diversa la nuova generazione di strumenti di IA non è solo la capacità di produrre splendide opere d’arte con il minimo sforzo” ma “è il modo in cui funzionano”.

COME FUNZIONANO

Applicazioni come Dall-E e Midjourney sono state infatti costruite recuperando milioni di immagini dal web, per poi insegnare agli algoritmi a riconoscere modelli e relazioni in quelle immagini e a generarne di nuove con lo stesso stile.

“Questo – spiega il quotidiano – significa che gli artisti che caricano le loro opere su Internet potrebbero involontariamente contribuire a formare i loro concorrenti algoritmici”.

IL COSTO IRRISORIO

Oltre a essere estremamente facile da utilizzare, Dall-E è anche economica. L’accesso al servizio base infatti è gratuito e offre 50 crediti per il primo mese e 15 per i mesi successivi, ma se si vuole sperimentare di più, con soli 15 dollari si possono acquistare pacchetti da 115 crediti, che corrispondono all’incirca a 460 immagini, da aggiungere a quelli gratuiti.

L’IMPATTO SU GIORNALI, AGENZIE FOTOGRAFICHE E ARTE

“Da ormai ex-direttore so che questa cifra è in grado di mettere fuori mercato qualunque agenzia fotografica o illustratore”, ha scritto oggi nella sua newsletter Appunti il giornalista ed ex direttore del quotidiano Domani Stefano Feltri riflettendo sull’impatto e sugli oggettivi vantaggi dei generatori di immagini di IA.

Non stupisce, dunque, che le agenzie fotografiche si stiano muovendo di conseguenza. Se la storica Getty Images, con il suo archivio di 80 milioni di immagini e illustrazioni e più di 50.000 ore di filmati, ha deciso di bandire dal suo sito le immagini generate dall’IA, Shutterstock ha invece siglato un accordo con OpenAI per venderle.

QUESTIONE DI ETICA

Come ha osservato da Andy Baio, tecnologo e scrittore citato dal Nyt, Dall-E è “al limite della magia per ciò che è in grado di evocare, ma solleva così tante questioni etiche che è difficile tenerle tutte sotto controllo”.

Il Ceo di Getty Images, Craig Peters, ha infatti motivato la decisione dell’agenzia affermando di voler proteggere i propri clienti dalle preoccupazioni che stanno emergendo sulla legalità dei contenuti generati dall’IA, che si rifanno appunto a immagini o illustrazioni di artisti e fotografi indipendenti che non hanno dato il proprio consenso.

“Penso che stiamo assistendo a organizzazioni, individui e aziende che si comportano in modo sconsiderato […] Ci sono preoccupazioni reali per quanto riguarda il copyright dei risultati di questi modelli e problemi di diritti non risolti per quanto riguarda le immagini, i metadati delle immagini e gli individui contenuti in esse”, ha aggiunto Peters.

COSA DICE OPENAI DEI POSTI DI LAVORO A RISCHIO…

Venendo poi a se e quanti posti di lavoro sono a rischio a causa dell’utilizzo di generatori di immagini di IA, è significativo quanto dichiarato dalla stessa OpenAI quando lo scorso aprile ha presentato la versione Dall-E 2.

“Sebbene Dall-E 2 abbia oggi scopi esclusivamente non commerciali, in futuro potrebbe avere implicazioni economiche significative. Il modello – si legge nel comunicato – potrebbe aumentare l’efficienza nell’esecuzione di alcune attività come l’editing o la produzione di fotografie d’archivio, che potrebbero rimpiazzare il lavoro di designer, fotografi, modelli, redattori e artisti”.

…E I PRIMI EFFETTI

Cosa ne sarà dunque di chi svolge lavori creativi? A tal proposito è interessante la storia di Jason M. Allen raccontata dal Nyt.

Allen l’anno scorso ha vinto un premio per artisti digitali emergenti durante la Colorado State Fair, tuttavia, non ha utilizzato né tela né pennello ma solo il generatore Midjourney diventando uno dei primi lavori generati dall’IA a vincere un premio simile e scatenando una feroce reazione da parte degli artisti che lo hanno accusato di aver barato.

Tuttavia, sebbene l’autore si sia detto empatico con gli artisti che temono che l’IA li lasci senza lavoro, ha anche aggiunto che la loro rabbia non dovrebbe essere diretta alle persone che usano Dall-E o Midjourney per fare arte, ma alle aziende che scelgono di sostituire gli artisti umani con strumenti di intelligenza artificiale.

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