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Cosa succede in Tim e Open Fiber

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Perché Tim casca in Borsa (nonostante l’ottimismo degli analisti) e perché Open Fiber ricorre a un aumento di capitale

Mentre Tim, in Borsa, non vive momenti esaltanti (nonostante la fiducia degli analisti), Open Fiber pensa a un aumento di capitale e a una nuova linea di credito per espandere la sua infrastruttura di rete. Infrastruttura che, si augura la Telecom guidata da Luigi Gubitosi, possa finire in una rete unica.

Andiamo per gradi.

TIM CROLLA IN BORSA

Partiamo da Tim. Ieri Telecom ha registrato una tra le peggiori performance di giornata al FTSEMib (con perdite fino all’8%) ed oggi non sembra andare meglio: il titolo dell’ex Telecom Italia segna un calo, al momento in cui scriviamo (ore 14) del 6,3% a 0,33 euro.

MERCATO NON HA GRADITO TRIMESTRALE

Le vendite su Tim, che risentono anche della decisione di Consob di rimuovere da ieri il divieto di vendite allo scoperto, secondo alcuni osservatori, si giustificano con il fatto che il mercato non ha evidentemente apprezzato i risultati della trimestrale di Tim (qui i dettagli), con ricavi totali del gruppo attestati a 4 miliardi di euro (-8,4%). Sul fronte Italia i ricavi sono scesi a 3,1 miliardi, segnando un -11%, e i ricavi da servizi scendono del 9,3%.

Il margine operativo lordo, in Italia, è scivolato a 1,23 miliardi (-11,6%), ma l’utile netto reported è più che raddoppiato su base annua, a 591 milioni di euro (+216%).

ANALISTI FIDUCIOSI SU TIM

Performance che però non preoccupano troppo gli analisti di Equita, che confermano la raccomandazione di acquisto sulle azioni, con target di prezzo a 0,47 euro, pur avendo ritoccato leggermente al ribasso (meno dell’1%) le stime.

“Confermiamo il ‘Buy’ in quanto pensiamo che il business tlc possa essere tra i più resilienti in uno scenario di lento recupero dell’economia vista la domanda strutturale di connettivita’”, hanno infatti spiegato gli esperti di Equita, che prevedono un ebitda di fine anno attorno a 6,2 miliardi, dei quali 5,1 miliardi realizzati in Italia (-7%). Per gli analisti, il debto dovrebbe scendere di 1,5 miliardi, a 18,5 miliardi grazie alle ultime operazioni in Inwit (qui i dettagli).

AUMENTO DI CAPITALE PER OPEN FIBER

Nel frattempo, Open Fiber prova ad estendere la sua infrastruttura, passando da un aumento di capitale di circa 450 milioni. Enel e Cdp, che controllano la società della fibra, si faranno carico di un aumento di 225 milioni ciascuna.

NUOVA LINEA DI CREDITO

All’aumento di capitale si affiancherà anche una nuova nuova linea di credito che dovrebbe portare nelle casse 550-650 milioni. Open Fiber, al momento, ha avviato i colloqui con Société Générale, Bnp Paribas e Unicredit, le tre banche capofila dell’operazione, ha scritto il Sole 24 Ore.

ESTENDERE PRESENZA IN AREE GRIGIE

I nuovi fondi serviranno a Open Fiber per estendere la propria infrastruttura di rete nelle aree grigie, secondo il Sole 24 Ore, specificando che si tratta delle aree in cui sono tanti distretti industriali e delle città sotto i 20 mila abitanti che hanno un potenziale interessante.

PROGETTI CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON RETE UNICA

L’estensione dell’infrastruttura non ha nulla a che fare con la possibilità di realizzare una rete unica. “L’aumento di capitale segue un incremento dell’impegno di Open Fiber che estende il suo raggio d‘azione. Una cosa da fare che sosteniamo pienamente. Questo è del tutto indipendente e scollegato rispetto a ipotesi di convergenza di una rete unica, ma risponde alla necessità molto evidente di proseguire con decisione e velocità all’opera di cablaggio in fibra”, spiegano dalla società della fibra.

TIM VUOLE RETE UNICA

Rete unica in cui spera Tim e a cui sembra tendere anche l’orientamento del Governo. “Open Fiber compete contro di noi e tende ad avere prezzi inferiori e costi più alti; non so quanto sia sostenibile a lungo termine mentre i risultati dell’affitto della nostra rete a terzi sono molto positivi. Abbiamo parlato a lungo nel passato di un integrazione con Open Fiber e penso che dovremmo passare dalle parole ai fatti: adesso speriamo che il governo, che ha espresso interesse alla creazione di un’unica rete, ci possa aiutare a risolvere questo problema”, ha dichiarato della presentazione della trimestrale l’ad di Tim, Luigi Gubitosi.

EQUITA: RETE UNICA VICINA

Sulla questione si sono espressi anche gli analisti di Equita: “Le chance di un’operazione di integrazione della rete fissa sono a nostro avviso aumentate, vista la chiara volontà politica a sostegno del progetto. Leggiamo in questo senso anche la notizia della volontà dei soci di Open Fiber di sostenere l’upgrade del piano di copertura di rete con nuovo equity, che consente di sedersi a un tavolo negoziale in una posizione di maggiore forza”.

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