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Da dove arriva il successo della Corea del Sud nei chip di memoria. Report Ispi

L’Ia ha trasformato i chip di memoria in un componente strategico fondamentale, consacrando la Corea del Sud e le sue aziende Samsung e SK Hynix come leader della filiera globale. Il report dell’Ispi.

L’esplosione dell’IA non ha rivoluzionato solo il modo in cui elaboriamo informazioni o creiamo contenuti, ma ha ridisegnato intere filiere industriali, riportando al centro della scena un componente che per decenni era stato considerato secondario: i microchip di memoria.

Quello che un tempo appariva come un prodotto di massa a basso margine si è trasformato in uno degli elementi più critici per lo sviluppo dell’IA generativa.

Un nuovo report ISPI approfondisce il caso della Corea del Sud, che grazie alla forza di Samsung Electronics e SK Hynix ha saputo capitalizzare questa svolta meglio di chiunque altro, diventando un pilastro insostituibile della supply chain globale.

Attraverso investimenti decennali, scelte tecnologiche lungimiranti e una crescente rete di partnership internazionali, il Paese asiatico si è posizionato non solo come principale produttore di memorie avanzate, ma come attore chiave nell’attuale fase dell’evoluzione tecnologica.

L’ascesa dei microchip di memoria

Fino a pochi anni fa i chip di memoria erano considerati beni a basso valore aggiunto, soggetti ai classici cicli di boom e decrescita del settore. Oggi rappresentano uno dei colli di bottiglia più seri nello sviluppo dell’IA.

I grandi modelli linguistici (LLM) richiedono quantità enormi di dati da trasferire, elaborare e archiviare a velocità elevatissime. Non basta più avere GPU potenti: serve memoria capace di supportare quei flussi di dati senza creare strozzature.

In questo contesto ha assunto grande rilevanza la memoria ad alta larghezza di banda (HBM), una tipologia specializzata di DRAM ottimizzata proprio per i carichi di lavoro intensivi dell’IA.

A differenza delle memorie tradizionali, l’HBM è strettamente integrata con architetture hardware specifiche, rendendo difficile e costoso cambiarne il fornitore. Questa caratteristica ha conferito ai suoi produttori un potere contrattuale e tecnologico molto maggiore rispetto al passato.

Il dominio di mercato della Corea del Sud

La Corea del Sud controlla oggi circa il 60% della produzione mondiale di microchip di memoria e oltre l’80% del segmento HBM. Samsung e SK Hynix, insieme a Micron, dominano quasi il 90% del mercato DRAM globale. Nel solo segmento HBM, SK Hynix detiene il 58% circa, seguita da Samsung con il 21%.

Questa leadership non è frutto del caso. Decenni di politica industriale, investimenti continui nella capacità produttiva e nello sviluppo tecnologico hanno permesso alle aziende sudcoreane di raggiungere economie di scala e un know-how difficilmente replicabile.

Le esportazioni sono cresciute di oltre il 150% all’inizio del 2026, trainando l’intera economia nazionale. L’indice KOSPI di Seul ha quasi raddoppiato il suo valore, superando per la prima volta i 9.000 punti a giugno, spinto proprio dalle quotazioni delle big della memoria.

Il duopolio che domina la Borsa sudcoreana

Samsung Electronics e SK Hynix sono diventate così centrali da essere soprannominate “Samjeonnix” dai coreani.

Insieme rappresentano più della metà della capitalizzazione totale del KOSPI. Samsung ha una presenza più diversificata, presidiando ad esempio anche l’elettronica di consumo, mentre SK Hynix ha concentrato quasi interamente le sue risorse sulle tecnologie di memoria.

Il momento simbolico più forte è arrivato lo scorso 22 giugno, quando SK Hynix ha temporaneamente superato Samsung in capitalizzazione di mercato, raggiungendo circa 1.350 miliardi di dollari. Un sorpasso impensabile fino a pochi anni prima.

La storia di SK Hynix

SK Hynix non è sempre stata un campione. Fondata come Hyundai Electronics nel 1983, ha attraversato crisi, ristrutturazioni e cambi di proprietà fino all’acquisizione da parte di SK Group nel 2012.

Molti la consideravano un’operazione ad alto rischio. Invece SK Group ha puntato con decisione sulle memorie HBM anni prima che l’IA generativa esplodesse, quando la maggior parte del settore si concentrava solo sulle GPU.

Questa scommessa si è rivelata vincente. Oggi l’azienda sta investendo massicciamente: punta a triplicare la capacità produttiva di wafer entro il 2034 e a raddoppiare la produzione mensile di DRAM entro il 2030.

Il 10 luglio SK Hynix ha debuttato in borsa negli Stati Uniti raccogliendo 26,5 miliardi di dollari, la più grande quotazione mai realizzata da una società straniera.

Oltre la fornitura di chip

La Corea del Sud non vuole limitarsi a essere il “fornitore di memoria” del mondo. Le aziende locali stanno evolvendo verso ruoli di partner strategico a tutto tondo.

La visita del presidente di NVIDIA Jensen Huang a Seul a giugno ha segnato un punto di svolta. Ne sono scaturiti annunci di collaborazioni con Naver, LG, Doosan e soprattutto una partnership profonda tra NVIDIA e SK Group che va ben oltre la semplice fornitura di HBM, includendo co-sviluppo di semiconduttori e AI factory.

Dal canto suo Samsung sta beneficiando dell’interesse di giganti come BYD, Google, AMD e Tesla, che cercano di diversificare gli approvvigionamenti lontano da Taiwan.

Nel frattempo, sul fronte interno, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha lanciato un piano pubblico-privato da circa 550 miliardi di dollari per costruire nuovi stabilimenti di memoria e un polo per il packaging HBM.

Opportunità e rischi

Il successo che abbiamo descritto è straordinario, ma porta con sé delle vulnerabilità.

La dipendenza da un segmento così specializzato espone il Paese a rischi geopolitici, interruzioni delle catene di fornitura e alla ciclicità tipica del settore. Le carenze di DRAM e NAND registrate nella seconda metà del 2025 potrebbero protrarsi oltre il 2030, rallentando l’intero sviluppo dell’IA.

Consapevole di questi limiti, Seul sta cercando di diversificare: investe in IA fisica, data center, robotica e cloud computing. L’obiettivo è trasformare la leadership attuale in un vantaggio strutturale duraturo lungo tutta la filiera dell’IA.

In definitiva, conclude l’ISPI, la storia dei microchip di memoria è anche la storia di come un Paese abbia saputo trasformare un punto di forza settoriale in un pilastro geopolitico oltre che economico. La Corea del Sud ha dimostrato che, in un mondo dominato dalla tecnologia, chi controlla i “mattoni invisibili” dell’innovazione può conquistare un ruolo centrale a livello globale.

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