Innovazione

Copernicus, cosa è (e come funziona) il sistema satellitare anti pandemia

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Copernicus

L’Italia attiva il sistema satellitare per l’osservazione della Terra Copernicus per mappare le strutture sanitarie temporanee sul territorio nazionale

Anche i satelliti schierati contro Covid-19. Oggi la Protezione civile italiana ha attivato il programma di osservazione satellitare Copernicus per mappare strutture sanitarie e aree di raduno, e per avere una comprensione chiara del territorio. L’obiettivo è il monitoraggio delle attività e degli spazi pubblici durante l’emergenza Covid-19. Lo annuncia Janez Lenarcic, commissario per la Gestione delle crisi, dal suo profilo Twitter.

https://twitter.com/JanezLenarcic/status/1247110459427340288

COSA FARÀ LA PROTEZIONE CIVILE

Il nostro paese è entrato nella quarta settimana di lockdown, dichiarato lo scorso 11 marzo per arginare la diffusione di Covid-19. Come si legge sul sito del programma europeo, attraverso Copernicus,”la protezione civile deve mappare tutte le strutture sanitarie temporanee (come le strutture di triage, gli ospedali da campo e così via) nonché i luoghi di raccolta al fine di avere una chiara comprensione della situazione attuale del territorio per il successivo monitoraggio delle attività e del pubblico spazi durante l’emergenza”.

https://twitter.com/DPCgov/status/1247095049709588480

 

COPERNICUS

Copernicus è il programma europeo per l’osservazione satellitare della Terra. Si tratta di una flotta di sei tipologie di satelliti, chiamati Sentinelle, specializzati in precise applicazioni, di proprietà Ue. I satelliti sono progettati per fornire e collezionare dati e immagini. Le coppie 1, 2 e 3 sono state già lanciate. C’è poi il satellite singolo Sentinel-5 Precursor per il monitoraggio dell’atmosfera lanciato il 13 ottobre 2017. La Commissione europea dirige e coordina questo programma, per migliorare la gestione dell’ambiente, salvaguardando la vita di tutti i giorni. L’Agenzia spaziale europea (Esa) è responsabile della componente spaziale, responsabile dello sviluppo della famiglia dei satelliti Sentinelle per conto dell’Unione Europea e della garanzia del flusso di dati per i servizi Copernicus.

Le operazioni delle Sentinelle sono state affidate all’Esa e all’organizzazione europea per l’utilizzo dei satelliti meteorologici Eumetsat.

LE AZIENDE COINVOLTE NEL PROGRAMMA DELL’ESA

La realizzazione delle Sentinelle è stata assegnata alle principali aziende europee: l’azienda franco-italiana Thales Alenia Space ha realizzato Sentinel-1 e Sentinel-3, mentre alla tedesca Astrium è stato affidato Sentinel-2. Le tre coppie di satelliti sono state lanciate tra il 2014 e il 2018 e sono operative.

COPERNICUS CONTRO EBOLA

Non è la prima volta che i satelliti Copernicus vengono sfruttati per monitorare la diffusione di un’epidemia. L’8 maggio del 2018 il governo della Repubblica Democratica del Congo aveva dichiarato un nuovo focolaio della malattia da virus Ebola (EVD).

Al 16 maggio, erano stati segnalati in totale 44 casi di malattia da virus Ebola (confermati, probabili e sospetti). Due giorni dopo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che la Repubblica democratica del Congo avrebbe dovuto affrontare un rischio di salute pubblica “molto elevato” a causa dell’Ebola. A seguito di una richiesta di assistenza da parte dell’Oms, il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea è stato attivato.

Pertanto il 17 maggio l’agenzia danese di gestione delle emergenze (Dema) ha attivato Copernicus EMS per produrre tre mappe di riferimento sulle aree interessate.

L’ATTIVITÀ DELL’ESA DURANTE LA PANDEMIA COVID-19

Tornando all’emergenza attuale, la missione satellitare europea Copernicus Sentinel-5P sta fornendo informazioni chiave sui cambiamenti nelle concentrazioni di inquinanti atmosferici come il biossido di azoto. Da quando l’epidemia da Covid-19 è stata dichiarata pandemia e le città si sono

Non solo l’inquinamento, resta un enorme potenziale nell’utilizzo dei dati di osservazione della Terra per far luce su altri cambiamenti sociali ed economici in atto.

Per vedere come le missioni di osservazione della Terra potrebbero essere ulteriormente utilizzate per esplorare gli effetti di Covid-19, l’Esa ha pubblicato un nuovo invito a presentare proposte. L’obiettivo è vedere come utilizzare i dati satellitari, ad esempio, per mappare i cambiamenti intorno alle reti di trasporto, porti commerciali e industria pesante come le raffinerie di petrolio.

Il direttore dei programmi di osservazione della Terra dell’Esa Josef Aschbacher, ha dichiarato: “Covid-19 sta mettendo a dura prova la società. Sebbene l’Esa non sia in grado di aiutare a prevedere la progressione del virus, continuiamo sicuramente ad avere una grande quantità di dati che ci trasmettono da alcuni dei satelliti più sofisticati mai costruiti e dalle nuove tecnologie di intelligenza artificiale che possono essere utilizzate per comprendere e monitorare”.

LO SPAZIO IN RISPOSTA A COVID-19, IL FINANZIAMENTO DELL’ESA

Comunicazioni via satellite, osservazione della Terra, navigazione satellitare e altre tecnologie innovative potrebbe giocare un ruolo importante nella risposta all’emergenza Covid-19. Tanto che L’Esa ha lanciato venerdì l’annuncio di finanziamento “Lo Spazio in risposta all’insorgenza di COVID-19” in collaborazione con il Ministro Italiano per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione e il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e di altre nazioni.

Attraverso l’annuncio, l’Esa invita le società a sottoporre le loro idee per lo sviluppo e la dimostrazione di servizi per rispondere all’emergenza che l’Europa, e specialmente l’Italia, sta affrontando a causa del diffondersi del Coronavirus.

“Crediamo che, in questa emergenza, lo spazio, ora più che mai, si debba mettere al servizio di tutti. Ecco perché abbiamo proposto e infine dato sostegno a questo annuncio di opportunità, concedendo all’Esa autorizzazione a finanziare le attività delle aziende italiane per 2.5 milioni di euro oltre a capacità satellitare gratuita se richiesta e necessaria ai progetti dimostrativi“, ha commentato il presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia.

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