Innovazione

Il mercato libero non funziona, servono nuove leggi per la privacy. Parola di Tim Cook (Apple)

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Sulla tutela dei dati personali “a un certo punto il Congresso e l’amministrazione interverranno”. Ne è convinto il numero uno di Apple, Tim Cook

Il mercato libero non funziona e una regolamentazione dell’industria tecnologica è “inevitabile”. A sostenerlo è Tim Cook, ceo di Apple, in aperta difesa della privacy.

IL COOK PENSIERO

“Parlando in generale, non sono un grande fan delle regolamentazioni. Sono un grande sostenitore del libero mercato, ma dobbiamo ammettere quando il mercato libero non funziona. E qui non ha funzionato”, ha dichiarato Cook in un’intervista andata in onda ieri sera sull’emittente americana HBO, che si inserisce nella polemica sulla riservatezza dei dati degli utenti.

POST CAMBRIDGE ANALYTICA

Da marzo le società tecnologiche sono finite nell’occhio del ciclone e la tempesta non accenna a diminuire. Il seme è partito da Cambridge Analytica, società britannica che ha violato 87 milioni di profili Facebook, rivelato nell’inchiesta del New York Times. Il numero uno della Mela Morsicata ha preso subito le distanze da Zuckerberg e dal modello di business di Facebook in generale, affermando che non dovrebbero esistere profili dettagliati di individui compilati da piattaforme Internet. Cook ha chiesto “alcune regole ben congegnate” per impedire che le informazioni degli utenti vengano messe insieme e trasmesse a loro insaputa. “Non si tratta di privacy o profitti, né di privacy rispetto a innovazione tecnica”, ha affermato. “Questa è una scelta sbagliata”.

CONTRO GOOGLE E FACEBOOK

Non è la prima volta che la società di Cupertino prende le distanze dai recenti scandali sulla privacy che hanno travolto le aziende tecnologiche. Il mese scorso Cook è intervenuto durante una conferenza sulla privacy a Bruxelles plaudendo al quadro rigido a tutela delle informazioni personali degli utenti previsto dall’Ue. Poi si è rivolto direttamente ai legislatori nazionali: “È tempo che il resto del mondo, incluso il mio paese d’origine, segua questo esempio. Noi di Apple siamo pienamente a favore di una legge federale sulla privacy negli Stati Uniti”.
Cook ha sferrato poi un attacco alle sue rivali, definendo la raccolta di dati di massa da parte di aziende come Google e Facebook “sorveglianza armata contro di noi con efficienza militare”.

DALLA PARTE DEGLI UTENTI

Il numero uno di Apple ha portato acqua al suo mulino difendendo il modello di business della società produttrice degli i-Phone – profitti dalla vendita di prodotti ai clienti – rispetto a quello delle piattaforme digitali che “divorano tutto ciò che possono apprendere su di te e cercano di monetizzarlo”. Per questo Cook non ha dubbi: “Penso che sia inevitabile che ci sarà un certo livello di regolamentazione” e “che il Congresso e il governo a un certo punto interverranno”.

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