Innovazione

Contenuti digitali vs carta stampata. Lo schermo manipola i nostri pensieri

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I contenuti digitali manipolano il nostro cervello e non ci fanno pensare fuori dagli schemi

Dalla carta al pc il nostro cervello legge due cose diverse: i contenuti digitali, in qualche modo, influenzano la nostra visione delle cose, intralciando la nostra capacità di pensare fuori da ogni schema. Insomma smartphone, tablet e computer ci manipolano. A dirlo è uno studio condotto da Geoff Kaufman e Mary Flanagan, due professori della Carnegie Mellon University e del Dartmouth College, che hanno messo a confronto la lettura su uno schermo e la lettura su carta, provando a capire quanti noi possiamo essere influenzati dalle nostre abitudini digitali.

La ricerca ha coinvolto, come racconta The Washington Post, 77 partecipanti. Ognuno di questi ha dovuto affrontare dei test con risoluzione di problemi e analisi testuale. Risultato? Quando si legge su carta, si ha maggiore capacità di pensare diversamente, di leggere fra le righe; quando di legge su uno schermo, invece, si è meno portati a pensare in astratto. “Gli schermi digitali sembrano quasi creare una sorta di ‘tunnel visuale’ nel quale ci si focalizza soltanto sull’informazione che si sta ottenendo in quel momento, non sul contesto più ampio. Sull’iPad, [i partecipanti] sembravano non focalizzarsi o mostrare interesse per gli effetti a lungo termine delle loro decisioni”, spiega Kaufman al quotidiano americano.

Il motivo di tutto questo? Come spiegano sempre gli autori, la cosa potrebbe essere una conseguenza delle abitudini da pigrizia che gli schermi digitali ispirano.

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Contenuti digitali e contenuti su carta: i test dello studio

I due autori hanno somministrato ai partecipanti un’analisi del testo basata un breve racconto dello scrittore David Sedaris. Il testo è stato letto su un file PDF o in versione cartacea e a tutti è stato fatto compilare un questionario per verificare “il ricordo di specifici dettagli presenti nel racconto” e la “comprensione di inferenze di più alto livello che l’autore voleva che i lettori cogliessero nella storia”. Chi aveva letto la storia su di uno schermo, sapeva meglio rispondere a domande fattuali sulla storia, chi aveva letto la storia su carta stampata, invece, conseguiva “risultati migliori per quanto riguarda le inferenze”.

I contenuti digitali ci rendono pigri anche quando leggiamo qualcosa di più semplice (o, in teoria, più chiaro). Ai partecipanti allo studio è stata fatta vedere una tabella che metteva a confronto 4 modelli di auto inesistenti. Ogni dato era stato pensato per far emergere come migliore un solo modello. Subito dopo aver letto la tabella, ai partecipanti è stato chiesto di indicare quale delle quattro automobili fosse la migliore: solo il 43% di chi ha letto le informazioni su uno schermo ha dato la risposta giusta, mentre a rispondere in modo giusto è stato il 66% di coloro che hanno letto su carta stampata.

Qual è la soluzione quindi per non farci manipolare dagli schermi? Abbandonare Smartphone e tablet? No, non va bene questa soluzione così drastica per Kaufman. “Probabilmente trascorro 3/4 delle mie ore di veglia ogni giorno dietro uno schermo. Se dovessi cogliermi a leggere un articolo di giornale in PDF e iniziassi a bloccarmi sui dettagli allora andrei avanti e lo stamperei”, ha affermato l’autore.

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