Innovazione

Come va il Venture Capital in Italia. Report

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Venture capital

Numeri, confronti e scenari del Venture Capital Monitor redatto da Aifi in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center e presentato a Torino

È arretrato, ma procede a passo spedito. Se si dovesse riassumere lo stato di salute del venture capital in Italia si potrebbe usare un paragone calcistico: è come se la più forte squadra di Serie B si trovasse a giocare contro la vincitrice di Champions League. La differenza con gli altri Paese c’è e si nota, ma la voglia di riscatto sta portando a tanti miglioramenti.

LA CRESCITA

Crescono, infatti, in Italia gli investimenti: nel 2019 sono state realizzate 148 operazioni di venture capital contro le 102 del 2018 per un ammontare di 597 milioni di euro rispetto ai 521 dell’anno precedente. Ma siamo in coda rispetto a Francia, Gran Bretagna e Germania e la sfida “è raddoppiare entro il prossimo anno i volumi”.

IL RAPPORTO

I dati sono emersi alle Ogr di Torino durante la presentazione della 12esima edizione del Venture Capital Monitor redatto da Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, venture Capital e Private Debt) in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center e Morace&Co Studio Legale.

I NUMERI

In particolare, gli investimenti iniziali sono saliti in un anno del 55% passando dai 78 del 2018 ai 121 dell’anno passato. Stabili i rifinanziamenti saliti da 24 a 27 con un ammontare dell’investito che però passa da 98 a 161 mln, + 64%. E ancora, nel settore business angel gli investimenti realizzati ammontano nel 2019 a 53 mln per complessive 88 operazioni.

IL COMMENTO

“Nel 2019 si vedono risultati positivi nel mondo del ventur capitale grazie anche all’azione delle attività svolte dal fondo italiano d’investimento — ha sottolineato Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi — e sono sicuro che con le attività che a breve avvierà Cdp Venture Capital ci sarà ulteriore impulso allo sviluppo di un ecosistema e a favore delle nuove iniziative legate all’innovazione”.

IL RUOLO DI CDP

Il presidente di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, infatti ha spiegato che dal 2012 Cdp è “al lavoro per lo sviluppo del Venture Capital in Italia. In questi anni abbiamo sostenuto 20 team d’investimento. Oggi il nostro impegno si estende: mettiamo a disposizione 1 miliardo di euro di risorse per il settore e promuoviamo iniziative di sistema, insieme alle società partecipate, per favorire il trasferimento tecnologico attraverso il corporate venture capital”.

IL CDA DI CDP VENTURE CAPITAL

Il cda di Cdp Venture Capital si è insediato da poche settimane e l’amministratore delegato è a lavoro per definire il piano d’impresa che sarà presentato a breve. A monopolizzare l’interesse degli investitori di Venture Capital l’Ict con una quota del 44% (era il 37% nel 2018), cui seguono i servizi finanziari con il 15%, l’healthcare, il 12% e le biotecnologie, 6%.

LE REGIONI

La Lombardia è la regione in cui si concentra il maggior numero di operazioni, 45, che coprono il 37% del mercato. Seguono il Piemonte con 15 operazioni, il 12%, e l’Emilia Romagna con 11 operazioni, pari al 9%. Ma ci sono anche reioni come la Calabria e il Molise dove il saldo è 0.

L’ANALISI

“Il 2019 registra un’ulteriore crescita dei rifinanziamenti, segno di come l’attività del fondo di venture capital non si limiti ad un semplice investimento iniziale ma costituisca un vero e proprio avvio di un percorso che vede l’affiancamento dell’operatore al progetto — ha aggiunto Anna Gervasoni, presidente del comitato scientifico di. Ventur Capital Monitor — l’obiettivo per l’anno in corso è raddoppiare gli investimenti ma per fare questo serve un salto di qualità, fare sistema, attivare fondi cosiddetti ‘scale up’ e interagire in modo più attivo con il mondo del corporate”.

INTESA SANPAOLO

Buone notizie arrivano anche dall’Innovation Center di Intesa Sanpaolo. “Il venture capital è una bussola essenziale per affrontare una grande sfida per l’Italia e per ognuno di noi. Dobbiamo recuperare il ritardo strutturale dell’Italia nel suo grado di innovazione. Per colmare questo gap ci servono competenze e risorse economiche”, afferma Maurizio Montagnese, presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center, che ricorda la scelta di trasformare Neva Finventures in Sgr portando la disponibilità di risorse da 100 a 250 milioni di euro nell’arco dell’anno.

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