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Come mai Fortnite torna su Apple. E cosa c’entra l’Ue

Apple sta provando a muoversi nei contorni del Dma europeo per trarne comunque vantaggio, ma se applicata alla lettera la nuova normativa comunitaria dovrebbe imporre a Cupertino di accettare altri store e, quindi, il ritorno sui device di Fortnite

Il videogioco dei miracoli Fortnite tornerà su Apple? Forse. Il titolo di Epic Games, capace di incassare 5,5 miliardi nel 2018 e 3,7 miliardi nel 2019, con un boom nel periodo pandemico che gli aveva fatto raggiungere nuovamente i 5 miliardi e introiti superiori al miliardo in 12 mesi solo nelle versioni per mobile, dopo la causa “mezza vinta e mezza persa” contro Cupertino (ha vinto sotto il profilo dell’affermazione del principio della liberalizzazione degli store, ma col rigetto di alcune domande cardine, la software house attrice ha perso nel merito) si potrebbe rifar vedere su iOS.

FORNITE ED APPLE FANNO PACE?

Dove non è arrivata la giustizia statunitense arriva il Dma, ovvero il corpus comunitario sui mercati digitali. Tuttavia, per capire bene la questione occorre brevemente riassumere i motivi alla base della lunga querelle legale che Epic ha intentato contro i detentori dei due maggiori negozi online per smartphone: Google di PlayStore e Apple di Apple Store.

LA PEDATA DALL’APPLE STORE

Fortnite era stato rimosso dall’App Store nell’agosto del 2020, in quanto la casa di Cupertino aveva ritenuto che la presenza di pagamenti per le micro transazioni in game su circuiti esterni risultasse una grave infrazione dei propri termini d’uso che gli sviluppatori accettano quando decidono di sfruttare la sua vetrina virtuale. In soldoni, Apple richiede un dazio fino al 30% del totale incassato a ogni download ed Epic Games reclamizzando metodi esterni provava a eludere il balzello.

LA CAUSA PERSA NEGLI USA

Apple finora ha vinto la causa gemella contro Google, mentre col rifiuto della Corte Suprema di esprimersi è passato in giudicato l’Appello, che sanciva sì l’obbligo per Cupertino di accettare altri metodi di pagamento ma respingeva le istanze sul monopolio avanzate di Epic Games: la software house non è riuscita a dimostrare le proprie accuse e perciò dovrà risarcire il colosso di Tim Cook.

IL SALVAGENTE EUROPEO

Ma agli utenti, soprattutto quelli europei, più che le beghe legali interessa sapere che, grazie al Dma di Bruxelles che impone ai cosiddetti gatekeeper l’apertura ai propri servizi, Apple dovrebbe essere comunque costretta ad accettare

 

Insomma, problema risolto? Non proprio. “Stanno costringendo gli sviluppatori a scegliere tra l’esclusività dell’App Store e i termini del negozio, che saranno illegali secondo Dma; oppure ad accettare un nuovo schema anticoncorrenziale anch’esso illegale, pieno di nuove tariffe spazzatura sui download e nuove tasse Apple sui pagamenti che non elaborano”, ha scritto Tim Sweeney, CEO di Epic Games.

Che poi ha aggiunto: “Epic ha sempre sostenuto il concetto di autenticazione di Apple e di scansione di malware per le app, ma rifiutiamo fermamente che Apple distorca questo processo per minare la concorrenza e continuare a imporre le sue tasse sulle transazioni in cui non è coinvolta.”

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