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Come il Cnr si candida per il Pnrr

Cnr

L’articolo di Chiara Campana sul documento del Cnr per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

 

Durante un incontro con il ministro dell’Università e della Ricerca, professoressa Cristina Messa, il Consiglio nazionale delle ricerche ha presentato un “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” per affermare la propria volontà di contribuire a questa grande occasione per la ripresa del paese. Erano presenti il vicepresidente vicario Lucio d’Alessandro, i membri del Consiglio di amministrazione e i direttori di Dipartimento del Cnr.

“Il piano del Cnr”, spiega d’Alessandro, “individua la ricerca e l’innovazione quali motori per la ripartenza del Paese e strumenti fondamentali per il suo sviluppo economico e sociale. La stessa pandemia ha messo in piena luce il ruolo fondamentale della ricerca come risposta ai bisogni dei cittadini nell’affrontare il virus, ma anche nel sostenere la ripresa sociale ed economica”. Secondo il vicepresidente, “la presenza e il radicamento del Cnr su tutto il territorio nazionale e, al contempo, le relazioni e le iniziative internazionali che lo vedono protagonista sono due elementi che consentono di garantire sostegno all’attuazione del Piano a livello territoriale, mantenendo una relazione stretta con le altre grandi programmazioni europee in materia di ricerca, di transizione ecologica, di transizione digitale”.

Sei le missioni principali che il piano del Cnr si propone di raggiungere. Nel settore Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, l’Ente si propone di valorizzare il patrimonio culturale attraverso attività interdisciplinari che integrino funzionalmente diversi approcci, utilizzando strumenti di frontiera, in particolare le ICT e l’intelligenza artificiale. Per quanto concerne la Rivoluzione verde e transizione ecologica, il Cnr è impegnato, attraverso una programmazione su grandi progetti strategici, nella prospettiva EU del “green deal” per rafforzare il ruolo degli ecosistemi e raggiungere l’obiettivo di Carbon neutrality entro il 2050, promuovendo la circolarità e la riduzione dell’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità. In tale quadro si integrano anche le Infrastrutture per una mobilità sostenibile, dove nel corso dell’ultimo triennio il Consiglio nazionale delle ricerche ha attivato progetti strategici per i grandi centri urbani.

Nell’ambito Istruzione e ricerca si sottolinea la necessità di sostenere e potenziare con chiari obiettivi la ricerca “curiosity driven” o di base, che costituisce una preziosa risorsa per sviluppi scientifici e tecnologici a lungo termine. Nell’area Inclusione e coesione ci si riferisce in particolare a quanto il Cnr può rendere disponibile in termini di studi e ricerche sui fattori culturali ed economici attraverso modelli computazionali delle dinamiche sociali. Infine, la salute: Le attività del Consiglio nazionale delle ricerche sono tutte a carattere fortemente multidisciplinare, attraverso l’utilizzo e la gestione di grandi infrastrutture internazionali: dallo studio dei meccanismi molecolari di base fino a studi epidemiologici e partecipazioni a trials clinici.

“Il Cnr è in grado di mobilitare competenze e capacità scientifiche e tecnologiche multidisciplinari, oltre che un enorme patrimonio infrastrutturale e strumentale. La presenza e il radicamento sul territorio nazionale, la capacità di produrre e trasferire conoscenza e le relazioni e iniziative internazionali ci consentono di garantire sostegno all’attuazione del Piano, in stretta relazione con le altre grandi programmazioni europee in materia di ricerca, transizione ecologica, transizione digitale”, conclude d’Alessandro.

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