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Come e quando le università riapriranno

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Le aule delle università si riapriranno, a partire da febbraio 2021. Ecco le regole da rispettare nella fase 2 e 3? I dettagli

 

Il lockdown non ha fermato l’istruzione. Almeno quella universitaria, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, in una intervista al settimanale 7 del Corriere della Sera, ma per un vero rientro in aula bisognerà attendere febbraio 2021.

Fino ad allora le lezioni saranno effettuate, per stranieri e fuori sede, a distanza.

MANFREDI: TUTTI IN AULA DA FEBBRAIO 2021

Partiamo da quella che sembra ormai essere una certezza: l’Università aprirà le porte a tutti i suoi studenti solo da febbraio 2021: “Dall’autunno in quella che sarà chiamata la fase 3 che durerà fino al 31 gennaio, ci saranno formule di didattica mista con lezioni parzialmente in aula ma non per tutti. I fuorisede, chi ha difficoltà a raggiungere l’ateneo, gli stranieri potranno seguire le lezioni a distanza”, ha dichiarato Manfredi nell’intervista.

STUDENTI A ROTAZIONE

“Le università – ha continuato Manfredi – dovranno far accedere gli studenti a rotazione”.

LEZIONI ONLINE GRADITE DAGLI STUDENTI

Le lezioni online sembrano essere state gradite, secondo il titolare dell’Università e della Ricerca. “Dal nostro monitoraggio risulta che ci sono stati picchi di un milione e duecentomila studenti al giorno che hanno seguito le lezioni a distanza: addirittura per alcuni corsi è stata superiorela frequenza online che quella in presenza. Si sono laureati 70 mila studenti ed è stato fatto un milione di esami”, ha detto il ministro al Corriere.

UN SOFTWARE PER NON COPIARE

E a proposito di esami, il Ministero sta studiando un modo per scoprire se gli studenti, durante gli scritti, possano copiare: “Si possono usare software per controllare il comportamento della persona durante l’esame. L’uso di questi strumenti però pone problemi di privacy che andranno regolati”.

LE REGOLE FINO A SETTEMBRE

Nell’attesa che a febbraio la situazione venga ripristinata, il governo chiede alle Università, fino al 31 di agosto 2020, di garantire l’accesso alle attività dei singoli studenti e delle matricole, contingentando “l’accesso in presenza ai servizi amministrativi, da limitare solo alle attività strettamente necessarie, mantenendo comunque, attraverso i sistemi digitali, un livello di servizio adeguato al funzionamento delle attività”, come da nota del Ministero.

Gli atenei dovranno, poi, minimizzare le attività collettive e, secondo la nota del ministero, “lo spostamento dei pendolari a lunga percorrenza, garantendo loro la partecipazione alle attività in telepresenza”.

LE REGOLE DA SETTEMBRE AL 31 GENNAIO 2021

In quella che viene definita fase 3, invece, le università sono tenute a “consentire le attività individuali, ovvero l’accesso agli studi, agli uffici ed ai laboratori da parte dei singoli, con eventuale presenza in piccoli gruppi adottando le misure di sicurezza” e a decomprimere le attività collettive, consentendole solo in presenza di adeguate misure di sicurezza.

Le lezioni saranno svolte in presenza solo per alcuni studenti. Gli Atenei sono chiamati a “limitare lo spostamento dei pendolari a lunga percorrenza, continuando a

favorire la loro partecipazione alle attività in telepresenza” e a “considerare la difficile presenza di studenti internazionali, garantendo loro la partecipazione alle attività in telepresenza”.

I PIANI DI CUI DEVONO DOTARSI LE UNIVERSITA’

Per garantire lezioni e servizi in sicurezza, le Università italiane dovranno dotarsi, come da richiesta del Ministero competente, di:

1. Piano di offerta didattica blended, ovvero in grado di essere erogata sia in presenza che in telepresenza, con modalità sincrona e/o asincrona;

2. Piano di accesso agli spazi e di uso di dispositivi di protezione individuale, in grado di garantire i livelli di sicurezza necessari;

3. Piano di potenziamento delle infrastrutture digitale degli atenei, in termini di dotazione delle aule, di connettività della rete e di organizzazione interna;

4. Piano di completa dematerializzazione dei procedimenti amministrativi, attraverso il potenziamento dei sistemi digitali in uso

5. Piano di formazione del personale tecnico-amministrativo, a supporto dei punti precedenti.

UNIVERSITA’: MATRICOLE IN CALO

Intanto, le università perdono studenti. Secondo il Rapporto Almalaurea, dal 2003/04 al 2018/19 le università hanno perso oltre 37mila matricole, con una contrazione del 11,2%. In particolare, secondo i dati, calo delle immatricolazioni è più accentuato nelle aree meridionali (-23,6%), tra i diplomati tecnici e professionali e tra coloro che provengono dai contesti familiari meno favoriti.

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