Innovazione

Chi frena l’ozonoterapia contro Covid-19? Parla il prof. Garofolo

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ozonoterapia

Ozonoterapia per il trattamento dei pazienti Covid-19. Analisi, critiche e auspici di Antonio Carlo Garofolo, professore di Ozonoterapia all’Università di Pavia e membro della Società scientifica ossigeno ozono terapia (Sioot).

Tra i vari trattamenti terapeutici contro Covid-19 c’è l’ozonoterapia, una terapia che contribuisce ad aumentare la quantità di ossigeno (o dei suoi radicali) disponibile nel corpo.

Il trattamento, utilizzato nella cura di diverse patologie, pare dare buoni risultati nel contrastare il coronavirus. Risultati, però, che devono scontrarsi con “tanti ostacoli scientifici e burocratici”, secondo Antonio Carlo Garofolo, professore di Ozonoterapia all’Università di Pavia e membro della Società Scientifica Ossigeno Ozono Terapia (SIOOT).

Andiamo per gradi.

DOVE SI SPERIMENTA

Il primo ospedale in Italia a sperimentare l’ozonoterapia nel trattamento (qui i dettagli) da Covid-19 è stato quello di Udine. L’idea sul trattamento è venuta al direttore del Dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Azienda sanitaria universitaria “Friuli centrale”, Amato De Monte.

La tecnica si sperimenta anche in altri ospedali italiani come quelli di Bergamo, Atri, Brescia, Palermo, Napoli e Pavia. L’ozonoterapia viene somministrata ai pazienti Covid anche all’Umberto I di Roma, per volontà del professor Fabio Araimo Morselli, direttore dell’unità operativa “Ospedale senza dolore” del nosocomio romano.

I PRIMI RISULTATI

Positivi, secondo gli esperti di settore. Per fermaci ai numeri verificati: all’Ospedale di Udine, dove pratica il dott. Amato De Monte, su 36 pazienti trattati con ozonoterapia ben 35 sono stati dimessi. Un solo paziente è stato intubato.

STUDIO SU 200 PAZIENTI

I risultati ottenuti ad Udine hanno spinto il Comitato etico del Friuli Venezia Giulia ad accordare il via alla sperimentazione del nuovo protocollo con ozonoterapia su un gruppo di 100 o 200 pazienti.

LA SPERIMENTAZIONE CINESE

La terapia è stata utilizzata anche in Cina. In Cina il trattamento ha avuto successo anche su un paziente in condizioni critiche (qui il report, che evidenziamo tratta di un singolo caso studio).

E a fornire il protocollo per la cura è stata l’Italia, o meglio il dottor Antonio Carlo Garofolo: “Mi avevano chiesto di partire per aiutarli nel trattamento, avevo il viaggio fissato per febbraio, poi è arrivata l’epidemia anche in Italia e ho fornito il mio supporto ai medici, cui avevo già inviato il mio protocollo, a distanza”, racconta Garofolo a Start Magazine.

L’AZIONE DELL’OZONO

Perché l’ozono? “Le caratteristiche biochimiche e farmacologiche dell’ozono forniscono ragioni per considerare questa molecola utile nel trattamento di diverse infezioni virali, in particolare nel trattamento di COVID-19. L’ozono è un ossidante che mostra un’attività paradossale a contatto con molecole organiche, causando così una potente risposta antiossidante”, si legge in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica European Review for Medical and Pharmacological Sciences (a firma,plurima: L. Valdenassi, M. Franzini, G. Ricevuti, L. Rinaldi, A.C. Galofaro, U. Tirelli).

“L’ozono mostra un’azione anti-ossidante e anti-infiammatoria, essendo agenti di trascrizione NF-KB e Nrf2 che modulano l’espressione genica di pro-infiammatori e anti-infiammatori citochine”, scrivono gli esperti.

OZONOTERAPIA EVITA TROMBI

La duplice azione antiossidante e antinfiammatoria dell’ozonoterpia, aveva raccontato Ettore Giugiaro, docente di ossigeno ozono terapia all’Associazione Italiana di Medicina Funzionale, in una intervista a La Stampa, aiuta combatterebbe la “tempesta citochinica”, che provoca microtrombi nei pazienti affetti da Coronavirus.

“Un’altra importante caratteristica dell’ozono nella terapia contro l’infezione da covid-19 è rappresentata dalla capacità di contrasto verso l’ipossiemia critica causata da questo virus. Sperimentazioni eseguite con la collaborazione dell’Università di Pavia e del Politecnico di Torino mediante la spettroscopia hanno evidenziato un aumento dell’ossigenazione rappresentato da un aumento della concentrazione dell’emoglobina ossigenata e da valori costanti di quella non ossigenata. Sotto l’aspetto clinico si traduce in una potente risposta alla drammatica caduta dei valori di saturazione con relativo ripristino in ambiti parafisiologici”, aveva aggiunto Giugiaro.

LE ISTITUZIONI SNOBBANO LA TERAPIA?

Nonostante i risultati e il potenziale del trattamento, però, la terapia “viene ignorata e/o addirittura osteggiata”, denuncia Garofolo. “Perché, nonostante i risultati incoraggianti raggiunti negli ospedali grazie al protocollo elaborato da SIOOT, non si utilizza l’ozonoterapia su tutti i pazienti che ne hanno bisogno?”, si chiede il professore.

“Perché – aggiunge Garofolo – non viene autorizzato l’utilizzo dell’ozonoterapia in tutti gli ospedali con pazienti Covid-19 dal momento che è una terapia a basso costo, priva di effetti collaterali e che non presenta antimicrobico resistenza??…..la storia della medicina ci insegna che con altri virus (Ebola, Sars,…) l’ozonoterapia ha portato a risultati positivi. Perchè l’ozonoterapia non viene utilizzata per proteggere in via preventiva medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari esposti costantemente al virus?”.

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