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Leopard 2a8

Che cosa si dice nell’esercito sul caso Leopard 2A8 e la rottura tra Knds e Leonardo

Che ne sarà del programma italiano per i Leopard 2A8. L'analisi di Aurelio Giansiracusa di Ares Difesa

Un fulmine a ciel sereno ha sconquassato il panorama industriale militare italiano ed europeo.

Allo stato attuale, stante i comunicati ufficiali emessi dalle società interessate, è saltato il programma Leopard 2A8 per il quale era stata siglato un accordo di partnership strategica tra Knds De e Leonardo.

Il programma vitale per le esigenze dell’Esercito Italiano riguardava la produzione di 132 carri armati Leopard 2A8 e 140 versioni speciali con il quale sostituire gli ultra quarantenni Leopard 1 nelle diverse versioni allestite per il Genio e per recupero/soccorso di mezzi incidentati ed impossibilitati a muoversi.

L’intesa siglata tra i due gruppi industriali in vista del rafforzamento dell’industria militare europea su input e con la benedizione del Ministero della Difesa italiano a Palazzo Guidoni, sede del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (Segredifesa), prevedeva l’ampia partecipazione industriale italiana nel allestimento di questi carri armati e delle versioni speciali con la realizzazione di una apposita linea di produzione in Italia.

Oltre la produzione su licenza, da parte italiana si chiedeva a Knds De una forte italianizzazione del Leopard 2A8; probabilmente, è proprio su tale punto che è saltata l’intesa, con la controparte tedesca che non ha accettato l’idea di un Leopard 2A8 IT che si discostasse troppo dal Leopard 2S8 di base, creando un mezzo che poteva diventare un’alternativa concorrente con quanto prodotto da KNDS DE e che richiedeva investimenti per la realizzazione per rispondere ai requisiti di SME, anche perché da parte di Berlino si inizia a parlare di un nuovo carro armato che sarà il vero trait d’union tra i Leopard 2 e l’MGCS.

Ricordiamo che il programma Leopard 2A8 era stato autorizzato da SMD e dal Parlamento che con le Commissioni competenti ne aveva approvato l’acquisto con le relative coperture finanziarie.

C’è da dire che SME in precedenza aveva avviato il programma di ammodernamento di mezza vita (AMV) degli Ariete che in origine avrebbe dovuto riguardare 125 carri armati, poi ridotti a 90 con opzione per gli altri 35 anche in previsione dell’acquisizione dei Leopard 2A8.

Ora, con l’avvenuto collasso del programma Leopard 2A8, si riapre la selezione del partner straniero con cui Leonardo dovrà collaborare per il nuovo carro armato e per il programma A2CS, già noto come AICS, che prevede la costruzione di ben 1.200 esemplari allestiti in diverse versioni tra le quali anche una armata di cannone da 120 mm.

Tutto questo ovviamente si ripercuoterà sui tempi di consegna dei primi nuovi carri armati all’Esercito Italiano che dovrà stringere i denti con gli Ariete AMV per un lasso di tempo superiore al preventivato e che, probabilmente, dovrà rivedere il numero di esemplari da sottoporre ad ammodernamento, ripristinando i progetti originari, esercitando l’opzione prevista.

Inoltre, il collasso dell’intesa avrà probabilmente effetti anche sulla partecipazione italiana al programma Mgcs che era strettamente legato a quello dei Leopard 2A8, partecipazione alla quale la Francia si era fortemente opposta, nonostante che Leonardo affermi nel comunicato, con cui ha annunciato la conclusione negativa delle trattative con Knds De, di rimaner ben posizionata per gli sviluppi futuri verso il Main Ground Combat System (Mgcs), anche attraverso la cooperazione con altri qualificati Partner internazionali.

Le alternative al momento sembrano essere rappresentate dal KF-51 Panther proposto da Rheinmetall socia di Knds De nel programma Leopard 2A8, un veicolo appartenente alla amplia famiglia Lynx che ne permette l’allestimento in varie versioni, tutto da sviluppare sul quale potrebbero esserci margini di manovra soprattutto per renderlo più italiano come prodotto, e più defilato il K2 Black Panther sviluppato in Corea del Sud, considerando improbabile l’ipotesi concernente l’M1 Abrams statunitense.

Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane e mesi, con trattative da avviare od approfondire con nuovi e vecchi interlocutori e con i requisiti per SME che dovranno essere ridefiniti stante l’impossibilità di ottenere i Leopard 2A8.

 

Articolo pubblicato su aredifesa.it

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