Innovazione

Che cosa si bisbiglia alla Casa Bianca su 5G e Huawei

di

5g

Ecco i nuovi piani della Casa Bianca per azzoppare Huawei

Il Procuratore Generale William Barr ha respinto al mittente gli sforzi della Casa Bianca che mirano a realizzare una rete 5G utilizzando esclusivamente apparecchiature e tecnologia americana. Il governo, ha viceversa proposto Barr, dovrebbe invece considerare di investire in Nokia o Ericsson per contrastare la minaccia di Huawei che domina le reti di prossima generazione.

CASA BIANCA CONVINTA A SVILUPPARE IL 5G SENZA AUSILI CINESI

L’amministrazione Trump è infatti ormai convinta della necessità di sviluppare una politica sul 5G per tenere le apparecchiature cinesi fuori dalle reti future. Il disaccordo è semmai su come arrivare a questo obiettivo, evidenzia Axios.

LA CRITICA DI BARR

Per questo Barr, che in passato è stato un dirigente di Verizon, ha affermato che gli Stati Uniti devono muoversi rapidamente per rendere disponibile lo spettro radio compatibile con il 5G per uso commerciale e disporre di un fornitore alternativo valido per Huawei.

In questo senso Barr ha anche gelato le recenti notizie che parlano di un nuovo sforzo della Casa Bianca sul 5G in coordinamento con le aziende statunitensi per sviluppare un software aperto che possa funzionare su quasi tutti gli hardware standard. Il Procuratore Generale ha invece sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero usare i fondi federali o stimolare investimenti privati per dare un vantaggio competitivo a Nokia e/o Ericsson, i principali rivali di Huawei nella produzione di apparecchiature 5G.

UNA GUERRA SOTTERRANEA IN TRE ATTI

Con questa presa di posizione, sottolinea Axios, Barr si è messo in netto contrasto con Lawrence Alan Kudlow, analista finanziario americano ed ex conduttore televisivo che ricopre il ruolo di direttore del Consiglio economico nazionale per il presidente Donald Trump dal 2018. Si tratta dell’ultimo atto di una ‘guerra sotterranea’ cominciata un paio di anni fa.

Nel 2018 (come riportato per la prima volta da Axios) i funzionari del Consiglio di Sicurezza Nazionale di Trump aveva annunciato l’idea di nazionalizzare il 5G nel tentativo di bypassare la Cina. L’idea ha attirato l’attenzione sia della Commissione federale delle comunicazioni sia dell’industria wireless, ma alla fine è stata abbandonata.

Il secondo atto è andato in scena l’anno scorso, con l’idea di costruire una rete nazionale 5G con l’apporto e la condivisione di tutti i provider, emersa da personaggi all’interno dell’orbita Trump, come Newt Gingrich e Brad Parscale. La campagna per la rielezione presidenziale ha brevemente messo in soffitta questa idea, che poi però è stata ritirata dopo che gran parte dell’amministrazione l’ha respinta.

TUTTI I CONFLITTI INTERNI SCATENATI DAL 5G

La politica del 5G ha scatenato numerosi conflitti tra l’amministrazione Trump e gli altri rami del governo. I piani di adattamento delle onde radio a favore del 5G, per esempio, hanno portato acrimonia tra FCC e il Dipartimento del Commercio. Mentre l’anno scorso il massimo funzionario delle telecomunicazioni del Commercio si è improvvisamente dimesso dal suo incarico per le lotte interne all’amministrazione del 5G.

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