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Che cosa non è andato bene alla missione Artemis

Artemis

Il razzo lunare Space Launch System (SLS) della Nasa ha bisogno di un’ispezione delle perdite. Si prevede che le riparazioni ritarderanno il decollo della missione Artemis 1 di almeno diverse settimane. Tutti i dettagli

 

Il lancio della missione lunare Artemis 1 non sarà ritentato a breve.

Lo ha spiegato la Nasa, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, dopo il tentativo fallito del 3 settembre, a causa di una perdita di idrogeno liquido che si è verificata durante il rifornimento del razzo. L’attuale finestra di lancio si chiuderà il 6 settembre e gli interventi necessari richiederanno sicuramente più tempo.

“Non lanceremo finché non sarà sicuro”, ha detto sabato l’amministratore della Nasa Bill Nelson durante la conferenza stampa. Il 3 settembre il lancio della missione lunare Artemis 1, dal Kennedy Space Center in Florida, è stato rinviato per la seconda volta. Durante il caricamento di propellente al razzo Space Launch System (Sls), infatti, sono state riscontrate perdite che hanno richiesto ripetuti interventi, ma non è stato possibile trovare una soluzione. Precedentemente, il 29 agosto, era andato a vuoto un altro tentativo.

La missione dovrebbe portare nello spazio il razzo System launch space (Sls), il più costoso mai realizzato dalla Nasa. Un passaggio chiave per consentire agli Usa di riportare astronauti sulla Luna per la prima volta dal 1972.

Tutti i dettagli.

ANNULLATO IL SECONDO TENTATIVO DI LANCIO

Il 3 settembre l’agenzia spaziale statunitense ha chiarito che “il direttore del lancio ha rinunciato al tentativo di lancio di Artemis I. Le squadre hanno riscontrato una perdita di idrogeno liquido durante il caricamento del propellente nello stadio centrale del razzo Space Launch System”. La Nasa ha spiegato anche che “i molteplici tentativi di risoluzione dei problemi per affrontare l’area della perdita, riposizionando un sigillo nella disconnessione rapida in cui l’idrogeno liquido viene immesso nel razzo, non hanno risolto il problema. Gli ingegneri stanno continuando a raccogliere dati aggiuntivi”.

A LAVORO I TECNICI DELLA NASA

Gli ingegneri ora vogliono ispezionare il razzo e qualsiasi riparazione potrebbe dover essere eseguita all’interno dell’edificio di assemblaggio dei veicoli (Vab) piuttosto che sulla rampa di lancio. Inoltre, i requisiti della gamma di razzi Eastern Range prevedono controlli ogni 25 giorni per la certificazione del sistema di terminazione del volo, che devono essere effettuati nel Vab.

A QUANDO IL PROSSIMO LANCIO?

Significa che potremmo non vedere un terzo tentativo di lancio prima di metà ottobre al più presto, sottolinea la Bbc.

L’OBIETTIVO DELLA MISSIONE ARTEMIS 1

Questa missione, chiamata Artemis I, è progettata per testare i sistemi necessari per inviare in sicurezza le persone sulla Luna.

“È incredibilmente difficile. Questo è un volo di prova iniziale di questo veicolo. Come già detto: voleremo quando saremo pronti. E come parte di questo volo di prova iniziale; stiamo imparando a far funzionare il veicolo”, ha detto ai giornalisti il responsabile della missione Artemis della Nasa Mike Sarafin.

Per questo volo, l’SLS dovrebbe inviare Orion in un viaggio intorno alla Luna prima che la capsula torni per un atterraggio sulla Terra.

TABELLA DI MARCIA

Quando la missione Artemis 1 si concluderà con successo con uno splashdown della navicella Orion nell’Oceano Pacifico, aprirà la strada agli astronauti per essere a bordo della missione Artemis 2 nel 2024 nell’orbita lunare. Dopodiché con il lancio di Artemis 3, previsto per il 2025, gli astronauti torneranno dopo mezzo secolo a camminare sulla Luna.

L’INDUSTRIA ITALIANA A BORDO

Infine, il lancio, oltre avere un enorme valore simbolico per gli Stati Uniti, è un’occasione unica per l’Europa, che nel programma Artemis riveste un ruolo molto importante.

Inoltre, anche il nostro paese è coinvolto nel programma statunitense attraverso il contributo della propria industria, a partire da Leonardo e Thales Alenia Space, che hanno realizzato alcuni componenti del modulo di servizio ESM (European Service Module) di Orion, prodotti per conto dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Si tratta di elementi fondamentali per il futuro sviluppo del modulo abitativo che permetterà agli equipaggi di affrontare i prossimi viaggi nello spazio, spiega l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Su Artemis-1 volerà anche il cubesat dell’Agenzia Spaziale Italiana Argomoon, realizzato dalla torinese Argotec. Unico satellite europeo che andrà in orbita lunare. Un osservatore spaziale che riprenderà dall’esterno le tecnologie che voleranno su SLS-1.

IL COMMENTO DELL’ASTRONAUTA ESA LUCA PARMITANO

E a rassicurare sull’importanza della sicurezza rispetto ai ritardi nelle imprese spaziali ci ha pensato Luca Parmitano, l’astronauta italiano dell’Esa.

“Un po’ di prospettiva: è stato necessario riportare indietro 11 Shuttles per riparare qualcosa” e “2 di loro hanno dovuto essere ripristinati due volte. Quando Artemis 1 volerà, nessuno ricorderà i ritardi: se qualcosa fosse andato storto oggi, invece, lo avremmo ricordato per molto tempo. Quindi: vai Artemis!“

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