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Come sarà l’identità digitale europea (secondo Bruxelles)

di

identità digitale europea

I cittadini europei potranno dimostrare la loro identità e condividere documenti elettronici dai loro portafogli di identità digitale europea solo con l’uso dello smartphone. Ecco le proposte della Commissione Ue

 

Presto Spid potrebbe essere disponibile nei portafogli per l’identità digitale europea.

La Commissione Ue ha proposto di creare un quadro per un’identità digitale europea che sarà disponibile per tutti i cittadini, i residenti e le imprese per dimostrare la loro identità e condividere documenti elettronici attraverso portafogli di identità digitale con un clic sul telefono.

Potranno accedere ai servizi online grazie all’identificazione digitale nazionale, che sarà riconosciuta in tutta Europa.

Le piattaforme molto grandi dovranno accettare l’uso di portafogli di identità digitale europea su richiesta dell’utente, ad esempio per dimostrare la propria età. L’utilizzo del portafoglio sarà sempre a scelta dell’utente.

“L’identità digitale europea ci consentirà di fare in qualsiasi Stato membro ciò che facciamo a casa senza costi aggiuntivi e meno ostacoli. Sia affittare un appartamento sia aprire un conto bancario al di fuori del nostro paese d’origine”, ha spiegato la vice presidente esecutiva della Commissione europea, Margrethe Vestager.

Attualmente 14 paesi dell’Ue dispongono di schemi nazionali di identità elettronica di cui solo 7 su app mobili, ricorda Reuters.

Tutti i dettagli.

I PORTAFOGLI PER L’IDENTITÀ DIGITALE EUROPEA

I nuovi portafogli di identità digitale europea consentiranno a tutti gli europei di accedere ai servizi online senza dover utilizzare metodi di identificazione privata o condividere inutilmente dati personali. Con questa soluzione avranno il pieno controllo dei dati che condividono.

I nuovi portafogli ID avranno la forma di un’app per telefono simile a quelle utilizzate negli smarphone.

In base al nuovo regolamento, gli Stati membri offrirebbero ai cittadini e alle imprese portafogli digitali in grado di collegare le loro identità digitali nazionali con la prova di altri documenti personali (ad esempio patente di guida, diplomi, conto bancario).

MEZZO DI IDENTIFICAZIONE DEGLI UTENTI

I portafogli saranno ampiamente utilizzabili come mezzo per identificare gli utenti o per dimostrare determinati situazioni personali, ai fini dell’accesso ai servizi digitali pubblici e privati in tutta l’Unione.

Il commissario responsabile dell’industria Thierry Breton ha indicato che i portafogli dell’identità digitale europea offrono una nuova possibilità di archiviare e utilizzare i dati per tutti i tipi di servizi, dal check-in in aeroporto al noleggio di un’auto.

FORNITI DA AUTORITÀ PUBBLICHE O PRIVATI

Questi portafogli possono essere forniti da autorità pubbliche o da enti privati, purché riconosciuti da uno Stato membro.

A DISPOSIZIONE DI QUALSIASI CITTADINO O IMPRESA UE

L’Identità Digitale Europea sarà a disposizione di chiunque voglia utilizzarla. Qualsiasi cittadino Ue residente e impresa nell’Unione che voglia avvalersene potrà farlo.

Consentiranno alle persone di scegliere quali aspetti della propria identità, dati e certificati condividere con terze parti e di tenere traccia di tale condivisione. Il controllo dell’utente garantisce che saranno condivise solo le informazioni che devono essere condivise.

L’ITER

La Commissione invita gli Stati membri a istituire uno strumento comune entro settembre 2022 e ad avviare immediatamente i necessari lavori preparatori. Parallelamente al processo legislativo, la Commissione collaborerà con gli Stati membri e il settore privato sugli aspetti tecnici.

IL QUADRO GIURIDICO

Per questo intervento, la Commissione si basa sul quadro giuridico transfrontaliero esistente per le identità digitali affidabili, l’iniziativa europea per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari (regolamento eIDAS).  Adottato nel 2014, fornisce la base per l’identificazione elettronica transfrontaliera, l’autenticazione e la certificazione di siti web nella Ue.

Attualmente, indica Bruxelles, non vi è alcun obbligo per gli Stati membri di sviluppare un ID digitale nazionale e di renderlo interoperabile con quelli di altri Stati membri. Proprio questo comporta elevate discrepanze tra i Paesi.

 

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