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Brahmos

BrahMos Aerospace, tutte le sintonie India-Russia con i missili ipersonici

La joint-venture indo-russa BrahMos Aerospace, responsabile del programma di missili da crociera ipersonici Brahmos, è in trattative con Indonesia, Malesia e Vietnam per nuovi ordini

La joint-venture indo-russa che produce missili da crociera supersonici alza l’asticella per l’export a brevo-medio termine.

BrahMos Aerospace (jv 50,5% indiana e 49,5% russa) spera di ottenere ordini per un valore di 5 miliardi di dollari entro il 2025. Lo ha affermato martedì a Ani, agenzia stampa partner di Reuters, il suo presidente e ceo Atul D Rane. L’India ha promosso la vendita di questo sistema missilistico ai paesi partner dell’Indo-Pacifico. Proprio a inizio anno Brahmos ha firmato il suo primo accordo di esportazione di 375 milioni di dollari con le Filippine per la fornitura di tre batterie costiere dotati di missili supersonici BrahMos Block 1.

Come ricorda l’agenzia stampa, la joint venture si inserisce nel programma di punta del primo ministro indiano Narendra Modi per il make-in-India. New Delhi ha fabbricato su licenza aerei da combattimento MiG russi e jet Su-30 e i due hanno collaborato per realizzare missili BrahMos in India. Inoltre, Mosca è da sempre il principale fornitore di armi dell’India. Nell’aprile dello scorso anno, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva affermato che i due paesi stavano discutendo la produzione “aggiuntiva” di equipaggiamento militare russo in India.

Proprio l’India non ha condannato esplicitamente l’invasione russa dell’Ucraina e di recente si è astenuta insieme a Brasile, Cina e Gabon nel voto della risoluzione al consiglio di sicurezza Onu contro i referendum “farsa” russi e l’annessione di territori ucraini.

Eppure le forze russe non dispongono del missile BrahMos. “Può essere schierato su qualsiasi nave russa, nonostante il BrahMos sia definito parzialmente straniero in Russia” sosteneva Rane a Tass.

Nel frattempo, sul fronte ucraino, l’Iran ha stretto un accordo con la Russia per inviare a Mosca missili terra-terra e nuovi droni, rivela Reuters.

Tutti i dettagli.

L’OBIETTIVO DI EXPORT IN DIFESA AL 2025

“Il primo ministro Narendra Modi ha fissato l’obiettivo di raggiungere 5 miliardi di dollari (in esportazioni della difesa) entro il 2025. Spero che gli stessi BrahMos saranno in grado di raggiungere l’obiettivo di 5 miliardi entro il 2025”, ha affermato Rane, numero uno di BrahMos Aerospace.

COSA FA BRAHMOS AEROASPACE

Brahmos Aerospace (acronimo dei fiumi delle due nazioni coinvolte nel progetto, Brahmaputra e Moscova) è la joint venture fondata nel 1998 dall’indiana DRDO (Organizzazione per la ricerca e lo sviluppo della Difesa indiana) e dalla russa NPO Mashinostroyeniya. La sede di BrahMos Aerospace è a Nuova Delhi.

La società è responsabile della produzione del missile da crociera supersonico BRAHMOS.

IL MISSILE SUPERSONICO BRAHMOS

Le forze di difesa indiane attualmente utilizzano il missile supersonico BrahMos, che può essere lanciato da piattaforme terrestri, marittime e sottomarine.

“Il missile, è definito, nel settore dei supersonici antinave, come uno dei più veloci; infatti può raggiungere Mach 4. Inoltre, il BRAHMOS ha una gittata di 290 km, nella variante destinata all’esportazione. Si tratta di una distanza sufficiente a coprire gli atolli e le isole minori delle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, nel quale sono presenti molte contese territoriali” spiega Rid.

Come ricorda Analisi Difesa, “l’arma è lanciabile da navi, sottomarini, aerei o da batterie terrestri. Recentemente India e Russia hanno annunciato la creazione di una versione anti-AWACS e di un’ulteriore variante dotata di velocità ipersonica. Ad oggi il BrahMos è in servizio con tutti e tre le Forze Armate indiane: Aeronautica, Marina ed Esercito”.

IN TRATTATIVE CON INDONESIA, MALESIA E VIETNAM

Ora BrahMos Aerospace è in trattative con Indonesia, Malesia e Vietnam per nuovi ordini dei missili Brahmos, ha dichiarato il presidente Atul D Rane. Giacarta potrebbe diventare il secondo cliente straniero (nonché il secondo membro dell’ASEAN) dopo le Filippine, ad entrare in possesso dei missili BrahMos.

“Mentre le forze armate delle Filippine hanno optato per la variante anti-nave con base a terra, l’Indonesia spera di inserire il missile a bordo delle sue navi da guerra” riferiva The Diplomat.

L’acquisto, se dovesse procedere secondo la tempistica proposta dal rapporto dei media indiani, rappresenterebbe un impulso per la politica Act East di New Delhi, che cerca di approfondire i suoi legami economici e strategici con il sud-est asiatico. Una seconda vendita di BrahMos nella regione consoliderebbe lo status dell’India come secondo attore significativo della regione nel gioco dei missili supersonici, dopo la Russia. In effetti, commenta sempre The Diplomat, con la reputazione della Russia come fornitore di armi di prima scelta gettata nell’incertezza dall’aggressione in corso in Ucraina, l’India ha persino l’opportunità di affermarsi come il partner preferito della regione.

MENTRE MOSCA RICEVERÀ MISSILI E DRONI DALL’IRAN

Infine, sullo scenario ucraino, Mosca torna a bussare a Teheran per ricevere droni e missili balistici.

Secondo quanto hanno riferito a Reuters due alti funzionari e due diplomatici iraniani, l’Iran ha promesso di fornire alla Russia missili di superficie, oltre a un maggior numero di droni.

L’accordo è stato raggiunto il 6 ottobre, quando il primo vicepresidente iraniano Mohammad Mokhber, due alti ufficiali delle potenti Guardie rivoluzionarie iraniane e un funzionario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale si sono recati a Mosca per intraprendere colloqui con la Russia sulla consegna delle armi.

“I russi hanno chiesto più droni e missili balistici iraniani con una maggiore precisione, in particolare la famiglia di missili Fateh e Zolfaghar”, ha detto uno dei diplomatici iraniani, riporta l’agenzia stampa.I missili Fateh-110 e Zolfaghar hanno una gittata compresa tra i 300 e i 700 chilometri. Un funzionario occidentale informato sulla questione lo ha confermato, dicendo che c’era un accordo in atto tra Iran e Russia per fornire missili balistici superficie-superficie a corto raggio, incluso lo Zolfaghar.

Non solo. Oggi il Nyt riferisce della presenza di Guardie Rivoluzionarie islamiche in Crimea per addestrare le forze del Cremlino, dove sono di stanza molti dei droni consegnati da Teheran.

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