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Bezos seduce la Nasa per strappare il contratto del lander lunare a SpaceX

Bezos Nasa

Bezos ha annunciato che rinuncerebbe fino a 2 miliardi di dollari di pagamenti contrattuali per i primi due anni se la Nasa aggiungesse il lander lunare Blue Moon di Blue Origin al programma Human Landing System dell’agenzia

La società aerospaziale di Jeff Bezos, Blue Origin, vuole il contratto per il lander lunare della Nasa a tutti i costi.

Fresco del suo viaggio nello spazio, lunedì Jeff Bezos si è offerto di coprire fino a 2 miliardi di dollari di costi della Nasa per assicurarsi di partecipare al programma Human Landing System (Hls) sulla Luna con il suo lander Blue Moon.

Gli Usa vogliono riportare gli esseri umani sulla Luna entro il 2024 per la prima volta dal 1972 col programma Artemis e prepararsi a una missione con equipaggio su Marte nel 2030.

Lo scorso aprile l’agenzia spaziale statunitense ha assegnato il contratto per un sistema di atterraggio con equipaggio, del valore di 2,9 miliardi di dollari, a SpaceX, la società aerospaziale di proprietà del miliardario Elon Musk. Ma Blue Origin e una terza società, Dynetics, hanno fatto ricorso al Government Accountability Office (Gao), un’agenzia sotto il Congresso degli Stati Uniti.

Nello specifico, la società di Bezos ha accusato la Nasa di dare a SpaceX un vantaggio ingiusto consentendole di rivedere i suoi prezzi. Il contratto ricevuto da SpaceX è circa la metà dell’offerta presentata da Blue Origin in partnership con Lockheed Martin, Northrop Grumman e Draper.

E ora Bezos è disposto a rinunciare a 2 miliardi di dollari dall’agenzia pur di ottenere il contratto governativo per sviluppare Blue Moon.

Un portavoce della Nasa ha affermato che l’agenzia era a conoscenza della lettera di Bezos ma ha rifiutato di commentare.

La decisione del Gao è attesa per l’inizio di agosto.

LA NASA HA SELEZIONATO SPACEX

Come dicevamo, ad aprile la Nasa ha assegnato a SpaceX un contratto da 2,9 miliardi di dollari per costruire un veicolo spaziale per portare gli astronauti sulla superficie lunare già nel 2024.

Lo Human Landing System di SpaceX si baserà su Starship, progettata per atterrare sulla Luna, si basa sui motori Raptor testati dell’azienda e sull’eredità di volo dei veicoli Falcon e Dragon. L’architettura dell’astronave è destinata ad evolversi in un sistema di lancio e atterraggio completamente riutilizzabile progettato per viaggiare verso la Luna, Marte e altre destinazioni, si legge nella nota della Nasa.

Ricordiamo inoltre che nel 2020 SpaceX aveva ricevuto 135 milioni di dollari dalla Nasa per far progredire il design di Starship in modo da poter essere utilizzato come lander lunare con equipaggio.

La decisione ha sorpreso molti nell’industria spaziale che si aspettavano che l’agenzia concedesse almeno due contratti per mantenere la concorrenza, evidenzia Axios. “L’assegnazione di contratti a due fornitori diversi non si limita a mantenere la concorrenza; consente anche la ridondanza, che potrebbe essere fondamentale poiché si verificano sempre intoppi tecnici durante la creazione di un nuovo sistema”.

Il contratto vale sì 2,9 miliardi di dollari per SpaceX ma la Nasa ha specificato che il prezzo totale è fisso e dipende dal raggiungimento di determinati traguardi.

RIFIUTANDO LE PROPOSTE DI BLUE ORIGIN E DYNETICS

L’agenzia ha quindi rifiutato le offerte di Blue Origin e dell’appaltatore della difesa Dynetics.

Blue Origin aveva collaborato con Lockheed Martin, Northrop Grumman e Draper nell’offerta che riguardava il lander lunare di Blue Origin “Blue Moon”. Nell’ambito di tale partnership, Northrop costruirà l’elemento di trasferimento di Blue Moon. Blue Origin gestirà la parte che porta gli astronauti sulla Luna. E Lockheed guiderà l’addestramento al volo con equipaggio e costruirà l’elemento di ascesa di Blue Moon.

LE MOTIVAZIONI

Dietro la sua decisione, la Nasa ha citato le proprie carenze di finanziamento, il comprovato record di missioni orbitali di SpaceX e altri fattori. L’alto funzionario della Nasa Kathy Lueders ha definito la scelta di SpaceX quella di “miglior valore per il governo”.

BEZOS NON CI STA

Ma Bezos non ha preso bene la decisione della Nasa. La compagnia spaziale Blue Origin ha quindi intentato una causa al Gao.

“La Nasa ha fatto un appalto imperfetto per il suo programma di veicoli spaziali lunari” e “ha cambiato le regole del gioco all’ultimo momento”, aveva dichiarato in una nota la società del miliardario Jeff Bezos.

LA NUOVA PROPOSTA DI BLUE ORIGIN

Lunedì Bezos ha inviato una lettera aperta alla Nasa con una nuova offerta. Nella missiva rivolta all’amministratore della Nasa Bill Nelson, Bezos ha affermato che Blue Origin rinuncerà ai pagamenti nell’anno fiscale corrente del governo e nei successivi fino a 2 miliardi di dollari.

Inoltre, Blue Origin autofinanzierebbe un lancio di prova della Blue Moon nell’orbita terrestre bassa, un’impresa che probabilmente costerebbe centinaia di milioni in più.

In cambio, la società accetterebbe un contratto a prezzo fisso.

“Credo che questa missione sia importante”, ha detto Bezos. “Sono onorato di offrire questi contributi e sono grato di essere in una posizione finanziaria per poterlo fare”.

I VANTAGGI DI BLUE MOON

Secondo Bezos, uno dei vantaggi del sistema di atterraggio Blue Moon è l’uso di idrogeno liquido come combustibile, che può essere estratto dal ghiaccio lunare; la società avrebbe testato il sistema in orbita attorno alla Terra a proprie spese. “Siamo pronti ad aiutare la Nasa per riportare il programma Artemis su un sentiero competitivo, credibile e sostenibile”, conclude Bezos.

“La Nasa ha deviato dalla sua strategia di acquisizione a doppia fonte originale a causa di problemi di budget percepiti a breve termine e questa offerta rimuove quell’ostacolo”, ha scritto Bezos.

L’offerta di Bezos è arrivata sei giorni dopo aver volato insieme a tre compagni di equipaggio ai confini dello spazio a bordo del missile e capsula New Shepard di Blue Origin, una pietra miliare per l’offerta della compagnia di diventare un player importante in un mercato emergente del turismo spaziale.

TUTTI GLI SFORZI DI BEZOS PER CONVINCERE LA NASA

Come sottolinea The Verge, “l’offerta di sconto di 2 miliardi di dollari di Bezos è l’ultimo — e probabilmente il più disperato – sforzo dell’azienda per dare alla Nasa un motivo per scegliere la proposta Blue Moon di Blue Origin”.

Da quando ha intentato la causa presso il Gao, Blue Origin ha avviato una strategia volta a convincere la Nasa a emettere un'”azione correttiva” sulla sua decisione Hls prima che il Gao emetta la sentenza. Secondo The Verge, i lobbisti di Blue Origin hanno spinto in Campidoglio per una legislazione che consentisse alla Nasa di spendere 10 miliardi in più per il suo programma Hls, una parte del quale potrebbe ipoteticamente aiutare a finanziare il lander lunare della compagnia.

Ma i due fronti aperti da Blue Origin potrebbero non andare a buon fine. L’emendamento, che è passato al Senato ed è in discussione alla Camera, è stato bollato dai critici come un “Salvataggio di Bezos”. E le proteste del Gao raramente hanno successo, conclude The Verge.

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