Innovazione

Ecco come il tedescone Hoyer (Bei) bacchetta la Germania: “È un deserto digitale!”

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Sorpresa, un tedesco di peso con un ruolo a livello istituzionale europeo sculaccia la propria nazione denunciano un’arretratezza tecnologica. E’ successo ieri in Lussemburgo a presidente della Bei, Werner Hoyer, parlando con i giornalisti.

“La Bei ha molto lavoro ancora da fare e non solo in Italia. Vanno sostenuti finanziariamente la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il contrasto al cambiamento climatico, le grandi infrastrutture nei trasporti transfrontalieri, le Pmi”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

Poi la giornalista del Sole, Isabella Bufacchi, aggiunge: il tedesco Hoyer ha avuto parole dure ma non verso l’Italia. “Verso la Germania, il suo Paese dove è stato ministro e ha lavorato al fianco di Angela Merkel”.

Infatti, parlando di innovazione, il presidente della Bei (Banca europea per gli investimenti) è sbottato: «La Germania ha perso tempo finora: è un deserto digitale! Spero vivamente che si sveglierà, e che lo farà presto. Solo ora il Governo in Germania sta realizzando che questi investimenti vanno potenziati».

Secondo uno studio commissionato nella scorsa primavera proprio dalla Cancelleria, come ha scritto di recente Start Magazine, l’industria tedesca è nel complesso in forte ritardo sulla digitalizzazione dei processi produttivi: “L’unico settore in cui l’industria tedesca è competitiva a livello globale è quello delle auto a guida autonoma – hanno spiegato gli esperti – in altri campi il ritardo è enorme, specialmente per quel che riguarda i sistemi automatici di produzione, il settore dello smart home e la computerizzazione”, ha scritto Pierluigi Mennitti da Berlino.

Da qui la mossa del governo tedesco: un piano per l’intelligenza artificiale e l’innovazione digitale. Il progetto del governo di Berlino promette di “aiutare l’economia tedesca a raggiungere la leadership globale” in un settore ormai considerato strategico. In verità, dato il punto di partenza, sarebbe già tanto recuperare un po’ del ritardo accumulato nei confronti dei battistrada, Stati Uniti e Cina.

Tre miliardi di euro fino al 2025 è il budget che accompagna la strategia, e già appare un tesoretto smagrito a confronto dei 128 miliardi fino al 2020 stanziati per lo stesso obiettivo dalla controparte cinese, mentre negli Usa ci pensano le aziende a trainare la corsa verso l’IA, con colossi come Apple, Microsoft, Facebook, Amazon in prima fila.

QUI L’APPROFONDIMENTO DI PIERLUIGI MENNITTI PER START SULLA STRATEGIA TEDESCA 

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