Innovazione

Banda ultralarga, si accelera. Enel inizia cablaggio da Venezia

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Mentre Enel inizia il cablaggio dell’Italia da Venezia, si attende a giorni il secondo bando per portare la banda ultralarga nelle zone a fallimento di mercato

Qualcosa si muove in Italia, finalmente. L’accordo della fusione tra Metroweb ed Enel sembra aver dato uno scossone al mercato della banda ultralarga. Mentre Tim e Fastweb si sono unite in una joint-venture, pensata per diffondere le connessioni FTTH in decine di città, Enel incassa le sue prime vittorie.

Accordo tra Enel e Comune di Venezia

Siglato un accordo da 53 milioni di euro tra il Comune di Venezia ed con Enel Open Fiber, con l’obiettivo di portare la fibra su gran parte del territorio comunale della città. I lavori saranno avviati subito, grazie ad un primo investimento di 38 milioni. L’amministrazione punta al cablaggio dell’intera area: “la realizzazione di un’infrastruttura in fibra ottica che interesserà gran parte del territorio comunale della Città di Venezia, le cosiddette “aree nere” e “aree grigie”, ovvero tutto il centro di Mestre, Marghera, Carpenedo-Bissuola, Chirignago, Gazzera, buona parte di Zelarino, Favaro e Campalto, il Centro storico di Venezia, Murano, Sant’Erasmo e Lido”, si legge sul sito del Comune.

Scendendo nel dettaglio, la prima tranche di lavori dovrebbe durare circa un anno e mezzo e riguardare la città di Venezia, le isole della laguna e parte di Mestre.

banda ultralarga
Tutte le aree non coperte da Enel, invece, saranno oggetto di uno specifico progetto, finanziato anche dal Ministero dello Sviluppo Economico e operato da Infratel, per portare la banda ultra larga nelle cosiddette “aree bianche” (quelle a fallimento di mercato, per intenderci).

“Una rete a banda ultra larga a disposizione di cittadini e imprese, sinergica a quella pubblica, fa di Venezia una città che risponde efficacemente alle sfide economiche e sociali del nostro millennio. Questo intervento è sinergico al grande lavoro di sviluppo di servizi che il Comune attraverso il PON (Piano Operativo Nazionale) metterà a disposizione della Città Metropolitana”, ha commentato Luca Battistella, consigliere delegato del Sindaco alla smartcity.

Banda ultralarga e aree bianche: lavori in corso

Tutto procede anche per portare le fibra nelle aree a fallimento di mercato, quelle definite ‘bianche’. Dopo il via libera della Commissione Europea al  piano Banda Ultra Larga a del Governo, proseguono i bandi pubblicati a Giugno 2016. In ballo ci sono subito ben 1,4 miliardi di euro per coprire 6,5 milioni di cittadini entro il 2020, in sei regioni: Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto.

Pronto (o quasi) per essere pubblicato, anche il secondo bando per la realizzazione della banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato di Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia di Trento, Lazio, Basilicata, Campania, Umbria, Sicilia e Marche e Liguria (per la Liguria si attende la firma dell’accordo con il Mise).
Puglia, Calabria e Sardegna, invece, saranno oggetto di un terzo bando, che arriverà in autunno. In queste tre regioni, infatti, è già in corso la costruzione delle infrastrutture, con i fondi della precedente programmazione. A breve il nuovo bando assegnerà nuove risorse.

È difficile dire se al 2020 la fibra ottica sarà stata posata. Se tutto dovesse procedere, però, come previsto, la connessione internet super veloce arriverà prima nelle zone a fallimento di mercato che in quelle considerate di seri “B”, ovvero quelle in cui i privati vogliono investire ma con una tecnologia più economica (fibra ottica fino agli armadi invece che fino alle case). Serviranno dunque dei bandi per gestire queste aree fino alle case.

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