Innovazione

AstraZeneca, quanto costerà il vaccino anti Covid?

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Il vaccino di AstraZeneca costerà pochi euro, assicura il colosso farmaceutico. L’Italia, secondo Walter Ricciardi (consulente del ministro della Salute, Speranza), lo avrà a costo di produzione 

 

AstraZeneca ha avviato la produzione del vaccino anti Covid-19 nonostante non ci sia alcuna prova della sua efficacia. L’antitodo è ancora in fase di sperimentazione, seppur i primi risultati fanno ben sperare.

Ma quanto costerà? E quando arriverà sul mercato? Tutti i dettagli.

COSTO DI POCHI EURO

Partiamo dal prezzo. Il vaccino di Astrazeneca, che dovrebbe produrre almeno 2 miliardi di dosi, avrà “accesso ampio, equo e senza alcun profitto durante la fase della pandemia. Posso dire che il costo del vaccino sarà di pochi euro per distribuirlo”, ha promesso Lorenzo Wittum, presidente di AstraZeneca Italia, intervenuto ad Agorà su Rai3.

LE PRIME IPOTESI DI PREZZO

Sulla carta stampata c’è chi azzarda anche qualche ipotesi. Quei pochi euro di cui parla Wittum si traducono in un prezzo forbice tra i 2 euro e i 2,50 euro.

ITALIA A COSTO DI PRODUZIONE

A fare la differenze sul prezzo, per l’Italia, è il fatto che AstraZeneca produrrà in loco e, in particolare, negli stabilimenti di Irbm, che collabora allo sviluppo del vaccino con Jenner Institute e Oxford Vaccine Group dell’Università di Oxford.

“Con questa operazione partecipiamo alle spese per l’investimento sulla ricerca e a quelle per la produzione delle dosi. Alla fine otterremo il vaccino al prezzo di costo. L’azienda non farà profitto”, ha detto il professor Walter Ricciardi, consulente del ministero alla Salute.

DISTRIBUZIONE ENTRO FINE ANNO

Parlando dei tempi, invece, il vaccino dovrebbe essere distribuito entro fine anno. “Inizieremo verso fine anno a distribuire ed entro la fine dell’estate avremo i risultati dei test clinici di efficacia”, ha detto Wittum.

IN ATTESA DEI DATI DELLA SPERIMENTAZIONE

A settembre, intanto, arriveranno i risultati della sperimentazione di fase 3 avviata su 10 mila volontari reclutati in Gran Bretagna e in Brasile. Per ora il vaccino ha superato tre volte i severi esami dell’Agenzia del farmaco britannica, che ha autorizzato le varie fasi della sperimentazione (qui i dettagli).

“Dopo i primi test sui macachi è stato dato il via libera alla fase uno sui primi 510 volontari sani, che ha confermato l’assenza di tossicità ma anche l’efficacia, ossia la capacità di produrre una risposta immunitaria. Poi si è passati alla fase 2 su tremila volontari ai quali è stato inoculato il vaccino mentre ad altrettanti veniva somministrato un placebo”, ha raccontato Di Lorenzo, proprietario e capo azienda di Irbm.

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