Innovazione

Asi e non solo, tutte le tensioni spaziali nel governo

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Continuano i subbugli politici e istituzionali sul settore spaziale italiano.

Dopo il siluramento di Roberto Battiston dalla presidenza dell’Asi (agenzia spaziale italiana), la nomina di un commissario e poi anche di un comitato di esperti per preparare i bandi per i nuovi presidenti dell’Asi e di Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), la maggioranza di governo composta da M5s e Lega ha deciso di cambiare l’impostazione dell’Agenzia spaziale italiana.

COME SI MUOVERA’ IL GOVERNO SU ASI

Secondo la ricostruzione di Start Magazine, dopo l’esperienza giudicata negativa di Battiston al vertice (qui l’approfondimento sui veri motivi del siluramento dell’ex presidente da parte del governo Conte), pentastellati e leghisti hanno deciso: sarà accantonata l’impostazione del passato – ovvero Asi come ente di ricerca governato dal ministero dell’Istruzione e della ricerca – per avviare una nuova fase.

I PROSSIMI PASSI SPAZIALI

L’Asi – secondo i piani della maggioranza di governo – sarà a tutti gli effetti un’agenzia strumentale dello spazio italiano che sarà guidata politicamente e istituzionalmente dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio, che si è riunito per la prima volta lo scorso settembre.

IL RUOLO DEL COMITATO DI GIORGETTI

Il Comitato, cui partecipano 12 ministri e il presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni – in attuazione della Legge 11 gennaio 2018, n.7 che lo istituisce e riordina la governance delle politiche spaziali nazionali, come recita la norma – si riunisce sotto la direzione del premier Giuseppe Conte, che ha delegato al sottosegretario Giancarlo Giorgetti (Lega) “le funzioni relative al coordinamento delle politiche relative ai programmi spaziali e aerospaziali”, è scritto sul sito di Palazzo Chigi.

I SEGNALI PREMONITORI

Non è un caso che all’inizio della legislatura M5S e Lega esclusero dal comitato l’allora presidente dell’Asi, Roberto Battiston. Un segnale chiaro di sfiducia nei confronti di Battiston, che fu confermato dal governo Gentiloni con i mugugni di Lega e Movimento 5 Stelle, e anche un messaggio chiaro all’Agenzia, che doveva essere per la maggioranza giallo-verde un ente attuatore.

IL RICORSO DI BATTISTON

Battiston, comunque, sta allestendo una battaglia legale con un ricorso che sarà discusso il 19 marzo (tutti i dettagli sulla vicenda e sugli esperti nominati da governo per preparare il bando per il prossimo presidente Asi nell’articolo di Pierluigi Giordano Cardone del fattoquotidiano.it che ripubblichiamo in fondo).

LE TENSIONI FRA M5S-LEGA

Ma non è l’unico motivo di tensione. Ci sono le fibrillazioni latenti fra Lega e Movimento 5 Stelle: in alcuni settori dei Pentastellati si seguono con timore le mosse del leghista Giorgetti che progressivamente sta allargando il suo raggio d’azione in connessione con Giuseppe Valditara, responsabile del Dipartimento Università del Miur retto dal ministro Marco Bussetti per volontà diretta del leader Matteo Salvini. Ma non è tutto.

GLI SPIFFERI NELLA MAGGIORANZA

Nell’esecutivo le attenzioni si stanno appuntando su quello che appare a molti esponenti della maggioranza come una sorta di uomo dello spazio italiano, per come si muove, ossia il consigliere militare di Palazzo Chigi, Carlo Massagli, che ha alle sue dipendenze 26 persone. Bisbiglii su rilievi che riguardano Massagli stanno giungendo sempre più al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, forse perché Massagli via Giorgetti sta ricevendo robuste sponde politiche, si mormora in ambienti del Movimento capeggiato dal vicepremier Luigi Di Maio.

PREMI, PREMIATI E SILURATI

D’altronde Massagli è segretario del comitato spazio e capo della struttura tecnica sottostante. Anche per questo a fine mese riceverà il premio Asas, l’associazione per i servizi, le applicazioni e le tecnologie Ict per lo spazio. Ma gli ultimi due vincitori del premio non hanno avuto troppo beneficio del premio visto che sono stati l’ex consigliere militare vicario alla presidenza del Consiglio Paolo Puri (molto legato a Battiston) e lo stesso Battiston, silurato come detto dal governo giallo-verde.

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL FATTO QUOTIDIANO

Una settimana. Tanto è durata la vacatio all’interno del comitato di esperti incaricato dal Miur di preparare il concorso per il nuovo presidente dell’Agenzia spaziale italiana. Lo scorso 4 dicembre, nel giorno della decisione del Tar sul ricorso di Battiston (poi slittata al 19 marzo 2019), quattro dei cinque scienziati dell’organismo si sono dimessi in polemica con il ministro Bussetti, accusato di aver fatto pressioni per imporre criteri di scelta che consentissero di affidare la guida dell’Asi a figure con competenze non solamente scientifiche ma anche manageriali. A distanza di sette giorni i quattro sono stati rimpiazzati. A tempo di record. La notizia è stata data direttamente dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti durante la sua audizione in Commissione Attività produttive a Montecitorio: “Il Miur ha provveduto a integrare il comitato di selezione con altri quattro componenti nominando i professori Ercoli Finzi, Bussoletti, Maltoni e Rotundi”. Il poker di nomi va ad aggiungersi a quello di Mauro Ferrari, l’unico che aveva deciso di non fare alcun passo indietro. Giorgetti ha parlato in qualità di presidente del Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio, ovvero la vera guida italiana del comparto dopo l’approvazione a gennaio scorso della legge che ha rivoluzionato la governance pubblica del settore.

La coordinatrice del comitato di esperti sarà Amalia Ercoli Finzi: 81 anni, ingegnere aerospaziale, ex professoressa (è in pensione) al Politecnico di Milano, dove comunque continua a presiedere un gruppo di ricerca che ha partecipato (seppur con un ruolo secondario) alla missione della sonda spaziale Rosetta. Prima laureata italiana in ingegneria aerospaziale e volto noto al grande pubblico (recentemente è stata ospite di Serena Dandini a La tv delle ragazze), la Ercoli Finzi è di Gallarate, la stessa città di Stefano Gualandris e di Marco Bussetti. Si tratta certamente di una pura casualità geografica, ma se si aggiunge il fatto che Giorgetti è di Varese, appare evidente come a guidare lo spazio, in Italia, ci sia una sorta di cerchio insubre.

Lombardo non di nascita (è di Ravenna) ma a quanto pare di nomina è anche l’avvocato Andrea Maltoni, docente di diritto amministrativo all’università di Ferrara specializzato in anticorruzione. Secondo le fonti de ilfattoquotidiano.it, il suo nome è stato indicato direttamente da Giuseppe Valditara, responsabile del Dipartimento Università del Miur e da molti considerato il vero teorico del sovranismo di Matteo Salvini. La figura di un giurista all’interno del comitato di esperti dovrebbe essere garanzia di un bando a prova di ricorsi. Ma su questo aspetto si dirà in seguito. Terzo nome della lista è quello di Ezio Bussoletti. Barese di nascita ma romano d’adozione, astrofisico spaziale di rinomata fama internazionale (nel 1995 ha scritto il piano spaziale europeo), ex professore di scienze e tecnologie spaziali alla Parthenope di Napoli (anche lui è in pensione), Bussoletti è stato vice presidente di Asi sotto la guida di Enrico Saggese, con cui ha avuto un rapporto a dir poco conflittuale. Attualmente riveste il ruolo di special advisor per lo spazio al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a guida pentastellata, il che però non basta per conferire alla sua nomina una matrice puramente grillina, visto che Bussoletti è dichiaratamente un battitore libero. Che nella sua carriera universitaria ha giudicato (e premiato) il dottorato di ricerca di Alessandra Rotundi, quarto nome nuovo del comitato di esperti. Napoletana, 55 anni, astrofisica spaziale e professore ordinario alla Parthenope di Napoli, la scienziata deve la sua fama alla missione spaziale della sonda Rosetta, iniziata con il lancio del 2004 e terminata nel 2016: la Rotundi, infatti, è stata nominata dall’Agenzia spaziale europea principal investigator, cioè responsabile dello strumento Giada, uno degli 11 strumenti montati a bordo della sonda. Un riconoscimento che testimonia la levatura scientifica dell’astrofisica napoletana.

Il nuovo comitato di esperti rimarrà in carica per un solo anno, fino a dicembre 2019, ed avrà due compiti: preparare i bandi per i nuovi presidenti di Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) e, soprattutto, di Asi. E bisognerà fare in fretta. In tal senso, il ministro Bussetti ha già firmato il decreto di nomina dei quattro professori, che per essere operativi attendono il via libera della Corte dei conti. Il loro mandato per l’Agenzia spaziale ha un obiettivo chiaro: scrivere il concorso per la guida dell’agenzia con i nuovi criteri chiesti dal Miur (competenze manageriali oltre che scientifiche) e nel minor tempo possibile. La questione cronologica non è secondaria. L’indizio è arrivato dalle parole del solito Giorgetti: “Adesso partirà una procedura trasparente” per la nomina del nuovo presidente dell’Asi, che verrà scelto “attraverso criteri scientifici“, fermo restando “il ricorso di Battiston di cui aspetteremo gli esiti”. Ecco il punto: il ricorso di Battiston, che verrà discusso nel merito il 19 marzo 2019. Se entro quella data ci sarà un nuovo bando di gara, Battiston sarà tagliato fuori: non potrà partecipare perché avrebbe ancora un contenzioso in atto con il ministero, con l’agenzia spaziale e con chi lo ha voluto far fuori dall’agenzia. Non solo. Qualora ci fosse il testo del nuovo concorso, è assai probabile che Battiston impugni anche quello, poiché sarebbe da considerare un atto conseguente alla sua revoca. Qui si aprono due strade: se Battiston perde al Tar, la partita della Lega nell’Asi sarà definitivamente vinta; ma se il tribunale amministrativo del Lazio dovesse dare ragione all’ex presidente, allora sarebbe tutto ribaltato.

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