Skip to content

intelligenza artificiale

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Ecco l’intelligenza artificiale trumpizzata di Apple. Report Reuters

Apple ha aggiornato le linee guida per la sua intelligenza artificiale, cambiando approccio sui termini dannosi e controversi per allinearsi all'ideologia di Trump. Estratto dalla rassegna stampa di Liturri.

(Politico, Océane Herrero, 9 settembre 2025, 04:15)

Punti chiave:

  • Apple ha aggiornato le linee guida per l’IA a marzo 2025, due mesi dopo l’insediamento di Trump.
  • Nuove regole enfatizzano cautela su temi sensibili come DEI, elezioni, vaccini e sostenitori di Trump.
  • Le linee guida proteggono l’immagine di Apple, monitorando riferimenti a leader e controversie.

A marzo 2025, due mesi dopo l’inaugurazione di Trump, Apple ha aggiornato le linee guida per addestrare il suo modello di intelligenza artificiale, distribuite tramite il subappaltatore Transperfect a circa 200 operatori a Barcellona. I documenti, visionati da Politico, mostrano un cambio di approccio su temi politicamente sensibili rispetto al 2024. “Intolleranza” e “razzismo sistemico” sono stati rimossi come termini dannosi, mentre “Diversità, Equità e Inclusione” (DEI) è ora “controverso”. La lista dei temi sensibili si è ampliata, includendo elezioni, vaccini, Gaza e l’IA stessa, con 11 menzioni di Trump contro le tre precedenti.

Gli annotatori, che valutano le risposte del chatbot per coerenza e sicurezza, devono prestare attenzione a riferimenti su Apple, i suoi leader (Tim Cook, Craig Federighi, Eddy Cue, Steve Jobs) e controversie come violazioni della privacy. Le linee guida di marzo introducono i “rischi longitudinali”, come disinformazione e perdita di fiducia democratica, ma non forniscono istruzioni specifiche per affrontarli. Apple collabora con Alibaba e Baidu per adattare l’IA alle norme di censura cinesi. Transperfect nega cambi di politica, citando oltre 70 aggiornamenti annuali. Apple afferma che le sue pratiche seguono i principi di IA responsabile.

(Estratto dal blog di Giuseppe Liturri)

Torna su