Innovazione

App anti Covid-19 anche in Italia, ecco il progetto

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app autocertificazione

Aggredire il Coronavirus con un’app anti Covid-19. Il tema è al centro dell’attenzione del governo sulla base anche di un progetto di alcuni professori della Bocconi e del Politecnico di Milano. Ecco tutti i dettagli

App anti Covid-19 in Italia? Ecco che cosa sta succedendo.

LA CALL DEL GOVERNO

Lunedì 23 marzo si è aperta una call sul sito del ministero dell’Innovazione “per raccogliere le proposte di tutti coloro che possono contribuire a mettere a punto delle soluzioni tecnologiche per arginare la diffusione del coronavirus attraverso un tracciamento digitale dei contagiati asintomatici”, ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute e membro del board dell’Oms.

TEMPI E MODI DELLA CALL

E’ un appello al mondo dell’impresa e della ricerca per trovare app che consentano di seguire in “teleassistenza” pazienti affetti da patologie legate a Covid-19 e per individuare “tecnologie e soluzioni per il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio delle persone”, sottolinea il ministero dell’Innovazione, insieme a quello della Salute, all’Iss e all’Oms, con il supporto di un comitato scientifico multidisciplinare. L’obiettivo è selezionare, nei prossimi tre giorni, “le migliori” offerte.

IL DOCUMENTO: Coronavirus, Il progetto “Trace, test & treat” al vaglio del governo

IL PIANO IN CORSO

Il contenimento dell’epidemia può avvenire con gli operatori di telefonia mobile, con le app, oppure chiedendo dati ai big della tecnologia come Facebook e Google. Ma deve essere stabilita una finalità ed è necessario un provvedimento legislativo. E nel caso delle app, vecchie e nuove, ci vuole una disponibilità dell’utente a installarla e farsi localizzare. Per questo sarà coinvolto anche il Garante per la riservatezza dei dati personali.

IL PROGETTO DI CARNEVALE MAFFE’ E FUGGETTA

Sul tavolo del governo e del ministero della Salute c’è un progetto – ha scritto oggi sul Corriere della Sera Milena Gabanelli – elaborato in particolare da Carlo Alberto Carnevale Maffè della Bocconi e Alfonso Fuggetta del Cefriel-Politecnico di Milano sulla scia dell’esperienza della Corea del Sud.

IL PASSAPORTO DIGITALE

L’obiettivo dell’esecutivo? Emulare le migliori pratiche internazionali (soprattutto Corea del Sud e Singapore in particolare) per far partire varie operazioni tecnologiche mirate contro la Covid-19, ha scritto oggi La Stampa: “Tra queste, spicca una: il tracciamento digitale dei contagiati asintomatici (il gruppo sociale più pericoloso nella trasmissione del coronavirus) e degli anziani, il gruppo esposto alle conseguenze sanitarie più gravi. Tracciamento al quale si potrebbe arrivare con una specie di “passaporto digitale”, che potrebbe anche essere una app dedicata, e ovviamente consensuale”.

IL DOCUMENTO: Coronavirus, Il progetto “Trace, test & treat” al vaglio del governo

GLI OBIETTIVI DELL’APP ANTI COVID-19

“Non si tratterà di braccialetti né di schedatura delle persone – ha spiegato Ricciardi – perché vogliamo uscire da questa situazione drammatica nell’ambito del rispetto delle libertà civili e confrontandoci col Garante della privacy”.

IL LAVORIO DI RICCIARDI

In questi giorni, ha precisato il consulente del ministero della Salute, “siamo stati informalmente contattati da una serie di realtà scientifiche e imprenditoriali ma, per ragioni di trasparenza, abbiamo deciso di fare una call a cui possono partecipare tutti. Rispetto ai tempi, la call sarà rapidissima, già in settimana speriamo di passare dall’analisi di proposte a proposte operative. Un team di esperti si occuperà di identificare le soluzioni più efficaci e efficienti”.

L’UTILITA’ DELLE APP

Si tratta, in sostanza, di riuscire a fare più tamponi su persone che presentano anche lievi sintomi e con l’aiuto di App e Gps rintracciarne tutti i contatti, così da individuare il prima possibile quei contagiati asintomatici che contribuiscono a diffondere il coronavirus.

MODELLO CINESE E COREANO

L’Italia guarda alla Corea del Sud, ma va oltre, dice ancora Ricciardi: “Stiamo lavorando, già da qualche giorno, a un modello italiano, che trae spunti dalle migliori evidenze scientifiche tratte dall’esperienza cinese e coreana ma che è adattato alle caratteristiche del nostro Paese”.

I CHIARIMENTI DI RICCIARDI

“Dalla Cina”, ha chiarito Ricciardi, “traiamo l’indicazione dell’efficacia del contenimento per contenere l’allargamento del contagio. Dall’esperienza coreana, un’azione più mirata che serva a testare anche i lievemente sintomatici per rintracciare, con approcci ipertecnologici i loro contatti. Il modello italiano, conclude Ricciardi, che ha già avuto l’ok dei ministri della salute, dell’innovazione tecnologica e dell’economia, adatta però tutto questo a un contesto di democrazia liberale e occidentale”.

GLI ALTRI AL LAVORO

Ad una delle possibili applicazioni stanno lavorando, oltre al Centro medico Santagostino e le società tecnologiche Jakkla, Bending Spoons e Geouniq.

ECCO I TRE PUNTI DEL PIANO IN FIERI

Ha scritto Jacopo Iacoboni del quotidiano La Stampa: “Il progetto si articola in tre punti. Il primo è mettere a sistema i dati, di cui l’Italia già dispone. Moltissimi dati ci sono, ma sono aggregati tra regioni e stato centrale. Bisogna disaggregarli, in sostanza renderli fruibili e usabili. Già solo ricostruire la mappa dei contatti dei contagiati asintomatici finora reperiti aiuterebbe tantissimo a mappare le catene trasmissive del virus. Il secondo punto riguarda un potenziamento della teleassistenza a casa, di quelli che sono chiusi in casa – lievemente malati, o forse positivi asintomatici. L’Italia già possiede progetti eccellenze nella teleassistenza, per esempio nella Regione Lazio, o a Trento. Ma è naturalmente il terzo punto quello cruciale, che più richiama l’esperienza di successo sud coreana: il contact tracing, ossia il tracciamento digitale dei contatti degli asintomatici e degli anziani, e l’attivazione di un “passaporto digitale” (viene chiamato proprio così, nella bozza di lavoro del team, di cui siamo a conoscenza), una specie di patente che ci consenta di sostituire il ridicolo modulo cartaceo di autodichiarazione, per evitare il lockdown. Che forma può prendere questo “passaporto” è da vedere. Potrebbe essere una app (il Veneto, tra parentesi, è l’unica regione dove un tracciamento contro il Covid-19, sia pure un tracciamento statico, è iniziato, e sta dando buonissimi frutti)”.

IL DOCUMENTO: Coronavirus, Il progetto “Trace, test & treat” al vaglio del governo

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