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Perché l’Antitrust Ue le suonerà a Apple dopo le pressioni di Spotify

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Spotify

L’Antitrust europeo avvierà un’indagine formale su Apple, secondo il Financial Times, dopo la denuncia di Spotify che accusa il colosso di Cupertino di abuso di posizione dominante. Nel frattempo, divampa la battaglia tra Spotify e Apple Music.

Bruxelles ha accolto la protesta di Spotify. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Unione europea avvierà un’indagine formale su Apple nelle prossime settimane. La decisione segue la denuncia formale depositata a marzo dalla piattaforma di streaming musicale svedese che accusa il colosso di Cupertino di abuso di posizione dominante. Ecco i dettagli.

LA DENUNCIA DI SPOTIFY ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Gestendo il sistema operativo iOS, la piattaforma App Store per la distribuzione delle app nonché l’app rivale Apple Music, “Apple ha inclinato il campo da gioco” interpretando il ruolo di giocatore e arbitro nel mercato. È la denuncia mossa dal fondatore e ceo di Spotify Daniel Ek a marzo presso la Commissione europea. Il numero uno di Spotify ha tuonato che il proprio servizio di streaming musicale sarebbe stato costretto ad aumentare i prezzi se Apple avesse continuato ad addebitare il costo del 30%.

APPLE SBARAGLIA LA CONCORRENZA CON LE TASSE

La denuncia di Ek si basa sulla politica di Apple di addebitare ai fornitori di contenuti digitali una commissione del 30% sugli acquisti effettuati tramite il sistema di pagamento di Apple, compreso l’aggiornamento dall’abbonamento gratuito al servizio Premium di Spotify. “Se pagassimo questa tassa, ci obbligherebbe a gonfiare artificialmente il prezzo del nostro abbonamento Premium ben al di sopra del prezzo di Apple Music. E per mantenere il nostro prezzo competitivo per i nostri clienti, non è qualcosa che possiamo fare”, ha scritto Daniel Ek in un post del blog della società.

La politica che si applica a Spotify e ad altre piattaforme streaming via abbonamento (come Netflix) non è prevista invece per le app fornitori di servizi, come Uber o Deliveroo.

OPPURE LA PENALIZZA

Per non pagare la tassa del 30%, Spotify ha rinunciato alla possibilità di sottoscrizione dell’abbonamento premium direttamente sull’App Store (ovvero i possessori di iPhone o iPad che vogliono passare al servizio premium vengono re-indirizzati al sito di Spotify). Allo stesso tempo, Apple “applica una serie di restrizioni tecniche e limita l’esperienza su Spotify”, si legge nel J’accuse di Ek. “Ad esempio, limitano la nostra comunicazione con i nostri clienti, incluso il nostro raggio di azione oltre l’app. In alcuni casi, non siamo nemmeno autorizzati a inviare e-mail ai nostri clienti che utilizzano Apple. Apple blocca inoltre regolarmente i nostri aggiornamenti per migliorare l’esperienza. Nel corso del tempo, questo ha incluso il blocco di Spotify da servizi Apple come Siri, HomePod e Apple Watch”.

LA DIFESA DI CUPERTINO

Di rimando Apple ha precisato di non addebitare alcun costo per la distribuzione di app gratuite e richiedere solo il 30% dagli abbonamenti a pagamento sottoscritti sul suo App Store. Ha sottolineato anche che l’imposta scende al 15% per gli abbonamenti superiori a un anno. “Dopo aver usato per anni l’App Store per far crescere in modo considerevole il proprio business, Spotify cerca di mantenere tutti i vantaggi dell’ecosistema dell’App Store, inclusi i sostanziali profitti provenienti dai clienti dell’App Store, senza dare nulla in cambio”, aveva replicato Cupertino. “Allo stesso tempo, distribuisce musica offrendo contributi bassissimi agli artisti, ai musicisti e ai cantautori che creano questa musica”. La chiosa finale della Mela moriscata: “Spotify è libero di creare app per competere con i nostri prodotti e piattaforme, e speriamo che lo facciano”.

CHI HA APPOGGIATO LA SOCIETÀ SVEDESE

In base a quanto riporta il Ft, Deezer, un servizio di streaming musicale concorrente e BEUC, un gruppo di consumatori europeo, hanno fatto eco alle preoccupazioni di Spotify a Bruxelles. Tuttavia molte altre società “hanno preoccupazioni simili” ma “hanno troppo paura di schierarsi contro Apple”, secondo Thomas Vinje, un avvocato di Clifford Chance che ha lavorato alla denuncia di Spotify.

PRONTA UN’INDAGINE FORMALE DELL’UE

Eppure l’Antitrust europeo ha studiato la denuncia e ha esaminato clienti, rivali e altri operatori del settore, arrivando così alla decisione di avviare un’indagine formale come ha riportato il Ft. L’autorità non ha fissato le scadenze per l’inchiesta e potrebbero volerci anni per raggiungere una risoluzione.

LE POSSIBILI CONSEGUENZE PER APPLE

Nel frattempo, l’Antitrust europeo può fare pressioni sulle big tech affinché modifichino le pratiche commerciali giudicate anticoncorrenziali o multare fino a un decimo del fatturato.

TUTTE LE VOLTE DI CUPERTINO NEL MIRINO DELLA VESTAGER

Nel 2017, Margrethe Vestager, commissario europeo alla concorrenza, ha costretto il gruppo della Mela Morsicata a pagare 13 miliardi di euro di tasse arretrate dopo aver giudicato un aiuto di Stato illegale l’accordo fiscale con l’Irlanda. La società e il governo irlandese hanno impugnato la decisione dinanzi al Tribunale generale europeo, che dovrebbe deliberare entro la fine di quest’anno. L’anno scorso invece l’Unione europea ha concesso l’approvazione ad Apple per l’acquisizione dell’app di riconoscimento musicale Shazam solo dopo aver avviato un’inchiesta nel mese di aprile temendo gli impatti che l’operazione avrebbe avuto sulla concorrenza.

SPOTIFY IN TESTA NEL MERCATO DELLO STREAMING

La settimana scorsa, la piattaforma di Stoccolma ha affermato di aver superato i 100 milioni di abbonati, una novità per qualsiasi servizio di musica online, aggiungendo più clienti nell’ultimo trimestre rispetto a quanto previsto dagli analisti e aumentando la fiducia negli investitori. Spotify si conferma dunque leader di mercato nel settore dello streaming musicale, ma deve affrontare una crescente concorrenza da parte di player tecnologici più grandi, di nuovo Apple appunto o Amazon.

E LA PRESSIONE DEL RIVALE APPLE MUSIC

La base di abbonati a pagamento di Spotify di 100 milioni è circa il doppio rispetto alla rivale Apple Music, che aveva 50 milioni di abbonati pagati in tutto il mondo all’inizio di aprile, secondo un rapporto del Wall Street Journal. Tuttavia Ek non dovrebbe adagiarsi troppo: Apple Music sta crescendo più velocemente, sempre secondo il rapporto del Journal, con 28 milioni di utenti contro i 26 milioni di Spotify solo negli Stati Uniti.

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