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Se Amazon sfida HBO

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Amazon

Amazon lancia una serie tv per far concorrenza ad HBO: il big tecnologico è sempre più media company

 

Dopo il problema hacker, HBO deve fare i conti anche con Amazon, che è pronta a gettargli un importante guanto nel settore delle produzioni televisive.

Negli ultimi mesi, Jeff Bezos ha ampliato molto il business del sua azienda. Nato, in principio, come marketplace online, negli ultimi anni Amazon ha ramificato nel cloud computing, nella musica, nella produzione di device nei video on demand, nella logistica e negli store fisici, dai supermercati alle librerie.

La sfida ad HBO

Che Amazon si fosse lanciato nel settore video non è certo una novità, quello che sorprende è che nelle ultime ore, il colosso della tecnologia ha lanciato la sfida ad HBO, il colosso americano delle produzioni televisive, famosissimo per “Il trono di spade”.

HBO ha portato sullo schermo “Confederate”, una serie televisiva sulla schiavitù. A questa mossa Amazon risponde con “Black America”, una serie che propone una storia alternativa in un paese guidato da afroamericani.

L’annuncio dei progetti di Amazon arriva nel periodo in cui le polemiche e le critiche contro la serie ideata da HBO sono molto accese, dal momento che la serie è ambientata nel sud degli Stati Uniti, con gli Stati confederati che, nonostante quanto avvenuto nella realtà, vincono la Guerra di secessione (e non la perdono, come invece dovrebbe essere).

In “Black America”, invece, Amazon si concentra sugli schiavi liberati. E a questi vengono concessi gli stati Mississippi, Alabama e Louisiana come indennizzo.

Il business dello sport in TV

Anche Amazon, poi, ha deciso di concentrare i suoi sforzi sui diritti dello sport in Tv. Jeff Bezos ha ottenuto i diritti per trasmettere in Gran Bretagna l’Atp world tour di tennis. L’offerta di Amazon Prime Video avrebbe superato quella di Sky: sul piatto, il colosso dell’e-commerce, avrebbe messo fino a 10 milioni di sterline (13,2 milioni di dollari) all’anno per i diritti televisivi.

Nel contratto rientrano gli eventi Atp Masters 1000 e Masters 500 da tutto il mondo, inclusi i tornei di Monte Carlo, Madrid, Parigi, Miami, Indian Wells e Shanghai.

Attenzione, però: fino al 2018 l’esclusiva di questi programmi resta a Sky, che aveva pagato circa 8 milioni di sterline all’anno.

Big tecnologici sempre più media company

Mentre Amazon si è aggiudicati i diritti per il tennis, nelle prossime settimane Facebook e Twitter proveranno ad accaparrarsi l’esclusiva delle partite dei mondiali che verranno trasmesse negli Usa. In realtà, i due colossi di internet avrebbero già promesso decine di milioni di dollari a Fox per poter avere i diritti sui momenti salienti delle partite di Russia 2018 che saranno  trasmesse negli Stati Uniti.

La partita è decisamente aperta. Fox, infatti, starebbe ancora valutando se vendere i diritti a un unico acquirente o se dividerli tra i diversi contendenti.

Mondiali 2018Fox, nel 2011, quando si è aggiudicata i diritti statunitensi dei Mondiali del 2018 e del 2022 avrebbe messo sul piatto oltre 400 milioni di dollari. Dunque, vendere i diritti online alle compagnie social potrebbe essere occasione per ammortizzare i costi.

Intanto, un precedente c’è, il mese scorso, Fox Sports ha infatti annunciato una partnership con Facebook per lo streaming in diretta delle partite della Champions League 2017-2018. Non solo: Facebook ha anche stretto un accordo con la Major League Baseball americana, con cui ha un accordo di trasmissione anche Twitter.

 

Amazon si lancia nel mercato negozi fisici

Solo qualche mese fa, il colosso dell’e-commerce ha inaugurato, a Seattle, due negozi di alimentari, dove però non è previsto che i clienti entrino. La spesa la si fa online, e in seguito si ritira nel parcheggio del negozio, dove un commesso la porta fino all’auto del cliente. Al momento la possibilità di acquisto da questi supermercati è riservata agli abbonati al servizio Prime di Amazon, che possono comprare i prodotti alimentari online e indicare un orario approssimativo (una finestra di due ore) in cui verrà effettuato il ritiro. Una volta entrati nel parcheggio, un sensore leggerà la targa dell’auto e un commesso provvederà a recapitare le buste.

E sempre per essere presente nel mercato fisico, oltre che nell’online, Jeff Bezos ha pensato all’acquisto della catena di supermercati Whole Food, per 42 dollari in azione. L’accordo, in contanti, è valutato 13,7 miliardi di dollari.

Whole Food, però, continuerà a operare come marchio separato da Amazon. ”Whole Foods piace a milioni di persone perche’ offre i migliori alimenti organici e naturali, rendendo divertente il mangiare salutare” ha affermato Jeff Bezos, amminitratore delegato di Amazon, al momento dell’annuncio. “Questa partnership presenta un’opportunita’ per massimizzare il valore per gli azionisti di Whole Foods, ampliando la nostra missione e offrendo la più alta qualità, esperienza e innovazione ai nostri clienti” ha invece commentato John Mackey, il fondatore e amministratore delegato di Whole Foods, che resterà alla guida della società una volta che l’operazione sarà completata. La transazione da 13,7 miliardi di dollari, incluso il debito, sarà completata nella seconda meta’ del 2017.

E poi ci sono il social e le chat

amazon-sparkAd abbassare gli utili anche gli investimenti di Amazon per social e chat.  Amazon Spark  è il social network lanciato da Jeff Bezos per condividere foto, storie, idee, immagini dei prodotti di interesse. Gli utenti potranno interagire con commenti e smile. Una piattaforma ispirata, dunque, a Instagram, con l’obiettivo (nemmeno tanto velato) di indirizzare gli utenti social sul proprio store oline. Aumentando le vendite e confermando la posizione di leader nel settore dello shopping online.

Al momento l’applicazione, che ha superato una serie di beta testing, è disponibile solo sul mercato americano. L’obiettivo, con il nuovo programma, è quello di spostare parte dell’attività social che ruota intorno ai prodotti proprio all’interno dello store.

Jeff Bezos sembra voler sfidare anche WhatsApp, oltre che Facebook. In base a quanto scritto dal sito AFTVnews, il colosso dell’e-commerce starebbe al lavoro su Anytime, un’applicazione di messaggistica, incentrata soprattutto sulle conversazioni di gruppo.

L’applicazione dovrebbe avere tutte le funzionalità che garantisce questo tipo di servizio di questo tipo. Dovrebbe avere la crittografia, che rende più sicuri i messaggi, ma anche le chiamate audio e video, agli adesivi e forse anche la condivisione di musica.

A differenza di WhatsApp, però, l’applicazione di Amazon non dovrebbe fare uso dei numeri telefonici per identificare gli utenti, ma dovrebbe bastare il nome che li identifica, lo ‘username’.

Anytime poi potrebbe essere un servizio integrabile con l’assistente virtuale Echo. La chat non è stata ancora ufficializzata, se sarà sul mercato toglierà ulteriore spazio agli operatori telefonici già assediati da servizi come WhatsApp, Facebook Messenger e Telegram.

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