Innovazione

Amazon ha distrutto il commercio al dettaglio. Parola di ministro Usa

di

Amazon

L’articolo di Umberto Rapetto, Generale (r) della Guardia di Finanza, per oltre dieci anni comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico delle fiamme.

Steven Mnuchin ritiene che Amazon abbia distrutto il commercio al dettaglio negli Stati Uniti.

Prima che qualcuno abbini Mnuchin al Carneade di Don Abbondio, vale la pena spiegare a chi legittimamente non ne conosce nemmeno l’esistenza che si tratta del ministro del Tesoro degli Stati Uniti.

Il “j’accuse” che arriva da cotanto soggetto tuona in maniera severa e dovrebbe destare maggior attenzione di quanto invece non sia accaduto.

L’affermazione di Steven Mnuchin è stata accompagnata anche dall’invito all’attorney general di avviare specifiche indagini su Amazon e sugli altri giganti tecnologici nell’ambito delle attività giudiziarie in tema di libera concorrenza sul mercato che il Dipartimento della Giustizia Usa ha annunciato in questi giorni.

Nel corso del programma televisivo Squawk Box, che va in onda su Cnbc tutte le mattine dal lunedì al venerdì, Mnuchin ha dichiaratamente sottolineato come la ciclopica holding di Jeff Bezos abbia limitato e danneggiato la competizione commerciale.

Il ministro americano ammette che il successo di Amazon abbia innescato alcuni benefici per i consumatori, ma al tempo stesso ha spiegato che le ripercussioni negative sulle piccole imprese sono di gran lunga superiori ai vantaggi che un certo tipo di commercio elettronico ha portato alla collettività.

Le parole di Mnuchin, pesanti come macigni, non sono certo rimaste inascoltate e le reazioni non hanno tardato a manifestarsi.

Il Department of Justice ha subito fatto sapere di aver avviato una indagine preliminare per verificare se le principali piattaforme online hanno effettivamente “ridotto la concorrenza, soffocato l’innovazione o danneggiato in altro modo i consumatori”.

Il DOJ non ha menzionato Amazon e si presume che nel mirino ci siano anche altri colossi del mondo digitale come Facebook e Google, la cui posizione dominante è sotto gli occhi di tutti.

Naturalmente anche Amazon ha fatto sentire la sua voce, evidenziando che il proprio portale non danneggia ma aiuta le piccole imprese e rimarcando che i negozi fisici continuano ad avere la supremazia nelle vendite al dettaglio come dimostrerebbe il 90 per centro del volume d’affari riconosciuto alle attività commerciali tradizionali dall’US Census Bureau.

Sullo sfondo balena la poca simpatia del Presidente Trump per il ciclopico padrone del business online. Alla fine dello scorso anno il biondo Donald cominciò a twittare lamentando le perdite per miliardi di dollari del Servizio Postale americano determinate dal furoreggiare del recapito di pacchetti da parte di Amazon. Il fastidio presidenziale non si è limitato a quell’occasione e, “gutta cavat lapidem”, continua a manifestarsi con energia.

Mnuchin non è solo.

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