Innovazione

Che cosa succederà ad Alibaba e Tencent in Cina

di

alibaba

Tutte le novità in cantiere in Cina

La pacchia è finita, direbbe qualcuno. Almeno in apparenza, potremmo pensare. Sì, perché la Cina ha deciso di riscrivere le norme Antitrust, prevedendo norme e controlli anche per i giganti del web, da Alibaba a Tencent.

Anche in America, in realtà, ci sono venti di burrasca per le big tech: la candidata democratica alle presidenziali 2020, Elizabeth Warren, è favorevole ad uno “spezzatino” di Facebook. Andiamo per gradi.

LE NUOVE NORME CINESI SU ALIBABA E GLI ALTRI GIGANTI DEL WEB

Anche l’industria cinese di internet finisce nell’occhio dell’Antitrust. Il progetto di legge annunciato giovedì 2 gennaio, infatti, andrebbe ad allargare la definizione di ciò che costituisce una posizione dominante con un potenziale rischio per la concorrenza, includendo anche la raccolta e elaborazione di dati. Al governo il compito di monitorare.

PARAMETRI AMPI

C’è dire, in base a quanto riportato da Bloomberg, che i parametri di valutazione restano ampi. Si rileva nel settore una posizione dominante nel caso in cui:

  • Un operatore detiene metà del mercato
  • Due operatori in possesso di due terzi
  • Tre operatori in possesso di tre quarti

LE SANZIONI

Nel caso la società dovesse essere accusata di monopolio potrà essere soggetta a una multa fino al 10% delle entrate dell’anno precedente.

NUOVE MODIFICHE IN ARRIVO?

Il disegno di legge, spiega Nikkei Asian Rewiev, potrà essere modificato entro sarà finalizzato entro il 31 gennaio, giorno dell’approvazione, dopo un periodo di consultazioni pubbliche.

I BIG TECH CINESI

Ma chi colpiscono (o dovrebbero colpire) le nuove norme? La Cina ha bloccato la maggior parte dei servizi forniti da Google, Facebook, Amazon e altri gruppi stranieri. Questo, ovviamente, ha fatto sì che l’industria cinese di Internet potesse fiorire. Nel mercato interno (e non solo) si sono affermati Alibaba, Tencent, JD.com, Baidu, il servizio di consegna cibo Meituan Dianping, il servizio di guida Didi Chuxing e altri.

REVISIONE NECESSARIA?

“Le società Internet nazionali stanno avendo sempre più influenza sulla vita dei consumatori, quindi le autorità vogliono senza dubbio rafforzare il loro controllo”, ha affermato un dirigente di una società di ricerca che controlla la Cina.

“Le piattaforme online e i consumatori non hanno gli stessi poteri di contrattazione e le piattaforme tenderanno ad abusare delle loro posizioni dominanti sul mercato”, ha affermato Zhan Hao, Managing Partner dello studio legale Anjie di Pechino. “Negli ultimi anni, la Cina ha incoraggiato l’innovazione e lo sviluppo nel settore di Internet, attraversando una fase in cui i regolatori sono più tolleranti. Ci sarà un esame ancora più attento in futuro”.

ANTITRUST, UN CONCETTO NUOVO IN CINA

Sorprende, in parte, la revisione proposta dalla Cina. Il concetto di Antitrust, infatti, è relativamente nuovo a Pechino: la prima legge antitrust della Cina è stata approvata nel 2007, un decennio dopo che gli Stati Uniti hanno fatto causa a Microsoft Corp. per posizione dominante.

ANCHE USA PENSANO A STOP MONOPOLIO BIG TECH

Anche in America i big tech finiscono sotto la lente di ingrandimento per la questione monopolio. La senatrice americana Elizabeth Warren, candidata Democratica alle presidenziali 2020, sta pensando ad un disegno di legge, provvisoriamente chiamato Anti-Monopoly and Competition Restoration Act, per contrastare il monopolio di Facebook, Google, Amazon, Apple, Microsoft e non solo.

UNO SPEZZATINO DI FACEBOOK?

La Warren nel disegno di legge scritto a quattro mani con il democratico David Cicilline, ipotizza anche lo spezzatino di aziende come Facebook, che in un unico gruppo gestiscono ed offrono più servizi in cui hanno il primato. In questa categoria, per esempio, rientrerebbe anche Amazon.

L’ALLARME DELLA WARRENT

“Negli ultimi 3 decenni, potenti società hanno accumulato troppo potere sull’economia degli Stati Uniti, soffocando la concorrenza nei mercati degli Stati Uniti e danneggiando consumatori, lavoratori, piccole imprese e imprenditori e innovazione”, hanno dichiarato congiuntamente Elizabeth Warren e David Cicilline.

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