Energia

Chi teme (e perché) i piani energetici della Warren negli Stati Uniti

di

petrolifero

Ecco le misure annunciate dalla candidata democratica Warren che stanno destando subbuglio tra alcune aziende del settore energetico

Una campagna elettorale che si preannuncia di fuoco negli Stati Uniti, con la senatrice Elizabeth Warren intenzionata a rubare la scena (e la candidatura) all’altro sfidante Joe Biden, a colpi di spacchettamento dei grandi player tecnologici – le Big Tech colpevoli di essere un monopolio che domina economia e democrazia – e di stop alla tecnica della fratturazione idraulica (fracking) per ricavare petrolio e gas.

PER LA WARREN STOP A FRACKING E LEASING TERRENI FEDERALI

L’ascesa nei sondaggi della Warren, scrive Axios, sta costringendo le compagnie petrolifere e gli analisti a fare i conti sui potenziali effetti di una vittoria della candidata democratica: lo stop alla fratturazione idraulica è ciò che ha permesso agli Stati Uniti di realizzare il boom nella produzione di petrolio e gas, trasformandoli da importatori a esportatori di prodotti petroliferi. In aggiunta ciò, la senatrice ha anche promesso che porrà fine alla pratica della concessione in leasing dei terreni federali.

INVESTITORI IN FERMENTO PER LE POSIZIONI DELLA WARREN

“Le prese di posizione della Warren hanno attirato molta attenzione e sollevato preoccupazioni per coloro che hanno investito e sono attivi nel settore”, ha notato un recente rapporto di RBC Capital Markets citato da Axios. Jake Roberts, analista di Tudor, Pickering, Holt & Co. ha detto al Wall Street Journal che i clienti sono in fermento sui piani della Warren. Lo stesso report del WSJ ha evidenziato che gli analisti di Piper Jaffray’s Simmons Energy hanno sentito parlare così tanto della signora Warren dai gestori di denaro che recentemente “hanno analizzato le sue proposte di politica energetica e delle infrastrutture in una nota inviata ai clienti la settimana scorsa”.

PER RBC PREVISIONI DI PRODUZIONE AL RIBASSO CON LE POLITICHE DELLA WARREN

Malgrado le proposte della senatrice, rileva tuttavia Axios, la Warren avrebbe bisogno dell’aiuto di Capitol Hill per realizzare un vero e proprio divieto di fracking, e questo è molto improbabile che si concretizzi. Nonostante ciò però, le posizioni della candidata democratica stanno trasmettendo tensione al settore. La previsione di produzione petrolifera americana effettuata da RBC sarebbe di 1,2 milioni di barili al giorno in meno nel 2025 se ci fosse un divieto di fracking imposto sui terreni federali a partire dal 2021.

AZIENDE COME DEVON ENERGY E CONCHO RESOURCES LE PIÙ ESPOSTE DA UN GIRO DI VITE SUI TERRENI FEDERALI

Il giro di vite sui terreni federali, in particolare, creerebbe rischi maggiori per alcune aziende rispetto ad altre, per via della concentrazione delle operazioni su questo tipo di superfici rispetto alle partecipazioni statali e private. RBC e altri analisti stanno già monitorando quali aziende avrebbero un’esposizione significativa, come i grandi produttori indipendenti Devon Energy e Concho Resources.

L’IMPATTO DELLA POLITICA DELLA WARREN POTREBBE ESSERE DI BREVE DURATA

In ogni caso, una simile politica, sottolinea Axios, si troverebbe di fronte un’opposizione legale e politica vigorosa ma anche altri ostacoli burocratici. Il rapporto di RBC nota che l’industria “perseguirebbe le vie legali fino a far arrivare i tribunali a una decisione finale”. Mentre un articolo di Bloomberg sui piani di Warren all’inizio di questo mese, riassume l’analisi di Bob Brackett di Sanford C. Bernstein, affermando che “qualsiasi impatto di una vittoria di Warren può essere di breve durata”.

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