Innovazione

Cosa fa Alibaba sulle auto elettriche in Cina

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alibaba auto elettriche

Alibaba ha presentato una berlina con ricarica wireless, chip NVIDIA e un nuovo tipo di batterie. La Cina, intanto, vuole promuovere le vendite di auto elettriche

La società tecnologica cinese Alibaba è entrata nel settore dei veicoli elettrici attraverso una joint venture con SAIC Motor, il più grande produttore automobilistico in Cina.

Il nome scelto per il marchio è IM, sigla che sta per Intelligence in Motion, “intelligenza in movimento”, scrive il quotidiano Nikkei Asia.

IL PRIMO MODELLO

Il primo modello è stato presentato mercoledì scorso: una berlina elettrica dotata di ricarica wireless, sensori di parcheggio, funzioni per la condivisione di contenuti sui social media e soprattutto una nuova tipologia di batterie: si tratta di una batteria allo stato solido dalla maggiore densità energetica rispetto a quelle attualmente diffuse. La tecnologia è stata sviluppata da Contemporary Amperex Technology, il maggiore produttore cinese di batterie.

La berlina IM utilizza inoltre chip NVIDIA, l’azienda statunitense di processori grafici.

IM ha fatto sapere che inizierà ad accettare preordini dal prossimo aprile, durante il salone dell’automobile di Shanghai. C’è anche un secondo modello in sviluppo, un SUV, le cui consegne dovrebbero partire nel 2022.

LA JOINT VENTURE TRA ALIBABA, SAIC E SHANGHAI

Il veicolo presentato nei giorni scorsi è stato sviluppato da una joint venture lanciata il 25 dicembre che riunisce Alibaba, l’azienda statale SAIC Motor e Shanghai Zhangjiang Hi-Tech Park Development, il braccio finanziario del governo della città di Shanghai. SAIC è il maggiore azionista, con una quota del 54 per cento; seguono in parità Alibaba e Shanghai Zhangjiang con il 18 per cento ciascuna.

Alibaba era già attiva nel mercato cinese dei veicoli elettrici attraverso i suoi investimenti nella startup Xpeng Motors. Inoltre, come scrive il Nikkei Asia, aveva iniziato a collaborare con SAIC nel 2014.

LE MOSSE DI BAIDU E DIDI CHUXING

Questa settimana anche un’altra azienda tecnologica cinese, Baidu – famosa per l’omonimo motore di ricerca –, ha avviato una nuova unità per i veicoli elettrici, in collaborazione con la società automobilistica privata Zhejiang Geely Holding Group.

Ancora, lo scorso novembre l’impresa di trasporti Didi Chuxing ha lanciato una berlina elettrica assieme a BYD, il principale produttore di veicoli elettrici in Cina.

LA RICERCA DI NUOVI DATI PERSONALI

Le Tu, amministratore delegato della società di consulenza Sino Auto Insights, ha detto al Nikkei che le compagnie tecnologiche già dispongono di moltissimi dati sui consumatori e conoscono molte delle loro abitudini: dove preferiscono mangiare, dove fanno acquisti, dove vanno. Ma ancora non sanno “cosa facciamo mentre stiamo guidando”: se si garantiranno l’accesso anche a quei dati, combinandoli con quelli già in loro possesso, potranno “anticipare i nostri bisogni e sviluppare servizi e prodotti di cui sanno che abbiamo necessità”.

ANCHE FOXCONN

Ad entrare nel settore dei veicoli elettrici è stata anche Foxconn, importante produttore taiwanese di componentistica tecnologica; tra i suoi clienti ci sono Apple, Tesla e BMW. Mercoledì scorso ha annunciato la formazione di una joint venture con Geely (con una quota del 50 per cento ciascuno) per l’assemblaggio di automobili, la produzione di componenti e di sistemi di controllo elettronici e la gestione delle filiere.

GLI OBIETTIVI DEL GOVERNO CINESE

Sullo sfondo di tutti questi movimenti industriali c’è la volontà del governo cinese di aumentare la quota delle vendite di automobili elettriche, che entro il 2025 dovranno rappresentare il 20 per cento del totale.

Nel 2020 le vendite di veicoli a nuove energie nel paese (un termine che racchiude le automobili a batterie, le ibride plug-in e quelle a celle a combustibile) sono cresciute dell’11 per cento, arrivando a 1,36 milioni. In totale sono state vendute 25,3 milioni di automobili, con un calo del 2 per cento rispetto al 2019.

LA SFIDA A TESLA

Ma c’è anche, scrive il Nikkei Asia, l’intenzione delle compagnie tecnologiche asiatiche di competere con la statunitense Tesla – che può contare su un brand molto forte – per il dominio sul mercato automobilistico più grande del mondo.

L’azienda fondata da Elon Musk ha fatto il suo ingresso in Cina alla fine del 2013. Nella prima metà del 2020 è diventata la principale venditrice di veicoli elettrici nel paese: 50mila le unità vendute e una quota di mercato arrivata al 21 per cento. Al raggiungimento dell’ottimo risultato ha contribuito innanzitutto la Model 3, una berlina prodotta direttamente a Shanghai dal prezzo – il modello base – di 270mila yuan, circa 39mila dollari.

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