Innovazione

Cosa si sta facendo in Italia per lo sviluppo del 5G. Report I-Com

di

Internet 5g

Numeri, piani e progetti dell’Italia su internet 5G in un estratto dello studio I-Com per Aiip, “Cantiere Digitale – Lo stato di avanzamento nelle reti e nei servizi”

Consapevole dell’impatto dirompente del 5G sui vari settori verticali e delle opportunità di crescita connesse allo sviluppo dello stesso, la Commissione europea ha presentato un piano d’azione per il 5G che prevede l’adozione di standard globali comuni, la predisposizione di un calendario comune per sperimentare il 5G attraverso test paneuropei a partire dal 2018 e coordinare il lancio commerciale del 5G nell’UE nel 2020, l’individuazione delle bande di spettro per il 5G e l’adozione di tabelle di marcia nazionali per l’installazione del 5G in tutti gli Stati Membri.

Il 14 settembre 2016, in particolare, è stata pubblicata la Comunicazione “5G for Europe: an Action Plan”, accompagnata dal working document “5G Global Developments”, nella quale la Commissione, dopo aver evidenziato i benefici economici connessi alla diffusione del 5G nei diversi settori industriali ed aver descritto i progressi compiuti a livello globale dai diversi Paesi, in accoglimento di molti dei rilievi e suggerimenti forniti dal mondo dell’industria, ha tracciato la roadmap di sviluppo del 5G individuando otto diverse azioni: 1) promuovere preliminary trial a partire dal 2017 e trial commerciali di dimensione multi-nazionale a partire dal 2018 incoraggiando gli Stati membri ad adottare delle roadmap nazionali per lo sviluppo del 5G ed identificare almeno una città “5G enabled” alla fine del 2020; 2) identificare in accordo con gli Stati membri alla fine del 2016 una lista di frequenze “pioniere” da utilizzare per il lancio iniziale dei servizi 5G; 3) adottare un accordo in merito al set completo delle frequenze (sotto e sopra di 6 GHz) da armonizzare per lo sviluppo delle reti commerciali 5G in Europa; 4) monitorare i progressi e favorire lo sviluppo delle small cells; 5) promuovere alla fine del 2019 la disponibilità di un iniziale standard globale 5G, favorire la standardizzazione dell’accesso radio e la conclusione di partnership tra diversi settori industriali; 6) pianificare esperimenti tecnologici da realizzare nel 2017 e presentare una dettagliata roadmap a marzo 2017 per l’implementazione di trial commerciali avanzati; 7) incoraggiare gli Stati membri a considerare gli utilizzi della rete 5G per migliorare la performance dei servizi di comunicazione utilizzati per la pubblica sicurezza; 8) identificare le ipotesi e le modalità per una venture financing facility.

Ebbene, dando seguito a tali indicazioni ed anzi, superandole abbondantemente, a marzo 2017 l’Italia, attraverso il Ministero dello Sviluppo economico, ha aperto la procedura per l’acquisizione di proposte progettuali per la realizzazione di sperimentazioni in banda 3.6-3.8 GHz della durata di 4 anni, in ben 5 città: Milano – area metropolitana (Area 1), Prato e L’Aquila (Area 2), Bari e Matera (Area 3).

Con avviso pubblico del 2 agosto 2017 il Ministero ha reso nota la graduatoria dei progetti presentati: Vodafone Italia si è aggiudicata Milano, Wind Tre e Open Fiber Prato e L’Aquila, Telecom Italia-Fastweb-Huawei Technologies Italia Bari e Matera.

All’esito delle procedure di gara gli operatori aggiudicatari hanno messo in campo le proprie risorse e competenze per sviluppare progetti diversi nei vari territori. In particolare, Vodafone a Milano ha individuato come uno dei punti fondamentali della sperimentazione quello relativo alla salute, considerato che la nuova rete mobile consentirà un collegamento da remoto per le ambulanze ed il rapido invio dei parametri vitali all’ospedale più vicino. A ciò si aggiunge il sistema Urban Cross Traffic Cooperativo che permetterà di migliorare la protezione di chi guida e avvisare tempestivamente in caso di emergenza o particolari condizioni della strada. Allo studio anche nuovi meccanismi per la sicurezza cittadina, come i droni per la videosorveglianza, nonché soluzioni per il turismo.

A Bari, invece, Fastweb, TIM e Huawei dovrebbero riuscire a rendere la città pugliese il primo porto 4.0 del nostro Paese grazie al miglioramento dei controlli di accesso, della logistica e della sicurezza offerti dalla nuova rete mentre a Matera, considerato anche che la città sarà la capitale della cultura europea nel 2019, gli stessi operatori focalizzeranno i test sulla nuova rete principalmente sulle attività turistiche e storiche (ricostruzioni virtuali di siti archeologici e storici, oltre a musei interattivi ed altre attività similari).

A Prato, invece, protagonista sarà il settore industriale. Wind Tre e Open Fiber, in particolare, sfrutteranno la nuova rete per assicurare un controllo più accurato della gestione energetica, dello stato delle macchine di produzione e della situazione del personale, nonché per un miglioramento della videosorveglianza cittadina. A ciò si aggiungeranno sperimentazioni di nuovi servizi nel settore della salute e dell’assistenza medica. A L’Aquila, invece, gli stessi operatori si concentreranno sulla promozione delle attività culturali (con sviluppo di progetti in realtà virtuale), sul monitoraggio degli edifici pericolanti, grazie a droni e sensori connessi di nuove generazione, oltre che sulla telemedicina, sul miglioramento delle viabilità, sulla vigilanza e sulla sicurezza cittadina.

Il desiderio dell’Italia di rivestire un ruolo di primaria importanza nello sviluppo del 5G si è manifestato non solo nell’avvio delle sperimentazioni 5G in ben 5 città, ma anche nelle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205). Quest’ultima, in particolare, in ossequio a quanto previsto nell’Action Plan, che ha individuato quali risorse frequenziali da destinare ai servizi 5G le bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz, ha previsto – primo Paese a farlo – una assegnazione congiunta di tutte le bande pioniere del 5G prevedendo che l’AGCom definisca le procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso di tali frequenze entro il 30 aprile 2018. Dando seguito al mandato legislativo, nella riunione dello scorso 26 febbraio, l’AGCom ha approvato con delibera 89/18/CONS l’avvio di una consultazione pubblica concernente le procedure per l’assegnazione e le regole per l’utilizzo delle frequenze disponibili nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz per sistemi di comunicazioni elettroniche al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G, individuando per ciascuna delle tre bande la procedura di assegnazione, i valori minimi dei lotti, la durata dei diritti d’uso, gli obblighi di utilizzo e copertura gravanti sugli assegnatari.

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