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Vi spiego cosa sono i miners e cos’è una blockchain

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bitcoin blockchain

Terza puntata del Focus di Luca Longo sulle criptovalute pubblicato su Eniday.com

 

I custodi del registro che lo desiderano, possono non solo scambiarsi valute ma anche diventare minatori (miners). Questi raccolgono le ultime transazioni in un blocco (block) e aggiungono questo blocco alla catena dei blocchi precedenti che costituisce il registro. Questo registro si chiama Blockchain proprio perché, come ci dice la traduzione letterale dall’inglese, non è altro che una catena di blocchi, ciascuna a sua volta costituita da un insieme ordinato di registrazioni di singole transazioni.

Per agganciare un nuovo blocco alla catena, i minatori devono risolvere un complicato puzzle matematico che richiede un enorme lavoro computazionale per avere successo. Il primo minatore che riesce a risolvere il puzzle, viene premiato con… dei bitcoin (mica con delle torte!). Si chiamano minatori proprio perché, armati di potenti sistemi di calcolo, cercano la soluzione del puzzle matematico come i cercatori d’oro andavano a caccia di pepite. Con il prezzo di un bitcoin che oggi è valutato attorno a 15.000 euro, è ovvio che lo sforzo è premiato così bene da incentivare sempre più minatori a realizzare grossi sistemi di computer dedicati proprio a questo per trovare per primi la soluzione del puzzle e potersi portare a casa i bitcoin.

blockchainSe volete conoscere il valore attuale del bitcoin e il suo tasso di cambio in varie valute convenzionali, potete trovarlo qui. Se volete vedere una rappresentazione grafica del traffico di bitcoin in tempo reale – e la corrispondente costruzione periodica di blocchi da aggiungere alla Blockchain – la trovate qui.

COME SI TENGONO D’OCCHIO I MINATORI

Ovviamente, prima di appendere il nuovo blocco appena realizzato alla Blockchain, gli altri custodi di una copia della Blockchain analizzano la validità del nuovo pacchetto controllando che sia genuino. Quando la maggioranza degli utenti lo ha approvato, il nuovo blocco viene appeso alla Blockchain e quest’ultima viene distribuita a tutti i custodi che la sostituiscono alla precedente. Tutto questo processo si svolge automaticamente. Solo alla conclusione di questo percorso il minatore vincitore viene premiato con il suo gruzzoletto. Da questo momento, tutte le transazioni contenute in quell’ultimo blocco diventano pubbliche e quindi chi ha pagato bitcoin non li possiede più mentre chi li ha ricevuti li possiede fisicamente.

A chi si fosse chiesto(nelle puntate precedenti)  come mai Alessandro è disposto  a pagare attorno a 15000 euro per una sola torta di Gabriella, rispondo solo: assaggiatela e capirete. Parlo della torta. Ma non distraiamoci e torniamo alla Blockchain.

Abbiamo capito come vengono incentivati i minatori, ma lo stesso sistema serve anche a scoraggiare i cattivi.

Per taroccare un blocco con delle false transazioni a proprio vantaggio e farlo passare per buono, bisognerebbe vincere spesso la gara a chi risolve prima il puzzle. Sarebbero necessarie immense batterie di computer dedicati, si correrebbe il rischio di perdere tutto in un colpo solo se la comunità dei custodi scoprisse la mela marcia. Infine, questo hackeraggio provocherebbe comunque un calo della fiducia collettiva e il prezzo dei bitcoin crollerebbe lasciando sul marciapiede anche gli stessi malintenzionati.

(3.segue)

(la prima puntata si può leggere qui
la seconda puntata si può leggere qui)

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