Pagamenti digitali / Fintech

Nexi, ecco chi saranno i nuovi azionisti

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Tutte le ultime notizie e le ultime indiscrezioni sugli effetti post Ipo di Nexi fra nuovi e vecchi azionisti. L’approfondimento di Gianluca Zappa

 

Martedì 16 aprile debutterà sul listino principale di borsa Nexi. La società specializzata nei pagamenti digitali (nata dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari (Icbpi) e da CartaSì) e controllata da fondi di private equity Advent, Bain e Clessidra (e partecipata anche da Banco Bpm, Creval, Popolare di Sondrio e Ubi Banca, tutti istituti di credito che dovrebbero poi uscire dal capitale), ha definito il prezzo del debutto: 9 euro per azione. Una soglia che si avvicina alla parte bassa della forchetta (8,50-10,35 euro per azione) individuata dalle banche al momento dell’avvio del processo di raccolta di capitali e del roadshow internazionale.

COME SARA’ L’IPO DI NEXI

Sarà una delle maggiori Ipo a Piazza Affari di quest’anno e tra le maggiori realizzate negli ultimi anni: con un’operazione del valore complessivo di 2 miliardi di euro, con un equity value di 5,7 miliardi e un valore d’impresa superiore a 7,2 miliardi.

TUTTI I DETTAGLI SULL’IPO DI NEXI

L’offerta globale, riservata esclusivamente agli investitori istituzionali, comprende azioni di nuova emissione, per un controvalore complessivo di circa 700 milioni, rivenienti da un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione e azioni esistenti. L’aumento di capitale, come riferito dalla società, è funzionale alla riduzione dell’indebitamento finanziario che, quindi, «alla chiusura dell’offerta, al netto degli oneri per il processo di quotazione e per il rifinanziamento del debito pari a circa 70 milioni e all’aumento di capitale di 700 milioni, risulterà di 1,7 miliardi», si leggeva in un recente comunicato di Nexi. (qui l’approfondimento di Start Magazine su debito e altri rischi contenuti nei documenti Nexi per l’Ipo)

I NUMERI DI IPO E AUMENTO DI CAPITALE DI NEXI

I fondi azionisti ridurranno la loro quota dal 94 per cento al 56,5 per cento. Il flottante sarà invece attorno al 43%: oltre alla vendita da parte dei soci esistenti, è stata prevista l’emissione di nuove azioni per 700 milioni. Mentre, come ha sottolineato Repubblica nei giorni scorsi, ad essere felici saranno anche e soprattutto i top manager (qui tutti i dettagli).

ECCO I FONDI ESTERI CHE ENTRERANNO IN NEXI

In azione per l’Ipo molti fondi esteri: “Tra i grandi investitori ci sarebbero asset manager globali come Blackrock, Vanguard, Fidelity, ma anche gruppi europei come società del gruppo Credit Agricole, Julius Baer, Alliance Bernstein, Vontobel”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

I RUMORS SUL FONDO GIC PER NEXI

Tra i sottoscrittori ci sarebbe anche un grande fondo sovrano asiatico: secondo i rumors l’investitore che avrebbe ordinato un pacchetto cospicuo di azioni Nexi sarebbe un fondo di Singapore, probabilmente Gic.

COME SI SONO MOSSI GLI ITALIANI SU NEXI

“La domanda italiana è stata molto importante, buon segnale di vitalità anche del mercato domestico: in campo sarebbero scese tutte le maggiori Sgr italiane, da Fideuram a Pioneer, fino a Kairos, Mediolanum, oltre ad alcuni grandi gruppi assicurativi come Generali”, ha aggiunto il Sole.

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