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Come cambierà l’immobiliare con il blockchain

Crisi Immobiliare

L’articolo di Shefali Anand per il Wall Street Journal

La blockchain, che è alla base di criptovalute come il bitcoin, potrebbe cambiare le modalità secondo cui vengono eseguite e registrate le transazioni immobiliari più di qualsiasi altra nuova tecnologia, affermano esperti di ambo i settori. Così, dopo quasi quarant’anni di storia, l’autorità svedese per la mappatura del territorio e del catasto, sarà probabilmente una delle prime agenzie governative a testare la blockchain nella vendita di immobili. La Lantmäteriet prevede di condurre la prima transazione di tale natura nei prossimi mesi e sta selezionando volontari intenzionati ad acquistare o vendere proprietà mediante il sistema blockchain. «Dal punto di vista della tecnologia siamo pressoché pronti», ha dichiarato Mats Snäll, chief digital officer della Lantmäteriet.

I sostenitori della blockchain sono convinti che il suo utilizzo renderebbe la registrazione e il trasferimento dei titoli più veloce e molto più efficiente. Per transazioni che oggi impiegano mesi a essere completate basterebbero giorni o addirittura ore, dicono. Inoltre, la blockchain è praticamente a prova di frodi, dicono gli esperti. Proprio come le cybervalute la sfruttano per registrare chi possiede una determinata moneta, o il suo trasferimento, la blockchain potrebbe essere utilizzata per registrare il proprietario di un dato immobile o terreno, dicono gli esperti. Molti governi si affidano ancora a documenti cartacei in un processo ferraginoso e fortemente esposto alle frodi.

Come molte altre nuove tecnologie, la blockchain ha il potenziale per rivelarsi enormemente rivoluzionaria. Per esempio, negli Stati Uniti le compagnie di assicurazione temono che possa ridurre la necessità di polizze a copertura della perdita del diritto reale su un immobile, ponendo una seria minaccia a un giro d’affari multimiliardario. In sostanza, le compagnie garantiscono ai proprietari che la titolarità sulla proprietà sia solida. Se non lo è, coprono la perdita. È pur vero che permangono ostacoli alla piena adozione della blockchain per condurre trattative immobiliari in Svezia. Per prima cosa, la legge locale non ammette la firma digitale per la registrazione di un atto di vendita o acquisto di una proprietà. I governi e le agenzie di altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, l’India e la Repubblica di Georgia hanno messo alla prova la blockchain presso i propri registri catastali. Anche giganti della tecnologia, come Ibm, e startup del settore, come R3 CEV, hanno testato l’uso di questa tecnologia per la registrazione di titoli.

In Svezia, la Lantmäteriet ha collaborato con la telco Telia, la società di consulenza Kairos Future e ChromaWay, per creare una struttura di gestione delle operazioni immobiliari con la blockchain. La Lantmäteriet è già altamente digitalizzata; tuttavia possono passare da tre a sei mesi dalla firma di un contratto di acquisto alla registrazione della vendita. Con la blockchain, i processi sarebbero molto più veloci, ha puntualizzato Snäll. «Potrebbe bastare qualche ora», ha azzardato Jörgen Modin, chief solutions architect di ChromaWay, sottolineando che questo sistema consente di firmare e registrare un accordo anche quando l’ac quirente o il venditore non sono fisicamente presenti nel Paese. Un contratto digitale verrebbe creato sulla blockchain stessa, per essere siglato da tutte le parti grazie alla firma digitale. La banca dell’acquirente potrebbe emettere il prestito sulla base di questo contratto e concederlo più rapidamente, spiega un secondo rapporto ufficiale sul progetto Lantmäteriet.

Negli Stati Uniti, tra gli enti locali impegnati nello studio della blockchain c’è il Recorder of Deeds della Contea di Cook a Chicago. Nel 2016 ha avviato un progetto per testare, ad esempio, la creazione di estratti del catasto digitali mediante blockchain. La città di South Burlington (Vermont) ha recentemente intrapreso un progetto simile. In India, lo stato dell’Andhra Pradesh ha incaricato ChromaWay dello sviluppo di una soluzione basata su blockchain per registrare le proprietà immobiliari, stando alla stessa azienda. Nella Repubblica di Georgia, a partire dall’anno scorso l’Agenzia nazionale del registro pubblico archivia atti di compravendita di immobili e registrazioni di mutui su una struttura blockchain. A sentire il presidente dell’ente, finora è stato salvato un milione di titoli fondiari, ognuno con il suo codice hash. Il prossimo obiettivo è introdurre gli smart contract per effettuare transazioni immobiliari in digitale. «Ci dà la possibilità di offrire il servizio ai cittadini mentre si trovano all’estero», ha detto Papuna Ugrekhelidze, presidente dell’agenzia di registrazione della Repubblica di Georgia. E ha aggiunto che recentemente il Paese ha adottato una legge pro firma digitale e sta lavorando ad altre normative relative alla blockchain.

(articolo pubblicato da Mf/Milano Finanza)

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