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Che cosa si studia in Giappone sulle criptovalute

di

criptomonete

Matrimonio finanziario tra due piattaforme di scambio di criptovalute in Giappone

 

A fine gennaio 2018, secondo il racconto di Coincheck, società giapponese, un ladro non identificato ha rubato 523 milioni di monete legate al progetto blockchain NEM. I gettoni, nel momento del furto, erano scambiati a circa 94 centesimi di dollaro Usa. Il ladro ha potuto rubare una somma così grande di criptomonetaa anche perché a Coincheck mancavano i protocolli di sicurezza di base.

Il furto ha acceso i riflettori su un tema di grande attualità: la scarsa sicurezza e la mancanza di norme condivise. A seguito del furto, in Giappone, sono diminuite le operazioni con le criptomonete. Per riacquistare la fiducia del pubblico, due piattaforme di settore del Giappone hanno deciso di fondersi in un unico gruppo, provando anche ad accelerare su nuove regole.

L’ACCORDO

A partire dall’1 aprile, la Japan Blockchain Association, fondata intorno al principale player di mercato della valuta digitale bitFlyer, e la Japan Cryptocurrency Business Association, la cui affiliazione include il fornitore di servizi di trading virtuale basato su Osaka Tech Bureau, si uniranno in un matrimonio finanziario.

IL TOP MANAGEMENT

I colloqui per l’integrazione hanno raggiunto un accordo di base la sera di giovedì 15 febbraio: il nuovo presidente dell’organizzazione sarà probabilmente il presidente di JCBA, Taizen Okuyama, già presidente di Money Partners Group, un operatore di cambio di valuta estera. Si prevede che il vicepresidente di JBA, Yuzo Kano, che è anche amministratore delegato di bitFlyer, diventi il ​​vice presidente del nuovo gruppo di autoregolamentazione.

TROVARE NUOVE REGOLE

La nuova organizzazione intende affrontare rapidamente la creazione di regole autoimposte, con l’obiettivo di assicurare ai clienti la protezione del proprio “denaro”, ai sensi della legge sui servizi di pagamento del Giappone, entrata in vigore lo scorso aprile, e che prevede la registrazione degli operatori del mercato valutario virtuale e l’autorizzazione a costituire un’organizzazione volontaria di autoregolamentazione.

Una volta che il nuovo ente sarà approvato dall’agenzia nazionale, avrà il potere di stabilire sanzioni per le violazioni delle sue regole autoimposte.

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