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Ecco come la Cdp andrà in cassa per Sia e Nexi. Fatti e rumors

di

Cassa depositi e prestiti

Che cosa si dice e non si dice su Cdp, Nexi e Sia. Fatti, nomi, numeri, indiscrezioni e scenari

 

“Nascerà il polo dei pagamenti tra Sia, di cui siete azionisti, e Nexi?”, è stata una delle domande che il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, ha posto all’amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, Fabrizio Palermo.

Il capo azienda di Cdp ha risposto: “Si tratta di altre due eccellenze italiane. Attendiamo il piano industriale di Sia che sicuramente individuerà le soluzioni migliori per valorizzare ulteriormente la società, che già riveste un ruolo di primo piano, anche oltre i confini nazionali”.

Una risposta che non ha risposto alla domanda di Tamburini. Il silenzio, dunque, può essere considerato assenso: la Cassa controllata dal Tesoro guarda effettivamente a un campione nazionale nel sistema dei pagamenti fra Sia e Nexi.

Cdp ha già un piede in Sia. Tra gli azionisti di Sia, infatti, c’è anche il veicolo Fsia Investimenti (che vede Fsi Investimenti di Cdp al 70% e Poste Italiane al 30%) con il 49,48% seguito da F2i con il 17,05%, dal fondo Hat Orizzonte (8,64%) e dal gruppo di banche storicamente presenti nella compagine: Banco Bpm (4,82%), Intesa Sanpaolo (4,05%), Unicredit (3,97%), Mediolanum (2,85%), Deutsche Bank (2,58%).

Nei palazzi romani e nella finanza milanese si scommette su una fusione fra Sia e Nexi, anche se formalmente e ufficialmente poco o nulla si dice.

Lo studio del matrimonio, comunque, è in corso. Se il merger dovesse andare in porto, le ipotesi sono due: un’unione prima dell’Ipo di Nexi oppure un matrimonio dopo lo sbarco in Borsa.

E al centro, come perno azionario, ci sarà il gruppo Cdp controllato dal Tesoro e partecipato dalle fondazioni bancarie.

Nexi, nel frattempo, procede verso la quotazione in Borsa. La società nata dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari e da Cartasì, e posseduta da un consorzio di private equity (Bain Capital, Advent e Clessidra), si presenterà agli analisti finanziari del consorzio di collocamento, ha scritto oggi Carlo Festa del Sole 24 Ore: “L’operazione di sbarco a Piazza Affari sembra prevedibile già a primavera, probabilmente in aprile, mercati permettendo: con una valutazione complessiva superiore ai 7 miliardi”.

Al lavoro ci sono i cinque global coordinator (Banca Imi, Bofa-Merrill Lynch, Credit Suisse, Goldman Sachs e Mediobanca) e gli otto i bookrunner (Barclays, Citi, Hsbc, UniCredit, Banca Akros, Ubi Banca, Mps e Ubs).

Ma il condizionale è d’obbligo. In simultanea Nexi – il cui cda ieri ha preso atto dell’uscita di Franco Bernabé, indicando quale nuovo presidente Michaela Castelli, attuale presidente di Acea tra l’altro – ha incaricato Merrill Lynch di studiare una fusione con Sia, che si avvale di Jp Morgan, ha aggiunto il Sole.

La situazione del gruppo bancario guidato dall’ad, Jean-Pierre Mustier, è peraltro particolare: “Chi segue con particolare attenzione il dossier Nexi è Unicredit, che secondo indiscrezioni ha un’esposizione di 3,2 miliardi in termini di credit factoring nei confronti della società di pagamenti digitali”, ha scritto nei giorni scorsi Andrea Montanari di Mf/Milano Finanza, che ha aggiunto: i fondi azionisti di Nexi puntano di fatto “ad abbassare il debito della società veicolo Mercury tramite la quale i fondi controllano la stessa Nexi”.

Nel frattempo gli stessi fondi si sono affrettati a distribuirsi un lauto dividendo straordinario, come si evince da una nota della Banca Popolare di Sondrio, piccolo socio di Nexi: la Popolare di Sondrio ha archiviato il 2018 con un utile netto consolidato di 110,8 milioni (in calo del 30,4% rispetto ai 159,2 milioni del 2017) sostenuto in particolare “da un dividendo straordinario di Nexi pari a 20,8 milioni di euro”.

Ma in Sia c’è unità di intenti sul futuro e sul progetto di campione nazionale? Non pare, come ha ricostruito nei giorni scorsi Start Magazine. Infatti i soci bancari di Sia hanno più di una perplessità sul progetto Sia-Nexi. Le domande-considerazioni che più si rincorrono tra le banche azioniste di Sia sono: Nexi è di fatto un concorrente; svolge compiti che non servono a Sia; ci sarebbero sovrapposizioni con ricadute occupazionali negative; la Cartasì tra Mastercard e Visa avrà molto futuro?

Ma a Roma in particolare i vertici del Movimento 5 Stelle vedono di buon occhio la nascita di un campione nazionale del settore.

 

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