Pagamenti digitali / Fintech

Nexi, Sia, Cdp e il ruolo di Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm sul progetto di campione nazionale nei pagamenti digitali

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cassa depositi e prestiti

Tutte le ultime novità su Nexi, Sia e sul progetto campione nazionale al vaglio della Cassa depositi e prestiti con il ruolo e le perplessità di banche come Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Unicredit e Mediolanum. Fatti, numeri, indiscrezioni e scenari

C’è una mina pronta a scoppiare nei conti di Nexi? E’ quello che da stamattina si chiedono analisti e addetti ai lavori dopo quanto scritto oggi da Andrea Montanari di Mf/Milano Finanza.

“Chi segue con particolare attenzione il dossier Nexi è Unicredit, che secondo indiscrezioni ha un’esposizione di 3,2 miliardi in termini di credit factoring nei confronti della società di pagamenti digitali”, si legge sul quotidiano del gruppo Class.

GRANA UNICREDIT PER NEXI?

Nessuna grana, si dice comunque in ambienti bancari. I fondi americani Bain e Advent – soci forti di Nexi guidata dall’ad, Paolo Bertoluzzo – avevano sondato tempo già altri gruppi – nordamericani e asiatici – per vendere le quote di Nexi e ora stanno accelerando nella quotazione in Borsa per monetizzare l’investimento.

PROGETTO QUOTAZIONE PER NEXI

Ma lo scenario Piazza Affari non è l’unico per Nexi. Tra Roma e Milano, dunque fra politica, consulenti, banchieri d’affari e istituti di credito, si rafforza l’idea che la Cassa depositi e prestiti possa fare da perno sistemico per far nascere un campione nazionale nel settore dei sistemi dei pagamenti.

COME SI MUOVE LA CDP

Infatti, secondo alcune indiscrezioni finanziarie, la Cassa depositi e prestiti ha preso in mano – dopo alcune smentite – il dossier del gruppo Sia, tra i leader nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture per le istituzioni finanziarie, banche, imprese e pubbliche amministrazioni, nelle aree dei pagamenti e della monetica.

IL PESO DI CPD E IL RUOLO DI INTESA SANPAOLO, BANCO BPM E UNICREDIT

Che cosa c’entra la Cdp controllata dal ministero dell’Economia? La Cassa depositi e prestiti ha già un piede in Sia. Tra gli azionisti, infatti, c’è anche il veicolo Fsia Investimenti (che vede Fsi Investimenti di Cdp al 70% e Poste Italiane al 30%) con il 49,48% seguito da F2i con il 17,05%, dal fondo Hat Orizzonte (8,64%) e dal gruppo di banche storicamente presenti nella compagine: Banco Bpm (4,82%), Intesa Sanpaolo (4,05%), Unicredit (3,97%), Mediolanum (2,85%), Deutsche Bank (2,58%).

I PROSSIMI PASSI IN SIA

Il 14 febbraio si terrà il consiglio d’amministrazione di Sia che approverà l’aggiornamento del piano industriale al 2021. E, dalle prime indiscrezioni che circolano tra gli operatori del settore, pare che le direttrici di sviluppo siano quelle delle crescita organica, dello sviluppo internazionale (oggi incide per il 33% del fatturato) e dello sviluppo di nuove tecnologie, ha scritto Mf.

COME E PERCHE’ SI CRITICA IL PROGETTO

C’è unità di intenti in Sia sul futuro e sul progetto di campione nazionale? Non pare. Infatti i soci bancari di Sia hanno più di una perplessità sul progetto Sia-Nexi. Le domande-considerazioni che più si rincorrono tra le banche azioniste di Sia sono: Nexi è di fatto un concorrente; svolge compiti che non servono a Sia; ci sarebbero sovrapposizioni con ricadute occupazionali negative; la Cartasì tra Mastercard e Visa avrà molto futuro?

LA TESI A FAVORE DELL’INTEGRAZIONE

E’ così? Non tutti sono d’accordo in ambienti istituzionali vicini alla Cassa depositi e prestiti, sia al Tesoro che nelle fondazioni. Infatti fra i tecnici del settore c’è chi sottolinea la integrabilità industriale delle due società.

GLI AUSPICI DELLA MAGGIORANZA DI GOVERNO

Anche nella maggioranza di governo c’è chi spinge sul progetto di fusione. In ambienti del Movimento 5 Stelle capeggiato da Luigi Di Maio c’è chi vede di buon occhio un’aggregazione del genere (Sia-Nexi) con un perno-comando pubblico nelle mani della Cdp.

LE INDISCREZIONI DEL SOLE

Secondo le indiscrezioni del Sole 24 Ore, “negli ultimi giorni le discussioni e le trattative avrebbero avuto un’accelerazione con l’assegnazione di incarichi per studiare il matrimonio: in particolare, gli azionisti di Nexi avrebbero affidato secondo i rumors un incarico a Merrill Lynch, mentre quelli di Sia si sarebbero rivolti a Jp Morgan”, ha scritto oggi Carlo Festa.

I NUMERI DELLE SOCIETA’

Nexi ha un valore che, secondo le ultime stime, potrebbe essere compreso tra 7 miliardi e 7,5 miliardi, ha aggiunto il Sole: “Ha appena avviato un piano di quotazione in Borsa stand alone, strada maestra per il futuro. Il piano però potrebbe essere modificato nel caso di fusione con Sia”. Quest’ultima potrebbe avere una valorizzazione superiore ai 3 miliardi di euro.

LO SCENARIO PER NEXI

Il vero tema sul tavolo dei soci di Sia, ovvero i fondi Advent, Bain e Clessidra, dei vertici di Nexi e delle banche coinvolte, “è però quello della valutazione di un gruppo che, in seguito all’ingresso nel capitale degli operatori di private equity, ha un debito di 2,5-2,6 miliardi”, ha scritto Montanari di Mf: “E siccome, il desiderata dei soci forti è quella di arrivare a un enterprise value di 7 miliardi, sul mercato si fanno riflessioni proprio in tal senso visto che il mol del gruppo è di 500 milioni”.

CHE COSA HA SCRITTO MF-MILANO FINANZA

Ma c’è dell’altro, ha svelato oggi Montanari. Uno dei soci di Sia, Unicredit, “ha un’esposizione di 3,2 miliardi in termini di credit factoring nei confronti della società di pagamenti digitali”.

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