Pagamenti digitali / Fintech

Care banche, siete troppo lente sul Fintech. Parola della Banca d’Italia

di

Che cosa ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, sugli investimenti tecnologici da parte delle banche nelle Considerazioni finali all’assemblea dei soci della Banca d’Italia

In Europa l’uso dei canali digitali nell’intermediazione bancaria è in crescita costante. Nell’ultimo decennio la quota della clientela che accede via internet al proprio conto corrente è quasi raddoppiata (fig. 8); il numero degli sportelli si è ridotto di circa un quarto. La diffusione delle tecnologie più complesse (fintech) sta rapidamente trasformando la struttura stessa dell’industria finanziaria. La gestione e l’analisi di insiemi di dati grandi e complessi (big data), l’uso delle tecniche di intelligenza artificiale e di apprendimento automatico (machine learning) e le potenzialità offerte dalle tecnologie dei “registri distribuiti” (distributed ledgers) modificano l’offerta di servizi; aprono il settore a nuovi concorrenti – tra cui, ma non solo, le cosiddette “Big Tech” – in grado di sfruttare rapidamente i vantaggi derivanti.

dalla loro operatività nel campo dell’economia e del commercio digitale. Stime di mercato indicano che gli investimenti in innovazione finanziaria, per la maggior parte riconducibili alle aziende tecnologiche di grandi dimensioni e alle start-up, sono aumentati a livello globale di sei volte negli ultimi cinque anni; hanno superato i 100 miliardi di dollari nel 2018, un terzo dei quali in Europa, ma da noi restano ancora limitati. Le banche italiane stanno ampliando l’offerta online dei servizi tradizionali, con l’obiettivo di accrescere l’efficienza degli assetti organizzativi e gestionali; quasi tutte permettono di effettuare pagamenti, in molti casi anche di piccola entità, attraverso dispositivi mobili; oltre la metà colloca prodotti di risparmio attraverso canali digitali; è ancora contenuto, pur se in crescita, il numero degli intermediari che offrono finanziamenti attraverso portali.

Il ritardo nella risposta alle sfide poste dall’utilizzo delle tecnologie più complesse rischia però di determinare una progressiva erosione delle quote di mercato. Secondo le nostre indagini la metà delle banche non ha ancora avviato, né sta pianificando, sperimentazioni in questo campo, ad esempio nell’impiego di nuovi strumenti per la valutazione del merito di credito. Le risorse dedicate a questi progetti sono relativamente contenute e concentrate presso gli intermediari più grandi. L’uso della tecnologia per offrire servizi personalizzati e con maggiore valore aggiunto può produrre benefici tangibili in termini di riduzione dei costi, ampliamento dell’offerta, miglioramento della redditività.

Le banche più piccole, per le quali gli investimenti risultano eccessivamente onerosi se realizzati individualmente, possono fare leva su iniziative comuni nell’esternalizzazione di servizi volti a valorizzare l’offerta. Alla diffusione delle nuove tecnologie sono però associati anche nuovi rischi, in particolare sul fronte della sicurezza informatica e della protezione dei dati della clientela; a essi va prestata particolare attenzione, definendo con cura i progetti e avviandone per tempo la pianificazione.

(estratto dalle Considerazioni di Visco; qui la versione integrale)

++++

GLI ESTRATTI DALLE CONSIDERAZIONI FINALI DI IGNAZIO VISCO:

CARE BANCHE, SIETE TROPPO LENTE NEL FINTECH

CRESCITA BASSA IN ITALIA? COLPA DEI GOVERNI

I 10 GRAFICI SULL’ECONOMIA MONDIALE

CHE COSA NON VA NEI TRATTATI EUROPEI

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati