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Voto, parole e promesse del ministro Pichetto Fratin sulle case green

Case Green

Sulla direttiva sulle case green il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin traccia la linea in una lettera aperta dopo l’intervento del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi 

 

“Il Governo ha il dovere di tutelare gli interessi del Paese e il valore del nostro patrimonio immobiliare di oggi e di domani”. Con queste parole il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin prova a tracciare la linea del suo operato, in quanto rappresentate del governo Meloni, nei confronti della direttiva UE sull’efficientamento energetico degli immobili a uso abitativo.

La norma, che il prossimo 9 febbraio sarà discussa dalla Commissione Industria e Energia del Parlamento, aveva preoccupato gli addetti ai lavori, dall’Ance a Confedilizia.

CASE GREEN: “SARÀ L’ITALIA A DECIDERE”

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha cercato di fare chiarezza, con una lettera aperta al Sole 24 Ore, e porre un freno alle preoccupazioni che stanno circolando da giorni in merito alla direttiva UE che chiede di efficientare il patrimonio edilizio europeo entro il 2030.

“Ci tengo a precisare che sarà il Governo italiano e nessun altro a decidere tempi e modi per rendere sostenibile il patrimonio immobiliare del nostro Paese – ha scritto il ministro -. Su questo tema il governo non ha accettato alcun testo penalizzante per l’Italia. Al contrario, il nostro Paese ha vinto una battaglia a Bruxelles, facendo passare una soluzione di mediazione sugli standard minimi di prestazione che alcuni Paesi volevano più stringenti. L’alternativa sarebbe stata rimanere sull’Aventino e subire decisioni altrui che ci avrebbero solo danneggiato”.

IL MINISTRO PICHETTO FRATIN SPIEGA IL SUO VOTO FAVOREVOLE AL CONSIGLIO EUROPEO

Il ministro nella lettera aperta ha spiegato le ragioni del suo voto favorevole alla proposta di direttiva nel corso della riunione del Consiglio europeo del 25 ottobre scorso. All’ordine del giorno del vertice c’era, tra le altre cose, la proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. In quell’occasione fu trovato sull’accordo per il quale i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero entro il 2030, quelli esistenti dovranno adeguarsi entro il 2050 mentre entro il 2033 dovranno raggiungere la classe energetica D.

“Ciò che questo governo ha accettato, a valle di una vittoria diplomatica, è stato infatti solo «l’orientamento generale della direttiva», che punta a ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050 – spiega il ministro -. Sarà poi il nostro piano nazionale di ristrutturazione a prevedere una tabella di marcia con obiettivi stabiliti a livello nazionale in vista dell’obiettivo della neutralità climatica nel 2050 che l’Italia ha siglato e che il Presidente Meloni ha ribadito in più occasioni.

LA LEZIONE DI DIRITTO EUROPEO

Il ministro ne approfitta anche per impartire una piccola lezione di diritto europeo ai meno esperti. “Va ricordato che lo strumento della Direttiva, rispetto a quello del Regolamento, stabilisce un obiettivo comune da conseguire per i Paesi europei, che rimangono però liberi di definire la traiettoria nazionale con cui conseguirlo”, precisa correttamente.

IL TACKLE DI SILVIO BERLUSCONI SULLE CASE GREEN

“La casa è sacra, non si tocca, è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del suo futuro”. Con queste parole il Presidente Silvio Berlusconi nel 2012 presentava la proposta di taglio dell’IMU sulla prima casa. Il tema della casa è sempre stato centrale nella dialettica politica del leader di Forza Italia. In quest’ottica va letto il suo intervento sulle novità previste dalla direttiva sulle case green.

Forza Italia si batterà in tutte le sedi contro la direttiva Ue sulla riqualificazione degli edifici proprio perché noi crediamo nell’Europa e vorremmo che si evitassero alcuni gravi errori che danno argomenti ai nemici dell’integrazione europea. La tutela della salute e dell’ambiente non si realizzano in questo modo”. Berlusconi ha così messo un punto fermo (e richiamato il ministro Fratin).

Come scrive La Verità, ieri Forza Italia ha depositato alla Camera e al Senato una mozione che impegna il governo “a rappresentare, in sede europea, nel corso dei negoziati, le peculiarità dell’Italia, di modo che si consenta al nostro Paese di avere la necessaria flessibilità per raggiungere obiettivi di risparmio energetico più confacenti alle proprie caratteristiche rispetto a quelli prospettati”. Gli azzurri hanno dalla loro anche il Ppe, il gruppo più rappresentativo a Bruxelles, sarà costretto a tenere conto delle diverse sensibilità interne.

L’ITER DELLA DIRETTIVA SULLE CASE GREEN

Il varo della norma dovrebbe richiedere almeno un anno. Il voto parlamentare costituisce solo un tassello dell’iter legislativo “accanto a quello del Consiglio, che è l’altro co-legislatore”, spiega ancora il ministro Pichetto Fratin.

Una volta che entrambe le Istituzioni avranno adottato le proprie posizioni inizieranno i “triloghi”, ovvero “i negoziati tra Presidenza svedese del Consiglio, Parlamento e Commissione per trovare un accordo politico su un testo finale, che rappresenterà un nuovo compromesso tra le diverse posizioni. Realisticamente i negoziati inter-istituzionali potrebbero protrarsi per tutto il 2023 e l’Italia ha le idee ben chiare sulle nostre esigenze e su come farle valere in sede europea”, aggiunge il titolare del dicastero dell’Ambiente.

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