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Giornata Mondiale del Vento 2018. I numeri dell’eolico in Italia

Eolico Batterie

La Giornata Mondiale del Vento si celebra oggi in tutto il mondo ed è organizzata in Italia dall’Anev. Articolo di Giusy Caretto

E’ la Giornata Mondiale del Vento: 24 ore per discutere (e magari programmare) del futuro di questa importante risorsa sul fronte energia. Oramai importante ed indispensabile per il nostro territorio, infatti, l’eolico in Italia ha raggiunto livelli di maturità tecnologica e di penetrazione nel sistema elettrico elevati e tali da conferirgli il ruolo di protagonista nel settore elettrico. E, come indicano le dichiarazioni di Luigi di Maio, i numeri dell’energia del vento potrebbero presto aumentare, spingendo lo sviluppo delle rinnovabili.

Anev celebra questa giornata con il convegno istituzionale “ENERGIA EOLICA: gli strumenti per lo sviluppo industriale del settore e il raggiungimento degli obiettivi al 2030” e lo spettacolo di Marco Balich con musiche di Sting, “Giudizio Universale and the secrets of the Sistine Chapel”, presso l’Auditorium della Conciliazione a Roma.

I NUMERI DELL’EOLICO IN ITALIA

Ancora bassi, seppur importanti i numeri dell’eolico: sul nostro territorio sono realmente installati 9.496 MW, l’obiettivo difficile da raggiungere in soli 2 anni è di 12.680 MW al 2020.

Il potenziale eolico, invece, è pari a quasi 18 GW, da raggiungere grazie anche a 400 MW da minieolico e 950 MW da eolico offshore. I vantaggi ambientali ed economici sarebbero numerosi: 27.000.000 tonnellate di co2 evitate e 67.200 di occupati potenziali al 2030.

IL CONVEGNO ANEV

In occasione della Giornata Mondiale del Vento, si sono svolti a Roma il 15 giugno 2018 l’Assemblea generale dell’Associazione e il convegno istituzionale “ENERGIA EOLICA: gli strumenti per lo sviluppo industriale del settore e il raggiungimento degli obiettivi al 2030”, in cui Anev ha trattato i temi di interesse per il settore eolico in relazione alla situazione normativa e istituzionale, come il Decreto FER 1, il rinnovamento del parco eolico, la semplificazione delle procedure di VIA. Si è analizzato anche il rapporto tra Stato e Regioni e l’utilità dei PPA nel nostro Paese, anche in relazione al ruolo che l’eolico ha in funzione della salvaguardia ambientale, all’interno della SEN e del Piano clima energia.

Al Convegno hanno partecipato, in qualità di relatori, Marcello Cecchetti, Capo ufficio legislativo Ministero dell’Ambiente; Stefano Conti, Responsabile Affari istituzionali Terna; Guido Bortoni; Presidente ARERA; Livio De Santoli, responsabile Energia della Sapienza Università di Roma; Gianni Girotto, Senatore della Repubblica (Movimento 5 stelle).

AMMODERNAMENTO DEI VECCHI IMPIANTI

Tra i temi toccati durante il convegno moderato dal Prof. GB Zorzoli, Presidente di FREE, anche quello dell’ammodernamento dei vecchi impianti: è importante per il settore la riqualificazione delle strutture esistenti per garantire continuità ed efficienza del settore.

“Le procedure per gli ammodernamenti sulle rinnovabili pubblicate lo scorso dicembre dal GSE vanno ad aprire un nuovo mercato, finora bloccato da un quadro regolamentare incerto. L’eolico è la fonte che più di ogni altra potrà giovare dell’introduzione delle nuove regole (in potenza, fino a quasi 2 GW di iniziative per una produzione incrementale che – sul lungo periodo – potrebbe arrivare fino a quasi 7 TWh), con anche gli impianti idroelettrici che, seppur in misura minore, potranno beneficiare di interventi volti a incrementare la loro efficienza di produzione. Lo sviluppo di questo nuovo segmento di mercato – se accompagnato da una velocizzazione delle procedure di autorizzazione degli interventi – potrà generare fino a 2 miliardi di investimenti aggiuntivi già nel breve periodo, a fronte di un costo per il sistema del tutto marginale”, ha spiegato Andrea Marchisio analista economico di Elemens.

TEMPO DI RECUPERARE

“L’Italia ha un’opportunità unica, il dibattito di oggi lo mostra, e la dobbiamo sfruttare. Cambiamento significa miglioramento e quindi il settore si aspetta oggi quello che nei dieci anni scorsi non si è avuto, a partire dalla stabilità regolatoria, da una visione di medio e lungo termine per gli investimenti, a una semplificazione reale per le tecnologie rinnovabili, il tutto seguendo il principio di sostenere le FER senza penalizzarle per le loro peculiarità tecnologiche. È una presa di posizione seria e fattiva nei confronti del settore eolico quella che ci aspettiamo dal neoeletto Governo, che dice di voler mutare i paradigmi del passato e di dare all’Italia un futuro a emissioni ridotte”, ha concluso il convegno Simone Togni, Presidente dell’Anev.

IL NUOVO GOVERNO PUNTA SULLE RINNOVABILI

C’è comunque speranza. Le recenti dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier Luigi Di Maio fanno pensare il nuovo Governo Conte punti sulle rinnovabili e quindi (anche) sull’eolico.
“L’Italia deve puntare sulle energie rinnovabili come motore per il futuro della sua economia. Per questo in Consiglio oggi abbiamo ribadito la nostra linea, più ambiziosa rispetto al passato, in merito alle proposte di Direttiva del Parlamento Europeo sull’efficienza energetica e sulla Direttiva per la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. La conclusione del Parlamento europeo, che chiede di fissare un obiettivo vincolante pari al 35% sia per la prima, sia per la seconda, è la strada giusta”, aveva affermato in una nota il Ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier Luigi Di Maio.

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