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Tutti i piani di Descalzi su Eni Gas e Luce

Eni Gas E Luce Eni Award

Che cosa succederà a Eni Gas e Luce. Fatti, numeri e giudizi degli analisti

 

Offerta pubblica iniziale, cessione o scambio di una quota di minoranza. Sono queste le tre opzioni alle quali sta lavorando il gruppo Eni per Eni Gas e Luce, la società spin-off del Cane a Sei zampe che nascerà dall’unione delle attività di retail e di energia rinnovabile. Tutti i dettagli.

COSA FA ENI

Il consiglio di amministrazione di Eni, riunitosi ieri sotto la presidenza di Lucia Calvosa, “ha approvato l’avvio di un progetto strategico al fine di definire e valutare il piano industriale e finanziario del nuovo veicolo societario che nascerà dall’unione delle attività di retail e di energia rinnovabile”, spiega una nota del gruppo capeggiato dall’ad, Claudio Descalzi.

L’IPOTESI DI IPO

Eni, in particolare, con l’obiettivo di valorizzare la società starebbe valutando “molteplici opzioni” da attuare “nel corso del 2022, subordinatamente alle condizioni di mercato”. Tre le possibilità: la quotazione in borsa tramite un’offerta pubblica iniziale (IPO), oppure la cessione o lo scambio di una quota di minoranza.

A lavoro “un team Eni, supportato da advisor strategici e finanziari”, spiega l’azienda.

LA FUSIONE DELLE ATTIVITA’ RETAIL E RINNOVABILI

A febbraio scorso, il Cane a sei zampe ha annunciato la fusione tra Eni Gas e Luce, ovvero le attività retail del gruppo, che contano circa 10 milioni di clienti, e il business delle energie rinnovabili, il cui piano di sviluppo prevede un aumento significativo della capacità installata. Eni punta a sviluppare entro il 2025 una capacità di generazione elettrica da fonte rinnovabile superiore a 5 GW.

GLI OBIETTIVI (ECONOMICI) DELLA NEWCO

La nuova divisione, che al 2025 secondo le previsioni, conterà su una base clienti di 11 milioni, dovrebbe raggiungere un Ebitda complessivo previsto in crescita, dai 600 milioni di euro del 2021 a oltre 1 miliardo di euro nel 2025.

I GIUDIZI DEGLI ANALISTI

Lo spin off delle attività è giudicato positiviamente dagli analisti: “Riteniamo che un potenziale spin-off di queste attività possa supportare la raccolta di fondi per altri investimenti e possa portare a una maggior visibilità sulla valutazione retail/rinnovabili”, ha affermato Intesa Sanpaolo, riporta MF-Milano Finanza. Una quotazione della divisione valorizza questo segmento, sostengono gli analisti di Bestinver Securities e Mediobanca, sottolineando che il settore presenta multipli molto più elevati rispetto a quelli del business upstream.

La quotazione potrebbe “dare enfasi alla transizione energetica dell’azienda”, sostengono da Banca Akros.

A benedire le mosse su Eni Gas e Luce anche Equita Sim: “Pensiamo che il mercato non riconoscerebbe un multiplo da “rinnovabili” a quei progetti all’interno di Eni o in una compagnia petrolifera in generale se non ci fosse un catalyst destinato a far realizzare quel valore”, ha sottolineato Equita, affermando che la valorizzazione del business retail possa arrivare a 7-9 volte l’ev/ebitda, mentre le energie rinnovabili potrebbero raggiungere multipli in un range “low to mid teens”, 11-16 volte l’ev/ebitda.

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