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Tutte le previsioni sballate sull’energia negli Stati Uniti

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Stime e realtà sulla produzione di energia negli Stati Uniti non combaciano. Ecco come anche le istituzioni americane hanno sbagliato previsioni

Il boom energetico americano del petrolio e del carbone di questi ultimi anni ha sfidato le proiezioni e i precedenti storici nell’ultimo decennio. Secondo Amy Harder e Andrew Witherspoon di Axios, questo avvenimento ha un solo significato: mostra come il cambiamento possa avvenire rapidamente e inaspettatamente, anche in un settore che generalmente si muove in modo graduale e prevedibile come quello dell’energia.

Secondo Axios, è utile confrontare le proiezioni della U.S. Energy Information Administration dello scorso decennio con quanto effettivamente accaduto per capire come sono andate le cose realmente: le differenze che si riscontrano sono dovute a una miriade di fattori non inclusi nelle proiezioni decennali, tra cui i cambiamenti politici e una tecnologia sempre più efficiente per l’estrazione di petrolio e gas.

PRODUZIONE E PREZZI DEL PETROLIO

“Nel 2010, la U.S. Energy Information Administration aveva previsto che nel 2019 gli Stati Uniti avrebbero prodotto circa sei milioni di barili di petrolio al giorno. La realtà? Ora gli Usa stanno producendo 12 milioni di barili di petrolio al giorno”, sottolinea Axios.


Nel frattempo, “la Eia prevedeva che il prezzo del petrolio sarebbe stato di oltre 100 dollari al barile. Attualmente si aggirano intorno ai 60 dollari al barile”.

Ma perché questa discrepanza? “Un paio di metodi di estrazione – trivellazione orizzontale e fratturazione idraulica – hanno sbloccato molto più petrolio e gas di quanto gli esperti avessero previsto, e le aziende sono diventate iper-efficienti nell’estrarre più petrolio da ogni pozzo”, hanno spiegato Harder e Witherspoon.energia

IMPORTAZIONI DI PETROLIO

“L’Ente americano aveva previsto nel 2010 che gli Stati Uniti avrebbero importato otto milioni di barili netti di petrolio, che includono greggio e prodotti petroliferi come la benzina. A settembre, gli Stati Uniti hanno esportato invece 89.000 barili netti di petrolio”, scrive Axios.
Una delle ragioni alla base di tutto questo “è l’abolizione da parte del Congresso del divieto di esportazione del petrolio greggio nel 2015, un cambiamento politico che pochi pensavano possibile dieci anni fa”.

LA PRODUZIONE DI GAS NATURALE

energiaNel 2010, “la Eia prevedeva che gli Stati Uniti avrebbero ormai prodotto circa 20 trilioni di metri cubi di gas naturale. Nel 2018, l’ultimo anno completo di dati annuali, gli Usa hanno prodotto più di 30 trilioni. Perché? La tecnica delle trivellazioni orizzontali e il fracking sono stati fattori chiave anche qui (anche se il petrolio è tipicamente più costose del gas, quindi l’aumento è stato maggiore con il petrolio rispetto al gas)”.

ELETTRICITÀ

La Eia aveva previsto che l’elettricità generata tramite carbone sarebbe rimasta dominante negli Stati Uniti e che il gas naturale sarebbe rimasto relativamente stabile con una quota di fornitura di energia elettrica diminuita leggermente. “Sta accadendo il contrario. L’energia elettrica prodotta dal carbone sta precipitando e il gas naturale è aumentato in modo significativo”, evidenzia Axios.energia

“Le energie rinnovabili sono aumentate, invece, un po’ di più rispetto alle proiezioni di dieci anni fa. Ciò è dovuto alla bassa base da cui sono partiti il vento e il solare, alla sporadicità dei sussidi fiscali federali per queste industrie e al continuo sostegno da parte degli Stati”, ammettono Harder e Witherspoon.
“Le rigide norme ambientali emanate durante l’amministrazione Obama, combinate con le sorprendentemente abbondanti forniture di gas naturale più pulito, hanno guidato questi cambiamenti inaspettati basati su carbone e gas”.

“Il Congresso continua ad avere un rapporto di amore-odio con i sussidi per le energie rinnovabili, ma molti Stati stanno incrementando sempre più i target per le energie pulite mentre i costi dell’energia eolica e solare continuano a diminuire. Quindi è probabile che l’eolico e il solare continuino a crescere, il che va contro le proiezioni della Eia del 2010”, sottolineano da Axios.

EMISSIONI DI GAS SERRA

“La Eia aveva previsto nel 2010 che le emissioni di anidride carbonica legate all’energia degli Stati Uniti sarebbero aumentate anche se a un ritmo più lento. In realtà, sono diminuite. Lo stesso pugno di ferro che ha portato il gas naturale a dominare sul carbone nel mix di elettricità ha guidato questo cambiamento – ha spiegato Axios -. Più recentemente, la crescita dell’eolico e del solare, che non producono emissioni, sta accelerando questa tendenza”.

“Le emissioni sono però aumentate a causa di un’economia in crescita e del fatto che il gas naturale, pur emettendo la metà della CO2 del carbone, è ancora un combustibile fossile. Può anche emettere metano, che è un potente gas serra. La Eia prevede un leggero calo delle emissioni nei prossimi anni”, ha concluso Axios.

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