Energia

Che cosa succede allo shale gas Usa?

di

gas

Il prezzo del gas da scisto è aumentato del 18% in un solo giorno. Mercato in fibrillazione per paura che le scorte non bastino a soddisfare la domanda 

L’arrivo dell’inverno, negli Stati Uniti, mette a dura prova il mercato dell’energia. Nelle ultime ore, infatti, i prezzi del gas naturale da scisto sono aumentati del 18%. L’aumento della domanda di gas, infatti, potrebbe far calare drasticamente le scorte di gas Usa immagazzinate, e l’offerta di scisto (anche per l’export) potrebbe diminuire. Andiamo per gradi.

L’AUMENTO DEI PREZZI

Il gas di scisto è aumentato del 18% in poche ore, registrando, come scrive il Financial Times, il maggiore guadagno di un giorno in otto anni: il gas Nymex è aumentato del 73,6 centesimi nella giornata di mercoledì 14 novembre, per stabilirsi a 4,837 dollari per milione di unità termiche. E’ il prezzo più alto dall’inizio del 2014. I futures sono aumentati del 48% questo mese.

SCORTE A RISCHIO

L’aumento dei prezzi riflette le preoccupazioni sulle scorte di gas Usa, che attualmente si attestano a 3,2 trilioni di piedi cubici, il livello più basso in oltre un decennio (in riferimento al periodo dell’anno).

Alle basse scorte si aggiungono le previsioni di un inverno freddo. “In tanti sono molto preoccupati che non avremo abbastanza gas per passare l’inverno”, ha commentato Kent Bayazitoglu, direttore di Gelber & Associates, un gruppo di consulenza energetica a Houston.

I dubbi, in realtà, sono fondati: le scorte di gas, lo scorso inverno, erano quasi esaurite ed un’estate estremamente calda ha richiesto una grande quantità di energia per soddisfare la domanda di condizionamento d’aria, impedendo un rapido riassortimento durante la cosiddetta “stagione dell’iniezione”.

L’EXPORT

A subirne le conseguenze sarà anche l’export? Se è vero che l’US Energy Information Administration prevede che la produzione di gas possa raggiungere gli 83,2 miliardi di piedi cubi al giorno, quest’anno, rispetto ai 74,8 miliardi dello scorso anno, è anche vero che gli Usa (forse facendo il passo più lungo della gamba) hanno preso importanti accordi per l’export. Si prevede che verranno esportati 10 miliardi di metri cubi al giorno.

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