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Cosa farà Terna per l’innovazione e la digitalizzazione

Terna

Nel nuovo piano industriale 2021-2025 di Terna ci sono investimenti per 10 miliardi di euro e un focus su innovazione e digitalizzazione. Tutti i numeri e i progetti

 

Il consiglio di amministrazione di Terna, l’operatore che gestisce la rete italiana di trasmissione dell’energia elettrica, ha approvato oggi l’aggiornamento del piano industriale 2021-2025 “Driving Energy”.

COSA C’È NEL NUOVO PIANO DI TERNA

Il piano contiene investimenti complessivi per 10 miliardi di euro. 1,7 miliardi verranno investiti nel 2022.

IL POTENZIAMENTO DELLA RETE DI TRASMISSIONE

La maggior parte delle risorse – oltre 8 miliardi – verranno destinate all’ammodernamento e al rafforzamento della rete di trasmissione elettrica italiana.

Lo sviluppo delle infrastrutture elettriche è fondamentale ai fini della transizione ecologica, che passa per un aumento delle installazioni di impianti di energia rinnovabile – sono previsti circa 60-70 gigawatt di eolico e solare al 2030 -, che andranno connessi alla rete. L’elettricità, inoltre, svolgerà un ruolo sempre più importante perché la tendenza è all’elettrificazione dei consumi, a cominciare dalla mobilità e dal riscaldamento.

LE INTERCONNESSIONI CON L’ESTERO

Terna, inoltre, si prefigge di sviluppare le interconnessioni elettriche tra l’Italia e l’estero attraverso la realizzazione di nuovi collegamenti Francia, Austria, Tunisia e Grecia: le linee transfrontaliere già attive sono ventisei. L’obiettivo ultimo è sfruttare la posizione geografica dell’Italia per farne un “hub elettrico” europeo e mediterraneo: può importare l’elettricità generata da fonti rinnovabili in Nordafrica e distribuirla verso il Nord Europa.

L’INNOVAZIONE E LA DIGITALIZZAZIONE

1,2 miliardi di euro, invece, saranno dedicati alla digitalizzazione e all’innovazione del sistema elettrico. Terna fa sapere di volersi concentrare sull’ottenimento di soluzioni tecnologiche per il controllo da remoto delle stazioni elettriche e delle infrastrutture di trasmissione.

Nel concreto, la società porterà avanti le installazioni di sensori, sistemi di monitoraggio e di diagnostica (anche predittiva).

SETTANTA PROGETTI DI INNOVAZIONE

I progetti di innovazione di Terna attivi nel 2021 erano settanta, il 70 per cento dei quali dedicato alla manutenzione della rete elettrica italiana e al dispacciamento. Sono attività svolte anche con l’utilizzo di robot, droni e tecnologie di realtà virtuale e aumentata.

QUATTRO CLUSTER TECNOLOGICI

Nel piano industriale 2021-2025 aggiornato ci sono quattro cluster tecnologici: Digital, Energy Tech, Advanced Materials e Robotics.

Digital riguarda le soluzioni intelligenti per la gestione dell’energia e della potenza; Energy Tech le soluzioni innovative che utilizzano tecnologie più efficienti e a basse emissioni di gas serra; Advanced Materials la ricerca e lo sviluppo di materiali eco-compatibili e a basso impatto ambientale. Il cluster Robotics, infine, è relativo all’automazione dei processi.

LE PAROLE DI DONNARUMMA

L’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, ha detto che “i nostri investimenti, fondamentali per raggiungere i traguardi che l’Italia e l’Europa si sono prefissati, consentiranno di abilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi, nonché di garantire una sempre maggiore sicurezza ed efficienza dell’approvvigionamento, l’adeguatezza del sistema e i più elevati livelli di qualità del servizio, al minor costo per cittadini e imprese”.

RICAVI, EBITDA E DIVIDENDI

Per il 2025 Terna prevede ricavi a 3,08 miliardi di euro ed EBITDA a 2,14 miliardi di euro. La crescita media annua nel periodo 2021-2025 è stimata sopra il 4 per cento per i ricavi e oltre il 3 per cento per l’EBITDA.

Nel solo 2022 la società prevede che i ricavi crescano a 2,74 miliardi di euro e l’EBITDA a 1,9 miliardi di euro.

Relativamente ai dividendi, dal 2022 al 2023 viene confermata la previsione di un CAGR del dividendo per azione pari all’8 per cento, rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2021. Per gli anni 2024 e 2025, invece, la previsione è di un payout del 75 per cento, con un dividendo minimo garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2023.

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