Energia

Ankara sbuffa contro Eni e Total per le tensioni tra Cipro e Turchia

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Turchia ancora sul piede di guerra per le esplorazioni a blocchi petroliferi e gas al largo di Cipro: nel mirino di Ankara ci sono Total ed Eni. Tutti i dettagli

Turchia ancora sul piede di guerra per le esplorazioni a blocchi petroliferi e gas al largo di Cipro. Ancora una volta, a finire nel mirino di Ankara, sono Total ed Eni che hanno unito per le forze per esplorare ed eventualmente sfruttare un nuovo blocco offshore individuato nella Zona economica esclusiva dell’isola.

ENI E TOTAL ATTORI PRINCIPALI DELL’ESPLORAZIONE CIPRIOTA

L’accordo, firmato la scorsa settimana, “rende la francese Total e l’italiana Eni gli attori principali della ricerca energetica nell’isola del Mediterraneo, con licenze di esplorazione per sette blocchi su 13” a cui si aggiunge “la coreana Kogas, anch’essa partner di tre di queste concessioni”, ha evidenziato il sito del quotidiano Cyprus Mail, ricordando che lo scorso anno “Cipro ha invitato Total ed Eni a presentare un’offerta per il blocco 7, non reclamato, della sua zona economica esclusiva (ZEE)” e in settimana “sono stati firmati contratti che conferiscono loro una quota pari al 50% nell’impresa”. Uno “sviluppo importante” come lo ha definito il ministro dell’energia cipriota George Lakkotrypis riferendosi a un ampliamento della presenza di società internazionali nella ZEE di Cipro e di un rafforzamento del partenariato strategico del governo.

NOVE CAMPAGNE ESPLORATIVE NEI PROSSIMI 24 MESI

“Complessivamente si prevedono circa nove campagne esplorative nei prossimi 24 mesi nei vari blocchi al largo della costa meridionale. Nicosia ha deciso di procedere con lo sfruttamento del blocco 7 dopo la scoperta preliminare di gas nel blocco adiacente 6 che si pensa possa estendersi al suo interno, ha affermato Lakkotrypis. Eni e Total hanno entrambe il 50% del Blocco 6”, si legge ancora sul Cyprus Mail.

LE TENSIONI CON LA TURCHIA

Il campo di Calypso è considerato da Eni una promettente riserva di gas. La scoperta dell’enorme giacimento offshore di Zohr in Egitto nel 2015 ha suscitato la convinzione, infatti, che anche le acque cipriote potessero contenere le stesse ricchezze. La Turchia, che ha il controllo della parte settentrionale dell’isola del Mediterraneo dal 1974, si oppone tuttavia ai piani di esplorazione energetica di Nicosia e vuole dire la sua opinione sullo sviluppo di idrocarburi nella regione. Cipro ha portato avanti l’esplorazione delle risorse energetiche offshore nonostante lo stop ai colloqui di pace nel 2017. Proprio all’inizio di quest’anno, Ankara ha inviato due navi all’interno della ZEE di Cipro, contribuendo ad aumentare le tensioni regionali. Washington e Bruxelles hanno esortato la Turchia a ritirare le sue imbarcazioni dalle acque cipriote, con l’Ue che si è vista costretta a imporre sanzioni contro la Turchia.

TURCHIA CONTRARIA ALL’ESPLORAZIONE DEL BLOCCO 7

Ankara si è mostrata contraria anche a quanto sta accadendo a largo di Cipro sul blocco 7. Il portavoce del ministro degli Esteri turco Hami Aksoy, ha riferito che gli accordi firmati da Cipro con Total e Eni dimostrano la perseveranza nel prolungare la sua “posizione irresponsabile”, e che “una parte della cosiddetta area di licenza numero 7 rimane all’interno della piattaforma continentale turca, che è stata registrata presso le Nazioni Unite”. Inoltre, ha ribadito che la Turchia non consentirà in alcun modo a nessun paese, azienda o nave straniera di svolgere attività di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi non autorizzate all’interno delle sue giurisdizioni marittime e continuerà ad adottare le misure necessarie per proteggere i suoi diritti e interessi. Infine ha ribadito che la proposta “verso un’equa ripartizione delle risorse naturali dell’isola rimane al tavolo”.

CIPRO RIBADISCE I SUOI DIRITTI

Il ministero degli esteri cipriota, dal canto suo, ha controbattuto che la ricchezza naturale di un paese appartiene allo Stato e la responsabilità della sua gestione spetta al suo governo a beneficio di tutti i suoi cittadini. E che l’esplorazione e lo sfruttamento del blocco offshore 7 è un diritto sovrano esclusivo di Cipro e non pregiudica i diritti di alcuno Stato terzo, compresa la Turchia. Il ministero degli esteri cipriota ha aggiunto che la dichiarazione di Aksoy “dimostra, ancora una volta, il totale disprezzo della Turchia per il diritto internazionale convenzionale e consuetudinario” e la sua mancanza di rispetto per i diritti sovrani della Repubblica di Cipro sulla sua piattaforma continentale e la sua zona economica esclusiva (ZEE). E riaffermato che il blocco 7 si trova nella ZEE / piattaforma continentale di Cipro, in una zona marina a sud-ovest dell’isola, già delimitata, in conformità al diritto internazionale.

LE PROPOSTE PER RAGGIUNGERE LA PACE

Il portavoce del governo cipriota Prodromos Prodromou la scorsa settimana, in una serie di dichiarazioni raccolte da Euroactiv, ha evidenziato le contraddizioni tra quanto sta accadendo e le convergenze raggiunte tempo fa nei negoziati tra la parte greco-cipriota e quella turco-cipriota, sull’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla legge del Mare (Unclos). La Turchia non è firmataria di Unclos ma il presidente cipriota Nicos Anastasiades aveva presentato una controproposta sull’istituzione di un conto fiduciario che avrebbe consentito alla comunità turco-cipriota di raccogliere immediatamente la sua quota degli utili – il 30% in base alla sua percentuale di popolazione – una volta che il denaro sarebbe iniziato a confluire nel fondo di idrocarburi, previsto nel 2022. La proposta presentava la condizione che la Turchia adottasse Unclos e accettasse di delineare la sua ZEE rispetto a quella di Cipro. Una mossa che se accettata avrebbe posto fine alla perforazione turca al largo della costa di Cipro e ridotto le tensione.

UNA ZONA PROMETTENTE PER LE RISORSE

A febbraio, ExxonMobil e Qatar Petroleum hanno scoperto nella zona una incredibile quanità di gas stimata tra i 5 e gli 8 trilioni di piedi cubi, la più grande fatta finora nella regione. Ma altre ne sono state fatte negli anni passati: per esempio Noble Energy nel 2011, ha scoperto al largo di Cipro nel blocco di Afrodite, una riserva di gas che si stima contenga circa 4,5 trilioni di piedi cubi. Cipro mira a far sì che il gas naturale inizi a fluire nell’impianto di Gnl egiziano nel 2025 attraverso il gasdotto Afrodite, che le consentirebbe di generare flussi di cassa fondamentali per la sua economia.

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