Energia

Come e perché Statoil si smarca dal petrolio per abbracciare le rinnovabili

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Statoil cambia business e nome. Tutti i dettagli (e le indiscrezioni) nell’articolo di Giusy Caretto

La transizione energetica è in atto. Rapporti, report, previsioni: tutti concordano che nel mondo l’energia rinnovabile sarà sempre più protagonista. Meno carbone e meno petrolio, mentre il gas avrà un ruolo fondamentale in questi anni futuri.

Tutti i giganti di Oil&Gas stanno modificando il proprio business: investono in eolico e fotovoltaico e sempre meno in petrolio. A testimoniare questo cambiamento, anche la volontà di Statoil ASA di modificare il proprio nome: la più grande compagnia petrolifera norvegese, che sta ampliando la sua portata energetica oltre la produzione di petrolio e gas, cambierà il suo nome in Equinor.

“Il mondo sta cambiando, e cambia anche Statoil”, ha detto il presidente Jon Erik Reinhardsen. “La più grande transizione che i nostri sistemi energetici moderni hanno mai visto è in corso e puntiamo a essere in prima linea in questo sviluppo”. Il nuovo nome riflette il punto di partenza della compagnia: parità, uguaglianza ed equilibrio (anche delle fonti).

UN CAMBIAMENTO ATTESO

Non c’è da stupirsi troppo della decisione. Solo qualche mese fa, infatti, il Fondo Sovrano Norvegese, che a settembre 2017 ha superato per la prima volta il valore di mille miliardi di dollari (è il più ricco), ha annunciato di voler disinvestire per una somma tra 35 e 37 miliardi di dollari da titoli di aziende attive nell’estraziopetrolione e vendita di petrolio e di gas.Il fondo detiene quote, per un totale del 4% del suo patrimonio, del fondo sovrano in Bp, Royal DUtch ed ExxonMobil. E anche la Norvegia nel suo complesso sta cercando di ridurre la sua dipendenza dalla produzione di petrolio.

LA STRATEGIA DI STATOIL

Statoil, come si legge su Bloomberg, ha una strategia chiara e definita, che prevede che circa il 15% – 20% dei suoi investimenti siano rivolti in “nuove soluzioni energetiche”, entro il 2030. Da quando l’amministratore delegato Eldar Saetre ha rilevato la società nel 2014, la compagnia ha aumentato gli investimenti in energia eolica offshore e, recentemente, anche nell’energia solare.

ALMENO 30 MILIONI DI DOLLARI PER IL REBRANDING

Reinventarsi ha un costo: i costi di rebranding sono stimati tra 230 milioni di corone, 30 milioni di dollari, e 250 milioni di corone, secondo indiscrezioni.

LA PALLA AGLI AZIONISTI

Il nome di Equinor, in realtà, è attualmente detenuto da un veterinario registrato a Oslo, che starebbe cambiando il suo nome a breve. Il nuovo nome dovrà essere presentati agli azionisti all’Assemblea generale annuale del 15 maggio. Il cambiamento è sostenuto dal governo norvegese e dai sindacati.

IL MERCATO PLAUDE

Le azioni Statoil sono salite dello 0,6 percento a 179,5 kroner per azione alle 9:44 del mattino a Oslo.

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